Napoli Teatro Festival Italia 2020 – Tredicesima edizione dal 1 al 31 Luglio.

130 eventi per un mese di programmazione in luoghi all’aperto 10 sezioni e 28 prime di spettacoli italiani A partire dall’autunno spazio agli internazionali con Dimitris Papaioannou, Jan Fabre, Ramzi Choukair e Sulayman Al-Bassam.

Il teatro rinasce con te. È un invito a rivivere le emozioni del teatro, lo slogan della tredicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, la quarta, diretta da Ruggero Cappuccio, realizzata – nonostante l’emergenza sanitaria – con il forte sostegno della Regione Campania e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano.

Inizialmente fissata per Giugno e poi rinviata a causa della pandemia, la manifestazione torna con una ricca programmazione quasi interamente a cielo aperto, che si declina tra teatro, danza, letteratura, cinema, video/performance, musica e mostre: 130 eventi, per un calendario di un mese, distribuiti in 19 luoghi tutti all’aperto con una sola eccezione: il Teatro di San Carlo. Platee allestite nel rispetto delle distanze di sicurezza, divise tra Napoli e altre città della Campania (Salerno, Solofra, Pietrelcina e Santa Maria Capua Vetere), dove andranno in scena creazioni italiane e coproduzioni a conferma dell’attività produttiva della Fondazione.

L’edizione 2020 presenta 34 spettacoli di prosa nazionale, di cui 28 prime assolute, consolidando la struttura in sezioni, ormai tratto distintivo della direzione artistica firmata Cappuccio.
Italiana, Osservatorio, Danza, SportOpera, Musica, Letteratura, Cinema, Mostre, Progetti Speciali: il Festival rinnova la sua grande attenzione alla multidisciplinarità in un dialogo che mira a una visione organica e interdisciplinare dell’arte. La sezione Internazionale, che negli anni passati ha portato a Napoli grandi nomi della scena contemporanea, è stata invece riprogrammata a partire dall’autunno e vedrà in scena, tra gli altri, il coreografo greco Dimistris Papaioannu, l’artista belga Jan Fabre, e Ramzi Choukair e Sulayman Al-Bassam.

Con l’intento di supportare la ripresa di un settore in grave difficoltà in quest’anno segnato dalla crisi economica indotta dal Covid-19, NTFI conferma l’attenzione e il sostegno a favore di produzioni e compagnie del territorio campano e napoletano, insieme a tante realtà del panorama nazionale.

Tra i protagonisti di questa edizione Silvio Orlando, Vinicio Marchioni, Francesco Montanari e Gianmarco Saurino, Bruno Fornasari, Andrea De Rosa, Luana Rondinelli, Antonio Piccolo, Lino Musella, Federica Rosellini, Ciro Pellegrino, Laura Angiulli, Joele Anastasi, Salvatore Ronga, Lucianna De Falco, Francesco Saponaro, Lara Sansone, Vincenzo Nemolato, Chiara Guidi, Claudio Ascoli, Marcello Cotugno, Ettore De Lorenzo, Massimiliano Gallo, Alessio Boni, Gianni Farina, Sarah Biacchi, Lina Sastri, Franca Abategiovanni, Riccardo Pippa, Corrado Ardone, Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, Federico Tiezzi e Sandro Lombardi, Roberto Rustioni, Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Mario Scandale, Arturo Cirillo, Valentina Picello, Francesco Tavassi, Mariangela D’Abbraccio,  Euridice Axen, e le compagnie Anagoor, Carrozzeria Orfeo,  Casa del Contemporaneo, Nuovo Teatro Sanità, e Mutamenti/Teatro Civico 14.

Per la sezione Musica si avvicenderanno invece Roberto De Simone, Raffaello Converso, Pippo Delbono e Enzo Avitabile, i Foja, Stefano Valanzuolo con Sarah Jane Morris e i Solis String Quartet, Massimiliano Sacchi, Maria Mazzotta, Francesco Di Cristofaro, Valerio Sgarra, Ars Nova, Ciro Riccardi, EbbaneSis, i Folkonauti, Raffaella Ambrosino, Ambrogio Sparagna con Iaia Forte, Giada Colagrande, Roberta Rossi, Ivo Parlati e Nadia Baldi, Renato Salvetti e Antonella Ippolito. Nella sezione Danza si segnala la partecipazione del coreografo francese figlio di minatori di origine italiana, Alexandre Roccoli.

La collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale si concretizza attraverso la coproduzione di due spettacoli inseriti nella sezione Progetti Speciali del Festival con Mimmo Borrelli, Renato Carpentieri, Claudio Di Palma. Tra gli altri protagonisti della sezione del NTFI, da anni ormai terreno di sperimentazione di nuove pratiche sceniche, Roberto D’Avascio, Carlo Geltrude, Maria Rosaria Omaggio, Marco Dell’Acqua, Alberto Conejero, Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì.

Nel Real Bosco di Capodimonte e al circolo Canottieri per la sezione SportOpera a cura di Claudio Di Palma, che propone 8 spettacoli di cui 7 in prima assoluta, si alterneranno Mariano Rigillo, Patrizio Oliva, Pino Maddaloni, Fulvio Cauteruccio, Andrea Zorzi, Beatrice Visibelli e Nicola Zavagli, Rosario Giglio, Marina Sorrenti, Chiara Baffi, Rossella Pugliese, Antonio Marfella, Paolo Cresta, Ferdinando Ceriani, Gennaro Ascione, Alfonso Postiglione.

E ancora, per la sezione Letteratura, progetto a cura di Silvio Perrella, ospiti Maurizio Bettini, Daniele Ventre, Caterina Pontrandolfo, Alberto Rollo, Mimmo Borrelli, Silvia Bre, Piera Mattei, Claudio Damiani, Vincenzo Frungillo, Igor Esposito, Maria Grazia Calandrone, Sonia Gentili, Enza Silvestrini, Fiorinda Li Vigni, Mariafelicia De Laurentis, Antonio Biasiucci, Alfio Antico.

“Siamo riusciti a compiere in tempi strettissimi un vero miracolo mantenendo la struttura del Festival fedele rispetto a quella iniziale”, dichiara Ruggero Cappuccio, direttore artistico del Festival.

Per il quarto anno consecutivo, in collaborazione con la Direzione regionale Musei Campania, sarà Palazzo Reale di Napoli la sede principale del Festival, luogo di assoluta centralità in città. I suoi cortili, d’Onore e delle Carrozze, e il Giardino Romantico ospiteranno spettacoli di prosa e le sezioni Cinema e Osservatorio. Con l’obiettivo di valorizzare beni architettonici e paesaggistici della Campania, la tredicesima edizione del Festival si avvarrà anche di diverse aree del Real Bosco di Capodimonte, ambientazioni che porteranno il pubblico a immergersi nella bellezza non solo del teatro, ma anche del parco cittadino.

Tra gli altri luoghi coinvolti a Napoli, Palazzo Fondi, i cortili dei palazzi del rione Sanità, il rione De Gasperi, la spiaggia delle Monache a Posillipo (con accesso da Lido Sirena – Via Posillipo) , il Teatro di San Carlo, e il circolo Canottieri.  Per la regione, invece, il Duomo e il cortile del teatro Ghirelli a Salerno, il complesso monumentale di Santa Chiara a Solofra, il Teatro Naturale di Pietrelcina, e l’Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, altro sito della Direzione regionale Musei Campania.

“Organizzare la manifestazione in questi mesi di lockdown – sottolinea il presidente della Fondazione Campania dei Festival Alessandro Barbano – è stato possibile soltanto grazie all’impegno di coloro che hanno continuato a lavorare senza sosta. A loro va il mio sincero ringraziamento”.

Anche quest’anno, prosegue la collaborazione con il maestro Mimmo Paladino, che ha creato la nuova immagine del Festival, in linea con l’identità della programmazione 2020, per il catalogo e i materiali promozionali. Si rafforza inoltre la sinergia creata tra la Fondazione Campania dei Festival e gli Istituti di cultura (Institut Français; Goethe-Institut; Istituto Cervantes; British Council). Il racconto di alcuni momenti del Festival sarà invece affidato a Rai Radio 3 e Radio CRC Targato Italia, media partner della manifestazione.

Il Napoli Teatro Festival Italia, che fa parte della rete Italia Festival e dell’EFA (European Festival Association), si pone come organismo di crescita culturale e sociale, e in tal senso favorirà la partecipazione del pubblico continuando a proporre un’oculata politica di prezzi, con biglietti popolari (da 8 a 5 euro) e agevolazioni assolute per le fasce sociali più deboli. I titoli potranno essere acquistati online sul sito www.napoliteatrofestival.it e ai botteghini allestiti nei luoghi degli eventi. Il ricavato degli spettacoli inseriti nella sezione Musica sarà devoluto in beneficenza all’Istituto nazionale tumori “Fondazione Pascale” di Napoli.

