Moira Donati: “Ho mollato il posto fisso per allevare asini”.

Moira Donati, dopo sette anni di lavoro impiegatizio, ha lasciato un posto "sicuro" per fondare "Agrilife": una scelta di vita legata alla riscoperta di un vero amico, l’asino, un animale quasi dimenticato ma dalle grandi potenzialità.

Moira mentre sorseggia del latte di asina presso la stalla dell' azienda Agricola Agrilife, di Moira Donati, Vigo Lomaso, Bleggio, Trentino

Quella che vi racconto oggi è una bella storia, che sà di cose buone, di natura, di amore per gli animali, anche di “riscatto” da una vita sicura ma noiosa. Una storia al femminile: siamo a Vigo Lomaso, in provincia di Trento, quì, la giovane Moira Donati, dopo aver lavorato per sette anni in Informatica Trentina, ha lasciato tutto per dedicarsi agli asini, sì proprio così, agli asini, 50 per la precisione. Un regalo di fidanzamento, a dire il vero, non il solito diamante che “è per sempre” o un viaggio a sugello di un amore eterno, bensì un asino. Esatto, avete capito bene, Moira ricevette in regalo, dal compagno Federico, un’asina gravida, che, di lì a poco, mise alla luce un bellissimo cucciolo! Fu amore a prima vista o…a “primo raglio”, e Moira in quel preciso istante sentì forte l’esigenza di qualcosa di diverso, di un tipo di realizzazione che il posto fisso non le poteva dare, di aria aperta, di una vita a contatto con la campagna, la natura. Del resto, sin da piccolissima, dove c’erano gli animali, lì c’era Moira. Il resto, dunque, è venuto da sè… Il primo appezzamento, un podere del nonno dato poi in gestione dal suo papà, che Moira riscatta, una continua crescita e la fondazione di “Agrilife”.

Moira decise di puntare tutto sul latte d’asina. Di capi ne aveva già, ma per fare un caseificio ci volevano numeri più consistenti, perché l’asina non fa molto latte, così Moira si è recata nel sud Italia, terra d’elezione di questo mammifero, per saperne di più ed incrementare il numero dei suoi animali.

Chiamato anche oro bianco, perché un’asina lo produce solo per il puledro, Moira è stata abile a “rubarlo”, ad inserirsi nel rapporto fra mamma e puledro. Le asine più grandi ne fanno un massimo di un litro e mezzo al giorno. È un animale poco redditizio, perciò la grande passione è stato il grande incentivo.

Moira Donati, però, non è sola in tutto questo, ma viene affiancata dalla sorella Nicole, inseritasi di recente, dal papà e da Federico, ciascuno con il proprio apporto fondamentale, perchè ricordiamolo, la vita in un’azienda simile è davvero faticosa, piena di sacrifici e rinunce, senza un supporto nulla sarebbe possibile.

Nel 2013 Moira ha ricevuto anche il premio “Oscar Green”, a Roma, per la coltivazione delle stelle alpine, in pratica un orto botanico ad alta quota.

In Agrilife, però, non troverete solo il caseificio, quì la famiglia Donati trasforma anche i frutti di bosco in prodotti finiti: succhi, sciroppi, conserve, grazie ad un metodo molto particolare, un banco che cuoce sotto vuoto, dagli accostamenti particolari, mele e lavanda, mele e petali di rose antiche, pere, arance e cannella, uva fraga, corniole, aronia. Insomma, gusti ricercati, usando, in più, uno zucchero speciale ricavato dall’evaporazione della canna da zucchero. E ancora, se volete prendervi cura del vostro corpo, vi sono una marea di creme e trattamenti viso a base di latte d’asina, il più simile, dal punto di vista organolettico, a quello umano.

Nel mese di Maggio soprattutto, la “Agrilife” prevede bellissimi percorsi didattici per le scuole.

Passare la vita accanto ad animali che, come diceva Silone “sono bestie neglette dalla società borghese”, può apparirci un atto coraggioso e folle al tempo stesso, ma l’asino è un animale fantastico, innocente, portatore di pace, la stessa pace che si avverte visitando Agrilife! Quindi cosa aspettate a visitare questo luogo incantato immerso tra i monti del Trentino!?!

