Mostra “Museo della Follia”, curata da Vittorio Sgarbi.

Predisposta presso la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta a Napoli, appena restaurata, la mostra, dal titolo emblematico, è curata dal noto critico d'arte Vittorio Sgarbi e realizzata da Cesare Inzerillo, Giovanni Lettini, Stefano Morelli e Sara Pallavicini.

Relatori eccellenti tra cui Monsignor Vincenzo de Gregorio rettore della chiesa, lo psicoterapeuta Raffaele Morelli, il magistrato Nicola Graziano e altri illustri ospiti, hanno anticipato con il loro dibattimento l’intervento di Sgarbi il quale, concorde con i suoi predecessori, ha sostenuto ed affermato come la follia sia una indiscussa fonte di talento, di non omologazione e che proprio per tale motivo non va alienata.

Sgarbi afferma “Non c’è un solo matto in cui io non mi identifichi, molto genio viene dalla follia e molta luce viene dal buio.”

Una mostra composta da oltre 200 opere di arti visive tra cui pitture, sculture, foto, installazioni multimediali tutti riguardanti l’argomento della follia, con un’unica soluzione per fruirla in modo ideale, quella di entrare, senza cercare un “percorso”, piuttosto la via dello smarrimento, in particolare da applicare nel labirinto sensoriale del museo.

La mostra allestita con diverse sezioni apre il suo percorso con dipinti e sculture di grandi maestri, per citarne solo alcuni e non sciupare la sorpresa a chi vorrà visitarla ecco opere di Francisco Goya, Fausto Pirandello figlio di Luigi Pirandello e uno dei rappresentanti della cosiddetta Scuola Romana, Ligabue che con i suoi turbamenti, ha realizzato la sua stupenda arte visionaria ed allucinata. Si prosegue nella sezione degli Stereoscopi con cui si viene trascinati in un’altra dimensione, nell’ex ospedale psichiatrico di Mombello, dove ha vissuto l’artista Gino Sandri, le cui opere portano il visitatore nel suo corridoio di emozioni. Carlo Zinelli, ipnotizza con le cromie intense dei suoi lavori in armonia ad un altro grande, Venturino Venturi, che esprime il suo spirito tragico/giocoso a metà strada tra fiaba e turbamento.

Con le foto poetiche e sospese in un tempo che non c’è più, appartenenti alla serie “Gli assenti” il fotografo Fabrizio Sclocchini fa entrare il visitatore nelle stanze di un ex-manicomio abbandonato.

Proseguendo ancora nello snodo di questa particolare mostra “I folli” di Agostino Arrivabene, eccelso creatore di incubi e meraviglie, e l’affresco ad olio di Enrico Robusti. Raffigurante un’imbarcazione in preda a una tempesta, in cui scorgere la vertigine psicologica tipica del suo virtuosismo pittorico.

Ma una particolarità dell’edizione di questa mostra è l’aver inserito anche il calcio come forma di espressione artistica con Diego Armando Maradona come lo stesso Sgarbi spiega: “Un genio indiscusso in cui la vita e ciò che ha saputo fare diventa essa stessa una forma d’arte e quindi degna di essere rappresentata in un museo”.

Molte altre installazioni, anche multimediali, trascineranno in un crescendo di emozioni il visitatore che potrà ammirare questa mostra itinerante fino al 27 Maggio 2018.

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