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LE SEZIONI DEL NTFI

Tredicesima edizione > dal 1 al 31 Luglio

Non solo spettacoli teatrali. Anche quest’anno il Napoli Teatro Festival Italia riesce a portare avanti la sua sfida, spaziando tra dieci sezioni con una proposta che, snodandosi sull’intero mese di luglio, è stata ideata nell’ottica della multidisciplinarietà tra le arti: Italiana, Osservatorio, Musica, Danza, Cinema, Letteratura, Mostre, Progetti Speciali e SportOpera, la sezione dedicata all’interazione tra arte e sport. Il Festival non rinuncerà neppure quest’anno alla sua visione organica di respiro internazionale, tornando a partire dall’autunno per portare sui palcoscenici napoletani i grandi maestri della scena europea come Dimitris Papaioannou, Jan Fabre o del mondo arabo come Ramzi Choukair e Sulayman Al-Bassam.

ITALIANA

Si parte con Rua Catalana, il progetto di nuovo teatro catalano a Napoli realizzato grazie alla partecipazione attiva della Delegazione del Governo Catalano in Italia e dell’Istituto Ramon Llull (dall’1 al 15 luglio, Palazzo Fondi): tre importanti compagnie indipendenti che usano spesso il napoletano come lingua di riferimento per il loro lavoro artistico, Casa del Contemporaneo, Nuovo Teatro Sanità e Mutamenti/Teatro Civico 14, mettono in scena per la prima volta tre testi di altrettanti autori contemporanei presentati con successo a Barcellona negli ultimi anni, riambientati a Napoli negli adattamenti di Enrico Ianniello. Così Il prestito, divertente e geniale commedia di Jordi Galcerán, diretta da Rosario Sparno (1 e 2 luglio); la commedia nera Fémmene comme a me di Pau Miró per la regia di Roberto Solofria (7 e 8 luglio); e Plastilina di Marta Buchaca, sul cinismo di una generazione che trova complicità e protezione negli adulti, portato sul palco da Mario Gelardi (14 e 15 luglio).

L’importante attenzione riservata alla nuova drammaturgia si declina anche tra antichi soggetti, scritture e riscritture contemporanee: in prima assoluta Silvio Orlando interpreta, firmandone anche la riduzione e la regia, La vita davanti a sé, dal testo La Vie Devant a soi di Romain Gary (Emile Ajar), pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977 (4 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). Da un racconto di Ruggero Cappuccio, Nadia Baldi scrive e dirige Settimo senso, in scena in prima assoluta, con Euridice Axen e le musiche di Ivo Parlati, una coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia e Khora Teatro (7 e 8 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). Federica Rosellini e Lino Musella sono i protagonisti di Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès, diretto da Andrea De Rosa (6 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale); lo stesso Lino Musella dirige Troia City, La verità sul caso Aléxandros, testo di Antonio Piccolo, anche sul palco accompagnato dai cordofoni e dalle percussioni di Marco Vidino, liberamente ispirato ai frammenti dell’Aléxandros di Euripide, sorta di “prequel” della guerra di Troia (7 e 8 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte); prima assoluta per The Red Lion di Patrick Marber, regia di Marcello Cotugno, riflessione amara e profonda sulla lealtà e il senso di appartenenza, una coproduzione La Pirandelliana e Teatri Uniti (15 e 16 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). In scena Le eccentricità di un usignolo di Tennessee Williams, di cui firma la regia Sarah Biacchi, che ne è interprete accanto a Riccardo Eggshell, Alessandra Frabetti, Paolo Perinelli e con Paila Pavese (17 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). E ancora, Sulla morte senza esagerare, omaggio alla poetessa Wislawa Szymborska, produzione del Teatro dei Gordi/Teatro Franco Parenti, presentato in un nuovo allestimento che tiene conto del tempo che stiamo vivendo, ma sempre per parlare, come ieri, della morte in chiave ironica senza esagerare (18 e 19 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). Da Fuochi di Marguerite Yourcenar, si presenta in prima assoluta Maria Maddalena o della salvezza, la mise en espace di Lina Sastri con gli arrangiamenti di Filippo D’Allio, racconto sulla grande passione di Maria Maddalena per Gesù, che la condannò a un destino di infelicità (17 luglio, Anfiteatro Naturale di Pietrelcina; replica il 25 al Cortile di Capodimonte). Altra prima assoluta Vaudeville! – Atti Unici da Eugène Labiche, una coproduzione Fattore K., Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, ideato scritto e diretto da Roberto Rustioni che si confronta con il mondo della commedia e del vaudeville in una riscrittura libera e vitale da Eugène Labiche (22 e 23 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Uno dei più apprezzati drammaturghi italiani contemporanei, Fabrizio Sinisi, firma l’adattamento drammaturgico di Antichi Maestri di Thomas Bernhard, trasformato da Federico Tiezzi e Sandro Lombardi in un vero e proprio studio teatrale sulla funzione dell’arte, i limiti della bellezza e la nevrosi della modernità (22 e 23 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). L’infallibile duo composto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi porta sul palco in prima assoluta ‘A cirimonia – (L’impossibilità della verità) di Rosario Palazzolo, testo che indaga l’inadeguatezza del concetto di verità (26 e 27 luglio).

Il Festival propone, ancora, un teatro che sia con le sue visioni uno strumento di confronto vivo con la realtà e le utopie. Gli Anagoor, compagnia veneta insignita del Leone d’Argento nel 2018, presentano in prima assoluta, sotto il nome di Mephistopheles – eine Grand Tour, un viaggio per immagini attraverso le lacrime del mondo, musicato da Mauro Martinuz in un live set elettronico (2 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). Dopo il successo della scorsa stagione, si potrà finalmente tornare a discutere guardandosi negli occhi con Sala d’attesa – The waiting room scritto e diretto da Ettore De Lorenzo (3 luglio, Cortile d’Onore del Palazzo Reale). La forza utopica dell’ideale si libererà in David, uno spettacolo di Vuccirìa Teatro coprodotto da Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival (11 e 12 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). Arriva in prima assoluta Il seme della violenza – The Laramie Project di Moisés Kaufman e del Tectonic Theater Project: la compagnia del Teatro dell’Elfo e i registi Ferdinando Bruni e Francesco Frongia mettono in scena nella traduzione di Emanuele Aldrovandi, oltre la cronaca, il caso di Matthew Shepard, studente brutalmente ucciso per motivi di odio omofobico (21 e 22 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). E poi, la premiata compagnia Carrozzeria Orfeo presenta in prima assoluta Miracoli metropolitani, ambientato in un mondo in cui l’esasperazione per il cibo è sempre più forte e la popolazione soggetta al pericolo di essere sepolta dai suoi stessi escrementi (30 e 31 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte).

In programma anche spettacoli che affrontano l’essere umano in dialogo con se stesso e con l’altro: Luana Rondinelli scrive e firma la regia di Taddrarite – Pipistrelli, dove tre sorelle trovano nel silenzio il coraggio di affrontare violenze nascoste (7 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). Ne La notte di Igor Esposito per la regia di Francesco Saponaro, da ironico cabaret di equivoci e malintesi, un piano-bar si trasforma in luogo intimo di confessioni e disvelamenti (13 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). Mario Scandale porta in scena in prima assoluta il libro di Jo Lattari ed edito da Castelvecchi Editore Il dolore di prima, con Betti Pedrazzi, Arturo Cirillo, Valentina Picello, Paola Fresa (26 e 27 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte).

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire», lo scriveva Italo Calvino in Perché leggere i classici: con Francesco Montanari e Gianmarco Saurino, diretti da Davide Sacco, le parole e il pathos narrativo di uno dei più illustri scrittori italiani del ‘900 per entrare a viva voce nel suo ricordo (4 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). Proprio i grandi classici di tutti i tempi sono indagati per riemergere nella contemporaneità. Laura Angiulli firma la drammaturgia e la regia di due spettacoli presentati in prima assoluta: Pinocchio, dal capolavoro di Carlo Collodi, interpretato da Ginestra Paladino e accompagnato dalle musiche dal vivo di Pasquale Bardaro (11 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale) e Pescatori, dall’opera di Raffaele Viviani (30 e 31 luglio, Spiaggia delle Monache) con Aniello Arena, Gennaro Basile, Marcello Colasurdo, Alessandra D’Elia, Pietro Pignatelli e Federica Aiello, Agostino Chiummariello, Caterina Pontrandolfo, Antonio Speranza, Fabiana Spinosa. E, ancora, la tragedia greca viene riletta come una tipica fiaba di magia, in Edipo – Una fiaba di magia, ideato da Chiara Guidi in dialogo con Vito Matera e prodotto dalla Societas in coproduzione con Emilia Romagna Teatro Fondazione (14 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). In prima assoluta, Vinicio Marchioni, con Caligola, realizza invece attraverso la sua lettura drammatizzata, diretta e interpretata, un primo studio sull’opera teatrale di Albert Camus, indagandone il potenziale linguistico e musicale (18 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte).