Per avere maggiori informazioni, consultare il sito www.agrilife.bio.

 

Moira, lei prima lavorava in ufficio, poi un bel giorno ha mollato tutto per dedicarsi agli asini…

“Sì, io lavoravo in un’agenzia satellite della provincia autonoma di Trento svolgendo un lavoro impiegatizio per sette anni… ho comunque coltivato un’esperienza a livello gestionale. Ero giovane, trovai questo impiego ancor prima di laurearmi, mi assunsero a tempo indeterminato, quindi potevo rimanere dov’ero, ma dentro di me non mi sentivo soddisfatta, la voglia di essere fantasiosa ed autonoma era forte, in ufficio ero un numero, un qualcosa inserito in un sistema più grande, così ho voluto crearne uno mio, dando vita all’azienda di cui oggi sono titolare assieme a mia sorella, la “Agrilife”. Mi sono appassionata al mondo agricolo da cui, comunque, provengo: mio nonno paterno aveva una piccola stalla con delle mucche, ma mio padre non ha continuato la tradizione contadina e dette la campagna in gestione, io me la sono ripresa, tornando un po’ alle origini, ma in una chiave un tantino diversa, con un altro tipo di animale, l’asino, facendo cose innovative. Un sogno che continua, quindi, in una veste nuova.”

Perchè l’asino?

“Eh già, oltretutto non è un animale tipico del Trentino…. Io mi sono sempre appassionata a questo animale, il mio compagno Federico, mi regalò un’asina gravida, Mafalda, che è ancora nel mio branco, la più anziana che ho, da lì mi ci sono appassionata e mi sono messa a studiare il modo in cui si curano questi animali. Conoscevo già le proprietà benefiche del latte di asina, ho girato in vari allevamenti del sud Italia, dove l’asino è più conosciuto, per imparare ed arrivare pian piano ad avere il mio allevamento in Trentino Alto Adige in mezzo alla natura e produrre latte d’asina. Questo era il mio obiettivo primario, un percorso lungo, pieno di burocrazia… ma ci sono riuscita! Nel corso degli anni ho avuto una bimba, che oggi ha quasi 6 anni e che è stata cresciuta con il latte d’asina, perchè intollerante alle proteine del latte vaccino, l’unica soluzione per farla crescere bene era darle il latte d’asina, il più simile, per proprietà organolettiche, al latte materno. Questo è stato un ulteriore sprone per aiutare altre persone che, come mia figlia, sono intolleranti al latte vaccino.”

Agrilife, inoltre, è anche specializzata nella produzione di cosmetici.

“Sì, perchè all’inizio, quando non avevo il laboratorio di imbottigliamento, con pochi asini, che producono mediamente un litro di latte al giorno, non potevo immettere sul mercato un prodotto di cui non riuscivo a fare la fornitura. Ho impiegato circa sei anni ad arrivare a produrlo a regime alimentare… si conosce da sempre la leggenda di Poppea e Cleopatra che facevano il bagno immerse nel latte d’asina… ho incaricato, così, un laboratorio, a fare una ricerca, assieme all’università, finchè sono arrivata a stilare una linea cosmetica che stiamo vendendo molto molto bene… Al latte si è poi aggiunto tutto il discorso riguardante le piante officinali che noi coltiviamo in azienda, piante che crescono bene in montagna, hanno dei principi attivi che aiutano il latte ad essere ancora più efficace sulle problematiche della pelle. Difatti la linea che abbiamo creato, è sì una linea di bellezza, ma è anche curativa, ricca di Omega3, Omega6, antiossidanti, e con l’enzima del latte stesso, un antibiotico naturale, va a fare una pulizia del derma ed una rigenerazione delle cellule… son prodotti che quindi curano anche problemi di dermatiti, eczema, psoriasi, perchè il latte è un rigeneratore della pelle. Queste linee sono in continua crescita: abbiamo la linea classica, una linea special con una bacca spontanea che raccogliamo in montagna, per il viso, una linea bimbi ed una linea solo a base di piante officinali, per curare dolori e tosse…Ovviamente un’azienda come la nostra, non poteva reggersi esclusivamente con il latte, ecco che allora abbiamo aggiunto tutta la frutta, rigorosamente biologica: lamponi, more, mirtilli, fragole che vendiamo direttamente al cliente, o trasformiamo, grazie a macchinari innovativi, in prodotti finiti come succhi, sciroppi, confetture, vegetali che vendiamo tramite il nostro sito internet in tutta Italia e all’estero. In più partecipiamo ai mercati contadini o alle fiere. Abbiamo piccole quantità, ma è giusto così, essendo noi degli artigiani. E’ un’azienda familiare, in cui sono coinvolti mio padre, che ogni giorno mi dà una mano, mia sorella, che è appena entrata, il mio compagno, parte fondamentale… da sola non potrei fare nulla con 50 asini. Noi realizziamo prodotti di qualità molto elevata, tutti naturali, scaturiti da una mia passione trasformatasi in lavoro. Io l’asino ce l’ho nel cuore!”

