Moda e fetish: quando il costume diviene pratica pericolosa.

Tantissime le stravaganze che hanno riguardato il mondo delle tendenze, alcune davvero bislacche.

Sovente, nella storia del costume, determinate usanze e consuetudini hanno recato pesanti conseguenze, riguardanti la salute di chi ne ha abusato. Tantissime le stravaganze che hanno riguardato il mondo delle tendenze, alcune davvero bislacche come nel caso delle chopine veneziane, zeppe posizionate al di sotto delle calzature che potevano raggiungere l’altezza estrema di 50 centimentri. Espediente scaltro per limitare i movimenti della donna, costretta all’accompagno della servitù pur di camminare e quindi finalizzata a ricoprire un ruolo meramente rappresentativo.

Altra stramberia riguarda il busto, largamente utilizzato sino al secolo scorso per assottigliare la vita e rendere la figura nettamente più sinuosa. Nei casi più estremi, si è arrivati persino alla rimozione delle costole pur di rendere la circonferenza inferiore ad un normotipo. Il busto rigido, a volte reso indeformabile dalla crinolina, altre con stecche di balena, rappresenta il culmine dell’immaginario fetish. Inutile elencare le innummerevoli incombenze incontrate nell’abuso di tale indumento, dalle emoraggie interne sino all’arrivare a problematiche di tipo digestivo e posturale.

I canoni di bellezza e di ciò che viene ritenuto oggettivamente piacevole ed affascinante, variano a seconda della cultura a cui ci riferiamo e sono noti ormai a tutti le pratiche di fasciatura dei piedi in Cina, con la pianta intrappolata in una lunghezza variabile tra i 7 e i 12 centimentri. Altra pratica che rendeva davvero difficoltoso il lusso di una vita “normale”, spesso riservata alle giovani di classi sociali agiate che in età adulta riscontravano numerosi disagi nel deambulare.

In un caso isolato, notiamo l’unica tendenza riservata agli uomini che ha prodotto numerose vittime: il father-killer collar. Colletto della camicia sapientemente inamidato, rigido e ristretto al punto di fermare la circolazione sanguigna e provocare diversi svenimenti. Veniva inchiodato da un vistoso gemello nella parte inferiore.

Le più disparate mode, nell’arco della storia del costume, hanno arrecato complicanze di tipo sanitario e, nella maggior parte dei casi, specialmente nelle tendenze femminili vediamo un legame molto stretto con richiami di tipo sessuale. La donna è relegata al ruolo di oggetto erotico, imprigionata in indumenti scomodi o pericolosi pur di apparire appetibile all’occhio maschile, un corpo senz’anima. Per citare un ultimo espediente davvero singolare, dobbiamo tornare nell’epoca del Direttorio, morbide vesti in mussola bianca venivano lasciate umide per aderire al corpo, divenendo trasparenti e lasciando intravedere il corpo nudo al di sotto. Inutile sottolineare che le polmoniti erano un affare molto molto comune.

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