Numerose le narrazioni a cavallo tra biografia e immaginazione o ispirate a fatti di cronaca. Il progetto firmato Amadio/Fornasari Bed Boy Jack, presentato in prima assoluta, scritto e diretto da Bruno Fornasari, narra il caso di cronaca avvenuto in Austria nei primi anni ’90: una serie di omicidi di prostitute affascinò molti giornalisti, tra cui lo scrittore Jack Unterweger che era stato condannato all’ergastolo per omicidio nel 1974 (3 e 4 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Per la prima volta sul palco anche lo spettacolo diretto da Ciro Pellegrino e con Emiliana Bassolino, redFrida, liberamente tratto da Viva la Vida di Pino Cacucci, un’immersione tra gli ultimi istanti della vita di Frida, la donna, l’artista, l’amante, che ha fatto della sua intera esistenza una strenua rivoluzione contro un destino di morte e solitudine (10 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). La natura dell’amato personaggio di Filumena Marturano nelle pieghe più nascoste, per costruire un’altra trama possibile, è al centro di una storia che incrocia anche la biografia di Eduardo dentro e oltre il mito, in Fu Lumena Un’altra storia in omaggio alla figura di Filumena Marturano, di Salvatore Ronga, che debutta con Lucianna De Falco e le musiche di Antonio Monti (12 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Sugli anni ’70 a Napoli, ma anche sui 70 anni di Claudio Ascoli, il vecchio-giovane dei Chille de la balanza, la compagnia fondata a Napoli nel 1973 residente dal 1998 a San Salvi, ex città manicomio di Firenze, è invece Napule ’70 di e con Claudio Ascoli, altro debutto assoluto, con la partecipazione di Sissi Abbondanza, suoni e video mapping di Matteo Pecorini e “domande” di Matteo Brighenti (14 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Ideato, progettato e interpretato da Franca Abategiovanni, Notte d’alba scritto da Marina Sorrenti e per la regia di Gabriela Eleonori va in scena in prima assoluta: dai diari scritti da Alba De Céspedes dopo l’armistizio del ’43, nasce questo racconto in cui un viaggio da Roma verso il Sud è fuga, ma anche volontà di costruire un mondo diverso (15 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). Alessio Boni, Marcello Prayer, Francesco Forni, Roberto Aldorasi sono in scena in prima assoluta con L’estate perduta – ballata per Cesare Pavese, la vita e l’anima di Pavese in un racconto a due voci e due strumenti (16 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). Tratto da Il defunto odiava i pettegolezzi di Serena Vitale (© 2015 Adelphi Edizioni S.p.A. Milano), Buona permanenza al mondo – Majakovskij BPM di Gianni Farina è la sardonica conclusione del biglietto di commiato che Majakovskij dedica a tutti, una coproduzione Ravenna Festival, E/Menoventi (16 e 17 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Un immaginario processo a Raffaele Viviani, reo di raccontare le miserie discreditando le politiche di governo fascista: Processo a Viviani di Corrado Ardone, presentato in prima assoluta, mette a nudo la vita e il percorso dell’autore e attore del teatro napoletano riconosciuto insieme a Eduardo tra i più grandi di sempre (19 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). Anche la poesia contemporanea della rock star americana Bruce Springsteen arriva al NTFI e in assoluto per la prima volta in scena grazie al lavoro di Francesco Tavassi, con Bruce Springsteen: come un killer sotto il sole, ispirato al libro omonimo di Leonardo Colombati (Mondadori) che raccoglie testi scelti (1972-2017) del cantautore statunitense, cui dà corpo, anima, voce, Mariangela D’Abbraccio (30 e 31 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte).

OSSERVATORIO

In un momento storico come quello che stiamo attraversando, intriso di limitazioni e difficoltà per la circuitazione di spettacoli, la corposa sezione Osservatorio, che ospita le realtà emergenti, giovani e meno giovani, rafforza il suo significato. Il luogo che ospiterà per l’edizione 2020 gli spettacoli di questa sezione è il Giardino Romantico di Palazzo Reale.

Microcosmi familiari, periferie urbane, personaggi antieroici: c’è questo in Laerte, regia di Rose Marie Gatta, che ha composto anche il testo insieme agli attori Francesco Iorio, Mattia Lattanzi, Gabriele Raho, e che ritrae la calma di un paesino dove non nasce e non muore più nessuno interrotta dalla notizia che Fausto, uno dei suoi abitanti, è rimasto “incinto” (4 luglio). In Bolle di sapone scritto e diretto da Lorenzo Collalti e prodotto da KhoraTeatro, due personaggi timidi e maniacali si incontrano in un giardino pubblico e si raccontano le loro solitudini sullo sfondo di una periferia metropolitana alienata (14 luglio). Luminator Bernocchi scritto e diretto da Alberto Mele e Marco Montecatino è la storia d’amore di una coppia sposata da sette anni e a cui accade un giorno di dover fare i conti con i demoni l’uno dell’altro (24 luglio). E poi, Dall’altra parte. 2+2=? della giovane compagnia Putéca Celidònia, spettacolo vincitore del Premio Giovani Realtà del Teatro 2019: tre gemelli eterozigoti nel grembo materno cercano di contrastare il processo inevitabile della progressiva perdita di neuroni che caratterizza la vita umana e che, scientificamente provato, comincia ben prima della nascita (31 luglio).

Riaffiorano sul palco anche le figure di personaggi mitologici e straordinari: Asterione è il protagonista metà uomo e metà toro dell’omonimo spettacolo scritto e diretto da Daniele Sannino e ispirato al mito greco del Minotauro, che si ritrova dopo la sua morte in un night club surreale (6 luglio). Olimpia, tragedia del passaggio, drammaturgia di Luigia Sorrentino e regia di Luisa Corcione, è un invito forte e ammantato di poesia ad intraprendere un percorso di rinascita: Olimpia, infatti, attraversa il dolore per ritrovare la propria deità (16 luglio). Hypàte, scritto e diretto da Aniello Mallardo, con Giuseppe Cerrone, Luciano Dell’Aglio, Serena Mazzei, Andrea Palladino ruota attorno alla personalità di Ipazia, filosofa, astronoma, matematica e scienziata che nel V sec d.C fu barbaramente assassinata (30 luglio).

La forza impetuosa e le speranze delle donne sono al centro di spettacoli come ‘E ssanzare: Fabio Di Gesto scrive e dirige una storia liberamente ispirata a Il malinteso di Camus, ambientandola in una Napoli aspra, materiale e plebea, dove madre e figlia lavorano come “sanzare”, affittano stanze a turisti e compiono delitti con l’obiettivo di racimolare più soldi, per cambiare vita (18 luglio). Una nota fiaba rovesciata è Le Genoveffe. Una favola amara, progetto e regia di Francesco Campanile, che racconta all’oggi di come certe dinamiche nate tra le mura domestiche rischiano di intrappolare per una vita intera (20 luglio). Storie di resistenza al femminile compongono le pagine di Giornale Parlato, nuovo linguaggio che unisce giornalismo e teatro, in Nonostante voi. Storie di donne coraggio, reportage teatrale di e con Livia Grossi, giornalista del Corriere della Sera accompagnata sul palco dalla musica dal vivo di Andrea Labanca (26 luglio).

Rendono omaggio, con un linguaggio originale, all’opera di autori letterari, Una cosa piccola ma buona, atto unico ispirato ai racconti di Raymond Carver, drammaturgia e regia di Mario Perna (10 luglio), e Maria’s Circus, liberamente ispirato all’opera di Bohumil Hrabal, frutto dell’incontro tra Anna Dego, il cui percorso multidisciplinare si è nutrito del lavoro decennale nella compagnia di danza di Adriana Borriello, e di Luigi Arpini, che firma regia e ne cura la musica, attore che ha militato nella storica compagnia di Tadeusz Kantor (22 luglio).

Si segnalano, ancora, Il Colloquio, uno spettacolo di Collettivo lunAzione prodotto da Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini e vincitore del Premio Scenario Periferie 2019, di cui sono interpreti Renato Bisogni, Alessandro Errico, Marco Montecatino, diretti da Eduardo Di Pietro nell’interpretazione di un testo che trae ispirazione dal sistema di ammissione agli incontri con i detenuti presso il carcere di Poggioreale di Napoli (12 luglio); e L’isola degli invertiti di Antonio Mocciola per la regia di Marco Prato, che, basato su ricerche inedite e di sconvolgente portata emotiva, narra la storia di un feroce questore, due omosessuali e i loro destini intrecciati sullo sfondo di un’Italia complice e vittima della dittatura fascista (28 luglio).
E poi, In erba – progetto della Bellini Teatro Factory, che mette in continuità il vecchio ed il nuovo triennio della Factory: due testi delle allieve drammaturghe (Mia madre non capisce e Purpacci – quelli che non saranno) e gli attuali allievi attori sono diretti dai neodiplomati registi del primo corso. Un confronto tra artisti appena formati e artisti in formazione che nasce nell’ottica del lavoro creato dagli allievi e sugli allievi che contraddistingue il progetto Bellini Teatro Factory prodotto da Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini (8 luglio).