Mi sembra che voi organizziate anche percorsi didattici vero?

“Sì, con le comunità di persone che hanno problemi. L’asino è un animale versatile che si può utilizzare a 360°. La ricchezza reale di questo animale, e della femmina in particolare, è che, quando partorisce, ha la montata lattea come l’essere umano. Noi ne togliamo solo una minima parte, non sfruttiamo l’animale, non è come allevare mucche o pecore, quì si deve avere un certo rapporto con ogni singolo animale, perchè se succede qualcosa ad un puledro, la mamma non produce più latte… occorre stare attenti, affinchè il puledro cresca bene. Esistono quei piccoli accorgimenti importantissimi, come quello di osservare anche le dinamiche del branco per arrivare al migliore risultato. Vengono allevati in alta montagna, mangiano il nostro foraggio, le nostre erbe, il latte, in questo modo, prende odori e sapori naturali. In Italia poi non ci sono tante aziende che producono il latte di asina, è un prodotto di nicchia.”

Quanti sacrifici richiede questo tipo di vita?

“Parecchi…io sono tutto il giorno in azienda, si inizia con la mungitura alle 5.00 del mattino, poi torno a casa e porto la bimba alla scuola materna, da Pasqua in poi, inizia la stagione che si protrae fino alla fine di Ottobre… in Estate, infatti, ci avvaliamo dell’aiuto di operai stagionali.”

Oltre ai clienti chi sono i vostri visitatori abituali?

“Famiglie con bambini, anziani…dove ci sono animali vengono attratti molti bambini. Abbiamo parecchie scuole che organizzano, soprattutto a Maggio, dei veri e propri percorsi didattici, sia con gli asini che con le piante e la frutta. Fanno un bellissimo percorso sensoriale, a piedi nudi in mezzo a materiali naturali.”

Ci sono ulteriori progetti di ampliamento previsti nella vostra azienda?

“Sì, abbiamo in progetto, per la fine dell’anno prossimo, la possibilità per chi lo desiderasse, di alloggiare in azienda tra la natura e gli asini, fare colazione con il latte d’asina, la frutta dell’azienda ed usufruire dei servizi beauty con i cosmetci dell’azienda, un ambiente spartano ma con il massimo relax, gite in bicicletta, natura e aria pura, ma vicini a riva del Garda o a Trento.”

Concludendo?

“La mia più grande soddisfazione è quella di essere riuscita a tramutare una passione in lavoro. Ovvio, ci sono dei sacrifici immensi, il lavoro è tantissimo, poco tempo da ritagliarsi per sè stessi, ma le soddisfazioni sono tantissime! Quando ci cercano e si complimentano per il nostro operato siamo soddisfatti e felici… se sei di nicchia e fai qualità, la gente ti apprezza. La massima soddisfazione è poter dire “un posto di lavoro ce l’avevo, ho cominciato da zero, accendendo un mutuo ed avendo la famiglia che mi ha aiutata…”, le soddisfazioni pian pianino stanno arrivando!”

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