MUSICA

Aprono le danze della sezione Musica, il cui ricavato degli spettacoli sarà devoluto in beneficenza all’Istituto nazionale tumori “Fondazione Pascale” di Napoli, i Foja, con un concerto/spettacolo folk-rock dal titolo Miracoli e Rivoluzioni: lo scavo nelle tematiche legate alla sfera sentimentale, così come alle questioni esistenziali e sociali, s’impreziosisce con contenuti audiovisivi, un’illuminazione architetturale e momenti di performance aerea (1 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte).
La sezione Musica prosegue poi con un atto unico per cantante, attore e quartetto d’archi, Ho ucciso i Beatles di Stefano Valanzuolo, con Sarah Jane Morris, Solis String Quartet e la voce recitante di Paolo Cresta, progetto scenico e regia di Pierluigi Iorio con le musiche dei Beatles trascritte e arrangiate da Antonio Di Francia: storia di amore e odio di Mark David Chapman, passato alla storia come l’assassino di John Lennon, con la band più famosa di tutti i tempi (5 luglio, Duomo di Salerno).
Dal 7 al 13 luglio Massimiliano Sacchi cura 7 gradi Settimana di concerti al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, una rassegna prodotta da Casa del Contemporaneo che ci guiderà all’ascolto di musiche e linguaggi vicini e lontani. Protagonisti sono Maria Mazzotta, una delle voci più emblematiche del Sud Italia, che canta un’intensa e appassionata riflessione sui vari volti dell’amore (7 luglio); Francesco Di Cristofaro, la cui musica s’ispira alla figura di Vardapet Komitas, religioso, musicologo, etnomusicologo e compositore considerato il padre della moderna musica armena; Valerio Sgarra, che con il suo recital Omissis cammina su un filo tra la canzone d’autore e l’intrattenimento, tra la poesia e il teatro (9 luglio); gli Ars Nova, una delle band più amate della musica Nu Folk campana (10 luglio); Ciro Riccardi con la sua Napoli Underground sonora (11 luglio); gli EbbaneSis, due voci e una chitarra diventate un fenomeno mediatico su Facebook grazie alle loro rivisitazioni di classici della canzone napoletana e ai celebri pezzi rock cantati in dialetto (12 luglio); e il Taraf de funikular! (13 luglio) dei “Folkonauti” Riccardo Marconi (chitarre classica e acustica, mandolino, loop-station) e Osvaldo Costabile (violino, banjo, mandolino, chitarra acustica, ghironda, loop-station).

Su un’altissima pagina musicale della tradizione napoletana, il Magnificat di Cristoforo Caresana, Raffaella Ambrosino, mezzosoprano e direttrice artistica, presenta per le edizioni AdagioSonoro, La mistica del cosmo, con le coreografie diIrma Cardano eseguite dall’ensemble Ivir Danza e con la direzione corale del maestro Alessandro Tino e la recording performance dell’Orchestra vocale Numeri Primi (9 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). Li canti de la Gatta Cenerentola racconta in una narrazione musicale originale le fantastiche avventure della giovane Zezolla addetta alle mansioni domestiche che poi diventa principessa, un progetto di teatro musicale e pupi napoletani di Ambrogio Sparagna, che vede la partecipazione straordinaria di Iaia Forte (11 luglio, Complesso Monumentale, Solofra). The Magic Door è un progetto video-poetico oltre che musicale, con Giada Colagrande, Arthuan Rebis, Vincenzo Zitello e Giovanni Barbati, che vibra tra suoni arcaici e moderni, tra folk celtico e mediterraneo (18 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). Di Giacomo in the mood è il nuovo concerto/spettacolo messo in opera dalla collaborazione fra il M° Roberto De Simone e Raffaello Converso, che mette in rilievo le produzioni poetiche di Salvatore di Giacomo e dei compositori che ne vestirono di musica i testi (Mario Costa, Enrico De Leva, Francesco Paolo Tosti), ma anche il mondo musicale e poetico che deriva dall’immaginario digiacomiano e che ad esso s’ispira (19 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Uno spettacolo musicale di Roberta Rossi è Una persona. Ovvero come Ferdinando scoprì di essere stato Luigi.: un attore e 6 musicisti tessono la trama di un percorso poetico/musicale attraverso la molteplicità dell’animo umano, declinata e testimoniata dai testi di Pessoa e Pirandello (21 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte).

«Un concerto per parlare di questo tempo volgare e sacro, duro e dolce, e dell’amore bestemmiato, ferito, affogato, rinato, ucciso ancora, ancora vivo», così descrive Bestemmia d’amore Pippo Delbono, che con la sua voce recitante e il canto torna ad affiancare sul palco un artista unico come Enzo Avitabile, capace di abbracciare il blues, il jazz, il funky, il rock coniugandoli insieme con il classico e il barocco, fino all’antica tradizione popolare (23 luglio, Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere). Dall’incontro tra le visioni musicali di Ivo Parlati e il mondo creativo di Nadia Baldi nasce Rumori di Fondo, un concerto che narra di orfani speciali, bambini deprivati dell’amore primordiale: per loro, la musica, che sa scacciare quel drammatico “rumore di fondo”, si fa elogio alla speranza, un antidoto vivace di dolce rinascita (23 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). E ancora, il Concerto tra scrittura e trascrittura del M° Roberto De Simone muove dalla consapevolezza che la cultura di massa abbia prodotto un “virus” che da due generazioni attacca il sapere e l’arte svuotandoli dei propri valori umani, storici, etici ed estetici; raccontare il tempo presente attraverso la trascrizione di alcune opere di Bach, Stravinsky, Debussy, Satie e Chopin, diventa così una necessità che rimette al centro la nostra partecipazione alla “pandemia culturale” (26 luglio, Teatro di San Carlo). Un viaggio attraverso il repertorio di Giorgio Gaber, di cui firmano soggetto e regia Renato Salvetti e Antonella Ippolito, Su per giù Gaber – le canzoni del Signor G da Milano a Napoli: i confini geografici della sua musica si rompono per scorrere liberamente tra le armonie del sud e quegli strumenti tradizionali che, fusi insieme, possono dare vita a nuova e inaspettata bellezza (27 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte).

DANZA

La sezione Danza, arte profondamente legata alla relazione fra i corpi, al contatto e alla prossimità, viene incontro alle incombenze dovute all’emergenza sanitaria, rimodulando la sua proposta per il mese di luglio e rinviando in seconda battuta una parte dei suoi eventi. La sezione estiva, tuttavia, ospita il 30 luglio (replica il 31) al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale un evento speciale, la prima nazionale di Di Grazia, opera della compagnia A short term effect del coreografo francese Alexandre Roccoli.

Di Grazia, direzione artistica e drammaturgia di Alexandre Roccoli, interpretazione, collaborazione alla direzione artistica e drammaturgia di Roberta Lidia De Stefano, con la composizione musicale e collaborazione alla drammaturgia di Benoist Bouvot. è una produzione associata Espace des Arts, scène nationale de Châlon-sur-Saône, A short term effect, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia in coproduzione con Bonlieu scene nationale d’Annecy, La Ménagerie de Verre e con il sostegno di Institut Français d’Italie e TeatrInGestAzione. Con l’attrice, cantante e musicista di origine calabrese Roberta Lidia De Stefano, Di Grazia, proseguendo la sua ricerca sulla trance e gli stati di coscienza alterati mentre si mescola alle passioni immaginarie di “un’Italia con un corpo aperto”, desidera guarire una ferita traumatica nella storia: gli stupri di massa praticati nella regione della Ciociaria dalle forze militari francesi arrivate nel 1944 per liberare l’Italia dall’occupazione nazista. Il progetto intreccia storie diverse e prevede la proiezione del film che prende il nome della Madonna dei Femminielli di Montevergine, Mama Schiavona, che, come in una sorta di loop ipnotico, una lenta litania, dipinge varie figure della storia dei Femminielli di ieri, oggi e domani. Il video MAMA Schiavona proiettato durante lo spettacolo vede la direzione artistica di Alexandre Roccoli, la consulenza alla drammaturgia di Marzia Mauriello e la consulenza artistica di Valéria Borelli ed è coprodotto da Institut Français d’Italie, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, La ménagerie de Verre.

CINEMA

La sezione Cinema a cura di Roberto D’Avascio per Arci Movie, al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale dal 7 al 13 luglio, comprende la rassegna dal titolo Corpo e voce dell’attore napoletano – una tradizione itinerante di recitazione tra teatro e cinema tra anni ’50 e ’60, che si propone di indagare la figura del grande interprete di tradizione napoletana nel cinema degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. I film proiettati sotto le stelle – Livella de’ criature di Fratelli Borruto, 2019 (7 luglio), Il monaco di Monza di Sergio Corbucci, 1963 (8 luglio); Spara forte, più forte, non capisco! di Eduardo de Filippo, 1966 (9 luglio); Il conte Max di Giorgio Bianchi, 1957 (10 luglio); Totò, Peppino e i fuorilegge di Camillo Mastrocinque, 1956 (11 luglio); Miseria e nobiltà di Mario Mattoli, 1954 (12 luglio); Assunta Spina di Mario Mattoli, 1948 (13 luglio) – volgeranno particolare attenzione alle strategie di recitazione dei grandi come Totò, Nino Taranto, Giacomo Furla, Regina Bianchi, Tecla Scarano, Vittorio De Sica, Tina Pica, Peppino e Titina De Filippo, Dolores Palumbo, Enzo Turco, Franco Sportelli, Carlo Croccolo, Nicola Maldacea Jr., Eduardo De Filippo, Ugo D’Alessio, Beniamino Maggio e Aldo Giuffrè.

LETTERATURA

Prima è il titolo della sezione Letteratura 2020, progetto a cura di Silvio Perrella, con il coordinamento di Brigida Corrado e l’organizzazione di Vesuvioteatro, che si terrà dal 21 al 27 luglio nell’Area 239 del Real Bosco di Capodimonte.  «Avevo pensato d’intonare al prima gli incontri di quest’anno prima del Pandemonio. – spiega Perrella – Pensavo allo sterminato pullulare di acque che viene dal prima e pensavo al contempo a una dimensione spazio-temporale che frantuma l’idea di una modernità monolitica e sfocia nella moltitudine, nella pluralità, nella polifonia».

Poesia, musica, sguardi sul mondo da condividere: Nel nome delle prime voci, Maurizio Bettini e Daniele Ventre, con la partecipazione straordinaria di Caterina Pontrandolfo (21 luglio). Nel nome di Giacomo Lubrano, Alberto Rollo e Mimmo Borrelli (22 luglio). Nel nome di Emily Dickinson, della terra e delle piante, Silvia Bre, Piera Mattei, Simonetta Giordano, Paola Adamo (23 luglio); Nel nome di Amedeo Maiuri, Claudio Damiani, Vincenzo Frungillo, Igor Esposito (24 luglio); Nel nome dei primi nomi, Maria Grazia Calandrone, Sonia Gentili, Enza Silvestrini (25 luglio); Nel nome della casa poesia, 25 anni di Casa della Poesia (26 luglio); Nel nome di Giambattista Vico e Giacomo Leopardi e i buchi neri, Fiorinda Li Vigni, Mariafelicia De Laurentis, Antonio Biasiucci, Alfio Antico in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (27 Luglio).

MOSTRE

Anche quest’anno lo storico Palazzo Fondi ospita quattro esposizioni che compongono la sezione Mostre del Napoli Teatro Festival Italia, aperte al pubblico dal 1 al 31 luglio.

Fragile, a cura di Antonella Romano, si sviluppa in un percorso di sei sale in successione, come il susseguirsi di scene teatrali in un atto unico sul tema della fragilità umana. Girls Not Brides a cura di Romeo Civilli è una mostra fotografica sul fenomeno purtroppo ancora diffuso delle spose bambine in Bangladesh, paese che si colloca al quarto posto per il tasso di prevalenza di matrimoni precoci, nonostante il Child Marriage Restraint Act approvato nel 2017. Ipnodramma a cura di Elena Tommasi Ferroni e con le animazioni di Jacopo Bette è un progetto appositamente pensato per il Napoli Teatro Festival Italia, e prevede immagini che riprendono lametafora del teatro come forma d’arte in cui tempi e luoghi non sono soggetti alle regole spazio-temporali della natura. Tommaso Le Pera, tra i più importanti fotografi di scena contemporanei, attraverso ROBERTO HERLITZKA “VOGLIO FARE L’ATTORE”. Mostra fotografica di Tommaso Le Pera espone le immagini di una trentina di spettacoli, da lui immortalati e da uno degli attori più amati in Italia, Roberto Herlitzka, interpretati.

PROGETTI SPECIALI

La sezione Progetti Speciali presenta sia progetti totalmente nuovi sia progetti che tracciano una linea di continuità con le precedenti edizioni del Festival, confermando la vocazione di questa sezione a essere terreno di sperimentazione in cui provare a consolidare delle pratiche sceniche.
Tra quelli nuovi, Lampi sulla scena – Due lezioni di storia del teatro a cura di Roberto D’Avascio per Arci Movie, che ripercorrerà, attraverso un narratore e un attore, le vicende umane ed artistiche di Antonin Artaud e Sarah Kane, figure che hanno segnato la scena internazionale del Novecento (1 e 2 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). Scarpe Rosse, spettacolo multimediale di e con Maria Rosaria Omaggio, scritto con Maria Letizia Compatangelo, e con Pino Quartullo, si snoda tra parole, danza, musica e video per ricordare le donne vittime di violenza nella storia (5 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). La collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale si concretizza con la coproduzione di due spettacoli: ’Nzularchia – in lettura e in corpo di e con Mimmo Borrelli e musiche dal vivo di Antonio Della Ragione, e Pastiche N° 0 di PASS/SAGGI rivista di teatro dal vivo a cura di Renato Carpentieri e Claudio Di Palma, con gli allievi della Scuola del Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale (dal 9 all’11 luglio, Cortile del Maschio Angioino). E poi, Tur for’ ‘e vasc, progetto e regia di Carlo Geltrude, di Mario Gelardi, Marina Cioppa, Noemi Giulia Fabiano, introduce gli spettatori nel ventre del Rione Sanità, che, guidati dagli “accompagna-tur”, possono spiare quel che avviene sull’uscio di tre bassi del quartiere, palcoscenici reali della messa in scena (dal 24 al 26 luglio, cortili dei palazzi del Rione Sanità). E ancora, il Manifesto di Cittadinanza VentiVenti, sottotitolo dell’edizione 2020 della Festa dei Teatri Salerno (ftS), Culture per la socialità: ideato e diretto da Marco Dell’Acqua, realizzato in collaborazione con Associazione Culturale Teatri di Popolo e Dipartimento Salute Mentale (DSM) ASL Salerno, questo progetto vuole raccontarci lo sguardo consapevole di una Comunità che sceglie di essere aperta, solidale, visionaria, e che lavora con forza alla difesa dei diritti di tutti, nessuno escluso (27 luglio, area esterna del Teatro Ghirelli di Salerno). Tutte le notti di un giorno di Alberto Conejero è la lettura drammatizzata di una storia d’amore sull’incapacità di amare, con Claudio Di Palma e Marina Sorrenti e a cura di Istituto Cervantes (28 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte). Dopo la tappa dal titolo Amnistia, presentata durante l’edizione 2019 del Festival, Foodistribution #Eden prosegue il progetto di Manovalanza, a cura di Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì, e diretto da Adriana Follieri al Rione De Gasperi (31 luglio).

SPORTOPERA

Dopo il successo delle precedenti edizioni, si propone dal 13 al 20 luglio una nuova programmazione della sezione SportOpera, a cura di Claudio Di Palma, organizzata da Vesuvioteatro, “osservatorio attivo” in cui recuperare l’originale relazione tra arte e sport.

«Per gli antichi egizi – spiega Claudio Di Palma – la parola Nefer sintetizzava il concetto di bellezza e perfezione. Un ideale che nella rimodulazione grafica del geroglifico si traduceva nel segno di una trachea ed un cuore suggerendo così la sintonia ritmica tra respiro e pulsione cardiaca come sintomo ideale della perfezione. SportOpera 2020 ricerca teatralmente nei momenti in cui lo sport intuisce, sfiora o fallisce quella sintesi, quegli attimi di tempo in cui il fiato ed il battito concedono nuove percezioni del mondo e nei quali si può decidere se osare o rinunciare».

Si parte con Pre ludi, in prima assoluta, per raccontare l’attore-atleta alle prese col ritmo, col respiro e con le cesure della gara: da Virgilio, Omero e Nonno di Panopoli, un appuntamento in compagnia di Mariano Rigillo, Patrizio Oliva, Pino Maddaloni e altri protagonisti del mondo sportivo, accompagnati dalle musiche eseguite dal vivo da Massimiliano Sacchi, Annalisa Madonna, Gianluca Rovinello, Marcello Giannini (13 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte). A seguire, sempre in prima assoluta, Corri, tratto dal best seller di Roberto Di Sante, con Sebastiano Gavasso, un adattamento e regia di Ferdinando Ceriani per le musiche eseguite dal vivo da Giovanna Famulari, la storia di un uomo che si rialza dal “pozzo buio” della depressione grazie alla corsa (14 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte); con La leggenda del pallavolista volante sale per la prima volta sul palco Andrea Zorzi, e lo fa accanto a Beatrice Visibelli: il pallavolista due volte campione del mondo e tre volte campione europeo con l’indimenticabile nazionale di Julio Velasco, firma il testo dello spettacolo insieme al regista Nicola Zavagli (15 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte); in prima assoluta, Uno contro zero – la straordinaria storia del pallanuotista Enzo D’Angelo, di Franco Cossu, per la regia Rosario Giglio, con Geremia Longobardo nei panni di Enzo D’Angelo, campione di pallanuoto nato a Baia nei Campi Flegrei (16 luglio, Circolo Canottieri); sempre in prima assoluta, Pentathlon, testi di Manlio Santanelli, Alessandro Baricco, Dino Buzzati, Giampiero Comolli, uno spettacolo interpretato e diretto da Marina Sorrenti, Chiara Baffi, Rossella Pugliese, Antonio Marfella, Paolo Cresta, che prende spunto da una piccola pubblicazione intitolata Il pomeriggio dell’atleta stanco (17 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte); ci sarà anche la presentazione del libro Monaco 1972. Una tragedia che poteva essere evitata di Pietro Paolo Mennea, edito da Colonnese (17 luglio, Museo MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli): saranno presenti Manuela Mennea, Alfio Giomi (presidente italiano della Fidal), Patrizio Oliva (medaglia d’oro a Mosca 1980), Vito Grassi (Presidente Industriali di Napoli e vice presidente di Confindustria). In prima assoluta va in scena Cuore di Sergio Casesi, diretto e interpretato da Fulvio Cauteruccio, e con Flavia Pezzo: dedicato alla figura di Astori, capitano della Fiorentina scomparso troppo presto, uno spettacolo di cui è protagonista un uomo sulla soglia dell’eternità, sorpreso nell’attimo in cui il cuore smette di pulsare per varcare il tempo verso l’infinito (18 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte). La nostra unica fede, di Gennaro Ascione, per Lino Musella e le musiche di Marco Vidino, racconta la fede dei tifosi napoletani per il calcio (19 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte); Brian Clough’s Story Show, di Cristian Caira, uno spettacolo allenato e giocato da Alfonso Postiglione, con le musiche dal vivo di Marcello Giannini, lo spazio scenico e i costumi di Giuseppe Avallone e la collaborazione artistica di Serena Marziale (20 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte).


 

GLI SPETTACOLI DEL NTFI

NAZIONALI

dal 1 al 15 Luglio Palazzo Fondi

RUA CATALANA

nuovo teatro catalano a Napoli

progetto e traduzioni a cura di Enrico Ianniello

produzione Casa del Contemporaneo, Nuovo Teatro Sanità, Mutamenti/Teatro Civico 14

in collaborazione con Delegazione del Governo della Catalogna, Institut Ramon Llull

Il progetto Rua Catalana è il primo passo in direzione di una maggiore strutturazione della fervida relazione esistente tra la nuova drammaturgia catalana e le compagnie teatrali italiane. Grazie alla partecipazione attiva della Delegazione del Governo Catalano in Italia e dell’Istituto Ramon Llull tre importanti compagnie indipendenti, che usano spesso il napoletano come lingua di riferimento per il loro lavoro artistico, porteranno in scena tre testi di altrettanti autori contemporanei – andati in scena con successo a Barcellona negli ultimi anni – riambientati a Napoli negli adattamenti di Enrico Ianniello.

1, 2 Luglio ore 19 Palazzo Fondi

IL PRESTITO

di Jordi Galcerán

traduzione Enrico Ianniello

con Luca Iervolino, Luciano Saltarelli

regia Rosario Sparno

scena Enrico De Capoa

costumi Alessandra Gaudioso

disegno luci Simone Picardi

produzione Casa Del Contemporaneo

“Mi dispiace, ma le cose funzionano così”.
Con queste parole inizia Il prestito la divertente e geniale commedia.
Un direttore di banca nega un prestito ad un cliente che in garanzia può dare solo la sua parola d’onore; allora il problema di un singolo uomo diventa il problema della congiuntura economica internazionale. Ma il punto è questo: è proprio sicuro che le cose funzionano così?

7, 8 Luglio ore 19 Palazzo Fondi

FÉMMENE COMME A ME

di Pau Miró

regia Roberto Solofria

con Michele Brasilio, Marina Cioppa, Ilaria Delli Paoli, Roberto Solofria

progetto sonoro Paky Di Maio

scene Antonio Buonocore

costumi Alina Lombardi

aiuto regia Luigi Imperato

produzione Mutamenti/Teatro Civico 14

Dopo averci parlato di uomini che, arrivati ai sessant’anni, cominciano a perdere il loro ruolo nella società in Jucature, Pau Miró ci presenta – in chiave di commedia nera – quattro donne che si avvicinano ai cinquanta: una biologa che lavora in un casello, un’architetta senza lavoro, un’archeologa che pulisce condomini, una maestra appena licenziata. Il racconto inizia quando l’architetta esce di casa e decide di non tornare, lasciandosi alle spalle un marito e un figlio, trasferendosi in uno studio dei Quartieri Spagnoli, per mangiare pizza e guardare serie tv.

14, 15 Luglio ore 19 Palazzo Fondi

PLASTILINA

scritto da Marta Buchaca
traduzione Enrico Ianniello
con Teresa Saponangelo, Ivan Castiglione, Vincenzo Antonucci, Mariano Coletti, Giampiero De Concilio, Arianna Iodice
luci Alessandro Messina
costumi Alessandra Gaudioso
impianto scenico e regia di Mario Gelardi
produzione Nuovo Teatro Sanità

Una famiglia perbene, madre, padre e un figlio. Una vita senza traumi procede con linearità. Il figlio ha tre amici, due ragazzi e una ragazza, una comitiva di oggi con la testa e gli occhi spesso fissi su uno smartphone. Ispirandosi a un fatto realmente accaduto, l’autrice Marta Buchaca, racconta il cinismo di una generazione che trova complicità e protezione negli adulti. Plastilina cerca di capire la violenza dei giovani e che cosa la provoca. Non c’è alcuna assoluzione né per i padri, né per i figli.

2 Luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile d’onore

MEPHISTOPHELES eine Grand Tour
musica e sound design composti da Mauro Martinuz
concepito, scritto e diretto da Simone Derai
direzione della fotografia Giulio Favotto
collaborazione alla regia Marco Menegoni
montaggio Simone Derai, Giulio Favotto
produzione Anagoor 2020
coproduzione Kunstfest Weimar, Theater an der Ruhr, Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee / Museo Madre, Centrale Fies, Operaestate Festival Veneto

Sotto il nome di Mephistopheles, Anagoor raduna il materiale video raccolto tra il 2012 e il 2018 in un viaggio per immagini attraverso le lacrime del mondo, musicato in un live set elettronico da Mauro Martinuz. Un Grand Tour nelle zone buie del cosmo, lì dove scaturiscono la tenebra e le sofferenze delle generazioni, il rapporto dell’uomo con la natura, il tempo, la tecnica e l’assoluto. L’enorme quantità di immagini inedite trova composizione in questo volo e caduta in forma di concerto cum figuris.

3 Luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile d’onore

SALA D’ATTESA – THE WAITING ROOM

scritto da Ettore De Lorenzo
con Ettore De Lorenzo, Giosi Cincotti, Machi Di Pace, Ugo Gangheri, Ernesto Nobili

con la partecipazione di Massimiliano Gallo

ospite musicale Giovanni Truppi

regia Ettore De Lorenzo
direttore di produzione per Axoloti Francesca Ravel

Dopo il successo della scorsa stagione, torna Sala d’Attesa, uno spazio dove tornare a discutere guardandosi negli occhi. Da un intreccio di voci, si espande e prende forma una trama fatta di musica, parole e immagini. Al centro del dibattito “La Democrazia” minata nel nostro tempo dalla capacità di manipolazione prodotta da social network e new media. Attraverso lo scambio con il pubblico, che da spettatore diventa parte attiva del racconto, e grazie al contributo degli ospiti, si metteranno a confronto idee e visioni su altri mondi possibili e su come agire per un futuro migliore.

3, 4 Luglio ore 21 Capodimonte – Fagianeria
BED BOY JACK

un progetto Amadio/Fornasari
testo e regia Bruno Fornasari
con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Sara Bertelà, Chiara Serangeli
coproduzione Teatro Filodrammatici di Milano, Teatro Stabile del Veneto

Nei primi anni ’90 l’Austria è scossa da una serie di omicidi di prostitute che portano la polizia a fare i conti col primo serial killer nella storia del Paese.  Il caso affascina molti giornalisti, tra i quali lo scrittore Jack Unterweger che, condannato all’ergastolo per omicidio nel 1974, ha da poco ottenuto la libertà grazie all’appoggio dell’élite letteraria, in particolare del futuro premio Nobel Elfriede Jelinek.
Quando l’indagine sugli omicidi delle prostitute sembra a un punto morto, la polizia comincia a sospettare proprio dell’uomo che tutti credevano pienamente riabilitato.

4 Luglio ore 21 Capodimonte – Cortile della Reggia

LA VITA DAVANTI A SÉ

© Mercure de France, diritti teatrali gestiti dalle edizioni Gallimard con il nome di “Roman Gary” come autore dell’opera originale

dal testo La Vie Devant a soi

di Romain Gary (Emile Ajar)

direzione musicale Simone Campa

con Roby Avena (fisarmonica), Leonardo Enrici Baion (clarinetto), Simone Campa (chitarra battente, percussioni), Cheikh Fall (kora)

scene Roberto Crea

disegno luci Valerio Peroni

riduzione e regia Silvio Orlando

produzione Cardellino srl

Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, La vita davanti a sé è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine del libro con la leggerezza e l’ironia di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. Un autentico capolavoro “per tutti” dove la commozione e il divertimento si inseguono senza respiro.

4 Luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile delle carrozze

PERCHÉ LEGGERE I CLASSICI

da Italo Calvino
con Francesco Montanari e Gianmarco Saurino
regia Davide Sacco
scene Luigi Sacco
luci Francesco Bàrbera
organizzazione Ilaria Ceci
produzione Lunga Vita Factory

“Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire”: queste le parole più famose dell’opera Perché leggere i classici di Italo Calvino. Francesco Montanari, diretto da Davide Sacco, fa sue le parole e il pathos narrativo, per entrare nel ricordo di un uomo e di un’epoca ancora vivi, come i grandi classici. Nel format interattivo e attuale, il testo originale di Calvino dialogherà con l’assistente vocale Siri, che dimostrerà al pubblico come la cultura porterà sempre con sé il suo messaggio universale.

6 Luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile delle carrozze

NELLA SOLITUDINE DEI CAMPI DI COTONE 
di Bernard-Marie Koltès
regia di Andrea De Rosa
con Federica Rosellini, Lino Musella
produzione Compagnia Orsini

Fin dal titolo, questo testo di Koltès evoca qualcosa di misterioso. Ci dice che il mistero è il paesaggio dentro il quale collocare i due personaggi e che è forse esso stesso il vero protagonista della pièce.

7 Luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile d’onore

TADDRARITE
Pipistrelli
testo e regia Luana Rondinelli
con Donatella Finocchiaro, Claudia Potenza, Antonia Truppo
musiche Ottoni Animati, Roberta Prestigiacomo
costumi Francesca Di Giuliano
aiuto regia Silvia Bello

coordinatrice artistica Monica Manfredi
produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Teatro, Argot Produzioni

Tre sorelle vegliano, come nelle vecchie tradizioni siciliane, il marito morto della sorella minore. Il velo del silenzio viene squarciato da un vortice di confessioni e dall’esplosione di emozioni, in un chiacchiericcio di musicalità e pungente ironia. Si ride e si sorride, e si ha il coraggio di affrontare con sarcasmo le violenze che non avevano mai osato confessare. Passata la notte, l’anima del defunto, secondo tradizione, ha finalmente lasciato la casa. Il nuovo silenzio che avvolge le tre sorelle è ora intessuto di voglia di reagire, perché ogni donna non dovrà nascondersi e nascondere più.

7, 8 Luglio ore 21 Capodimonte – Cortile della Reggia

SETTIMO SENSO
da un racconto di Ruggero Cappuccio
drammaturgia e regia Nadia Baldi
con Euridice Axen
costumi Carlo Poggioli
musiche Ivo Parlati
progetto luci e scene Nadia Baldi
coproduzione Khora Teatro, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Un immaginario dialogo tra una donna e un uomo. Lo stupore deflagra quando l’uomo si accorge che la presenza femminile è in tutto e per tutto uguale a Moana Pozzi. Lei coglie la sorpresa e lo irretisce in un dialogo misterioso enunciando la sua idea di pornografia, lanciando provocatorie affermazioni contro il potere, la politica, l’arrivismo. La donna spiazza lo scrittore dicendogli che lui sta sicuramente progettando un articolo-rivelazione sulla falsa morte di Moana Pozzi. Gli propone poi un gioco: in una notte dovrà decidere se corteggiarla o tradirla con uno scoop.

7, 8 Luglio ore 21 Capodimonte – Fagianeria
TROIA CITY, LA VERITÀ SUL CASO ALÉXANDROS

liberamente ispirato ai frammenti dell’Aléxandros di Euripide
testo di Antonio Piccolo
con Antonio Piccolo e Marco Vidino (cordofoni e percussioni)
regia Lino Musella
elementi scenici Paola Castrignanò
assistente alla regia Melissa Di Genova
produzione Teatro In Fabula, Quartieri dell’Arte-Galleria Toledo\ produzioni

Sulle tracce di una tragedia perduta, un investigatore compie un’indagine per metterne insieme i pezzi, fare luce sui vuoti, ricostruirne la vicenda e i personaggi. Il testo di partenza è Aléxandros, opera di Euripide che ci è giunta incompleta, sorta di “prequel” della guerra di Troia. E chi sarà mai questo Alessandro? Un semplice pastore, forse, eppure molto di più: il protagonista di un mito profondo e affascinante, esplorato ripetutamente dagli autori antichi, ma quasi del tutto ignorato oggi. Un ottimo pretesto per un vero e proprio giallo.

10 Luglio ore 21 Capodimonte – Fagianeria
redFRIDA

liberamente tratto da Viva la Vida di Pino Cacucci

con Emiliana Bassolino

performer in video Jane M. Deaglàn

costumi Alessandro Mirone

scene Alkimia

regia Ciro Pellegrino

produzione Maurizio Marino per Arteteca

Sospesi in una eterna danza tra la vita e la morte (la pelona), fluttuano il corpo e l’anima lacerati di una donna profondamente attaccata alla forza della terra. La sua terra così crudele e sanguigna, così dolente e rivoluzionaria. Attraverso un susseguirsi di confessioni intime e di ricordi colmi di amore e disperazione, si colgono sulla scena gli ultimi momenti di vita di Frida. La donna, l’artista, l’amante, che ha fatto della sua intera esistenza una strenua rivoluzione contro un destino di morte e solitudine e che depone le armi: la stanchezza ha vinto la guerra.

11 Luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile d’onore

PINOCCHIO

dall’opera di Carlo Collodi

drammaturgia e regia Laura Angiulli

con Ginestra Paladino

immagini di Mimmo Paladino

musiche dal vivo Pasquale Bardaro

proiezioni Alessandro Papa

disegno luci Cesare Accetta
produzione Galleria Toledo\ produzioni

Un pezzo di legno “di catasta” compatto, duro ma già entità percettiva ed esigente prima ancora di trovare la compiutezza della forma. Pinocchio è scolpito nella lingua, in quel toscanaccio un po’ monello, in quella lingua bizzarra e scostumata proprio come il personaggio che la pratica; bisogna provare a sentirsela nelle orecchie, sdrucita come ci appare sulla bocca del burattino che tenero e spavaldo come un bambino di difficile conduzione grida e piange, in quella fioritura di sonorità che sono tutto un accompagnamento, e da esse nascono le figure, tante, che accompagnano la storia.

11, 12 Luglio ore 21 Capodimonte – Cortile della Reggia

DAVID

drammaturgia e regia Joele Anastasi

con Joele Anastasi, Federica Carruba Toscano, Eugenio Papalia, Enrico Sortino

scene Giulio Villaggio

aiuto regia Giuseppe Cardaci, Enrico Sortino

light designer Martin Emanuel Palma

uno spettacolo di Vuccirìa Teatro

coproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival

«E solo adesso capisco che per tutta la vita ho nuotato verso di te, nel maremoto di cemento che mi sommerge ancora in un instante. Si chiamano come te i sogni, David. Si chiama come te l’amore. Si chiama David la trasformazione eterna ed ideale delle cose. Si chiama David l’insonnia; l’impaziente desiderio di svegliarsi al mattino per non smettere di disegnare i tuoi contorni tra le cose». Joele Anastasi racconta così la genesi di David, il simbolo di un corpo che diventa l’occasione per liberare tutta la forza utopica dell’ideale.

12 Luglio ore 21 Capodimonte – Fagianeria

FU LUMENA

Un’altra storia in omaggio alla figura di Filumena Marturano

di Salvatore Ronga
con Lucianna De Falco

musiche Antonio Monti

disegno luci Davide Scognamiglio

costumi Bettina Buttgen
produzione Associazione culturale ILLUMINATA

Lo spettacolo indaga la natura del personaggio di Filumena Marturano nelle pieghe più nascoste, per costruire un’altra trama possibile, una storia che incrocia anche la biografia di Eduardo, dentro e oltre il mito. In assonanza con il cuore di una città in agonia, Lumena si consuma, con accenti comici e grotteschi, in un delirio comatoso che somiglia a un discorso d’amore, a un tradimento che finisce per essere un omaggio, celebrando del capolavoro di Eduardo il carattere eversivo che la fortuna della messinscena ha nel tempo edulcorato.

13 Luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile d’onore
LA NOTTE

di Igor Esposito

regia Francesco Saponaro

con Lara Sansone, Vincenzo Nemolato

produzione Tradizione e Turismo – Centro di produzione

È notte in un piano-bar di Quarto Oggiaro, periferia nord di Milano. La serata è filata liscia, nonostante la cantante non si sia presentata. Il giovane pianista Roberto si attarda a fumare un’ultima sigaretta. Suo zio Ciro, il proprietario, è appena andato via quando una donna irrompe nel locale. È Giusy che da anni canta per Ciro. Roberto e Giusy iniziano una conversazione serrata. Lentamente il piano-bar, da ironico cabaret di equivoci e malintesi, si trasforma in un luogo intimo di confessioni e disvelamenti.

14 Luglio ore 21 Capodimonte – Cortile della Reggia
EDIPO
UNA FIABA DI MAGIA
ideazione Chiara Guidi in dialogo con Vito Matera
con Francesco Dell’Accio, Francesca Di Serio, Chiara Guidi, Vito Matera, Filippo Zimmermann
e con le voci di Eva Castellucci, Anna Laura Penna, Gianni Plazzi, Sergio Scarlatella, Pier Paolo Zimmermann
musica Francesco Guerri, Scott Gibbons
produzione Societas
coproduzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

La storia di Edipo è una tipica fiaba di magia.
Si ricollega ai culti di fertilità delle antiche civiltà dei fiumi: la vecchia madre terra accoglie nel suo grembo il giovane seme che vi penetra per nascondersi, dormire e generare un frutto.
Ma cosa succede là sotto, in quel tempo di macerazione e morte del seme nella terra? Quale storia vive nella terra? Come entrarvi dentro e vederla? La Sfinge lo sa, ma solo quando i bambini avranno decifrato i suoi enigmi aprirà il sipario per accedere nell’antro della terra dove un seme, in essa custodito, dischiusosi diviene un uomo: Edipo.

14 Luglio ore 21 Capodimonte – Fagianeria
NAPULE ‘70

di e con Claudio Ascoli

e con la partecipazione di Sissi Abbondanza

musiche Dario Ascoli, Alessio Rinaldi

scene e costumi Sissi Abbondanza, Paolo Lauri

disegno luci Renato Esposito

video Dario Trovato

suoni e video mapping Matteo Pecorini

le “domande” sono di Matteo Brighenti

Uno spettacolo sugli anni ’70 a Napoli, ma anche sui 70 anni di Claudio Ascoli, il vecchio-giovane dei Chille de la balanza, la compagnia fondata a Napoli nel 1973, che dal 1998 è a San Salvi, ex città manicomio di Firenze. Ascoli e Abbondanza – sua compagna di vita e di lavoro – raccontano, giocano, inventano, costruiscono, svelano e rivelano un mondo. Dialogano con presenze-assenze, tra cui un giovane critico che interroga-insidia l’attore sull’oggi e sui possibili nessi-legami tra la Napoli degli anni ’70 e la San Salvi-Firenze di oggi. E ora, dopo il coronavirus?

15 Luglio ore 22 Palazzo Reale – Cortile delle carrozze
NOTTE D’ALBA

idea, progetto e interpretazione Franca Abategiovanni
regia Gabriela Eleonori
scritto da Marina Sorrenti
scene Alessandra Ricci

aiuto regia Orazio Rotolo Schifone
luci e fonica Desideria Angeloni
produzione Pan productions Srls

Dai diari scritti da Alba De Céspedes dopo l’armistizio del ‘43 nasce questo racconto in cui i temi delle migrazioni, dell’identità, della crisi della democrazia, delle discriminazioni, parlano attraverso la sua figura. Il suo viaggio da Roma verso il Sud è fuga, ma anche volontà di costruire un mondo diverso. Il racconto che ne scaturisce è metafora della sua vita, sensibile e schietta, che non si ferma mai alla superficie delle cose. Una disamina di ciò che le accade attorno, ma anche una profonda conoscenza interiore, piena di spunti per la nostra riflessione contemporanea.

 15, 16 Luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile d’onore

THE RED LION

di Patrick Marber

traduzione Marco Casazza
adattamento Andrej Longo
con Nello Mascia, Andrea Renzi, Lorenzo Scalzo
regia Marcello Cotugno
scene Luigi Ferrigno
costumi Anna Verde

luci Pasquale Mari
coproduzione La Pirandelliana, Teatri Uniti 

The Red Lion analizza con ironia e spietatezza il mondo pieno di contraddizioni e ambizioni del calcio dilettantistico, illuminato/oscurato dalla chimera del salto di categoria. Marcello Cotugno riambienta la vicenda nella provincia campana: in scena, con una giovane promessa del calcio, l’allenatore e l’anziano factotum della squadra che lottano per trarre profitto dalle capacità del ragazzo.

16 Luglio ore 21 Capodimonte – Cortile della Reggia

L’ESTATE PERDUTA

ballata per Cesare Pavese

con Alessio Boni, Marcello Prayer, Francesco Forni, Roberto Aldorasi

di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer

distribuzione Infinito teatro

La vita e l’anima di Pavese in un racconto a due voci e due strumenti, margini di una ferita tra infanzia ed età adulta, città e campagna, desiderio e incapacità di essere amati, solitudine individuale e impegno civile, estasi e realtà, mito e Storia.

Giostra di contrari in un giorno di festa, ballata di speranze memorie amori e delusioni, viaggi del cuore e del pensiero che si sovrappongono, tra l’Italia del secondo dopoguerra e l’America mitica e senza tempo che Pavese non visitò mai se non nei libri che amò e tradusse.

Il 27 Agosto 1950 Pavese si tolse la vita in un albergo di Torino. Aveva 42 anni.

A Cesare, con affetto.

16, 17 Luglio ore 21 Capodimonte – Fagianeria
BUONA PERMANENZA AL MONDO

Majakovskij BPM
tratto da Il defunto odiava i pettegolezzi di Serena Vitale (© 2015 Adelphi Edizioni S.p.A. Milano)
di Gianni Farina
con Consuelo Battiston, Tamara Balducci, Leonardo Bianconi, Federica Garavaglia, Mauro Milone
regia, suono, luci Gianni Farina
animazioni e tecnica Lorenzo Camera
coproduzione Ravenna Festival, E/Menoventi

Buona permanenza al mondo è la sardonica conclusione del biglietto di commiato che Majakovskij dedica a tutti. BPM – oltre a esserne l’acronimo – ne è la misura, la pulsazione, è il battito di un uomo ridotto a una “appendice cardiaca”, è la cadenza di un poeta che “è tutto cuore”. Raccontare le ultime pulsazioni di Majakovskij significa raccontare la fine di una generazione straordinaria, narrare la rapida parabola di un manipolo di ragazzi che si riunirono sotto il vessillo di Rivoluzione d’Ottobre e trasformarono radicalmente il modo di concepire le rispettive discipline.

17 luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile delle carrozze

LE ECCENTRICITÀ DI UN USIGNOLO

di Tennessee Williams

con Sarah Biacchi, Riccardo Eggshell, Alessandra Frabetti, Paolo Perinelli

e con Paila Pavese

regia Sarah Biacchi

scenografia Andrea Ceriani

musiche originali Mimosa Campironi

light designer Francesco Barbera
aiuto regia Rachele Studer

produzione Sicilia Teatro

Tennessee Williams definisce eccentricità le piccole stranezze, i modi di fare inconsueti dell’insegnante di canto Alma Winemiller. Figlia di un pastore e di una madre ora folle – e già scandalosa -, segnata dagli sguardi dei concittadini, è innamorata del miglior rampollo di Glorious Hill: pur non alla sua altezza, comunque scommette, e perde. La sua lotta è sopravvivere al passato; colma di sorrisi, di vetri rotti, di bisbigli occulti, di neve, e della tenacia vitale delle eroine di Williams, che sanno fallire con struggente e soffocante grazia.

17 Luglio ore 21 Anfiteatro Naturale di Pietrelcina e 25 Luglio ore 21 Capodimonte – Cortile della Reggia
MARIA MADDALENA O DELLA SALVEZZA

da Fuochi di Marguerite Yourcenar
drammaturgia e riduzione Lina Sastri
mise en espace di Lina Sastri
con Filippo D’Allio (arrangiamenti)
collaborazione alla messa in scena Bruno Garofalo
assistente alla regia e direttore di produzione Costantino Petrone
produzione Salina S.R.L.

«È il racconto in prima persona di Maria di Magdala che parla d’amore – racconta la Sastri. È la grande passione di Maria Maddalena per Gesù, che la condanna a un destino di infelicità. Ma è anche la solitudine del non amato o del respinto o dell’escluso. È il percorso di un’anima che nasce innocente, e, per vendetta, cambia il suo destino o crede di cambiarlo. L’amore e la passione la porteranno comunque alla ferita insanabile, al doloroso cammino di chi ama ed è abbandonato». Chitarra e percussione creeranno le atmosfere musicali del racconto.

18 Luglio ore 21.30 Anfiteatro Naturale di Pietrelcina e 26 luglio ore 19 Capodimonte – Cortile della Reggia
CALIGOLA

di Albert Camus
lettura drammatizzata diretta e interpretata da Vinicio Marchioni

ideazione scenica e costumi Milena Mancini

musiche Pino Marino

luci Giuseppe D’Alterio

organizzazione Tommaso De Santis

produzione Anton Produzioni

Come si sopravvive alla necessità di fare rappresentazione, qualsiasi essa sia, in un periodo in cui il fare teatro è così difficile?

In attesa di poter approdare a una messa in scena più articolata, questo primo studio su Caligola è l’occasione per indagarne il potenziale linguistico e musicale.

Caligola è corpo linguistico, rappresentazione politica, filosofica, teatrale di sé attraverso il linguaggio.

Carne, potere, follia, amore e sangue in parola.

Parola che si fa azione, dramma e commedia.

18, 19 Luglio ore 21 Capodimonte – Cortile della Reggia
SULLA MORTE SENZA ESAGERARE

ideazione e regia Riccardo Pippa

di e con Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza

scene, maschere e costumi Ilaria Ariemme

disegno luci Giuliano Bottacin

cura del suono Luca De Marinis

tecnico audio-luci Alice Colla

produzione Teatro dei Gordi / Teatro Franco Parenti

Lo spettacolo affronta il tema della morte in chiave ironica e divertente attraverso un uso non convenzionale di maschere contemporanee. «Sulla soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, dove le anime prendono definitivo congedo dai corpi ‑ si legge nella scheda dello spettacolo ‑, c’è la nostra Morte. I vivi la temono, la fuggono, la negano, la cercano, la sfidano, la invocano. Guardiamo la realtà attraverso maschere di cartapesta, figure familiari, presenti, che raccontano, senza parole, gli ultimi istanti, le occasioni mancate, gli addii».

19 Luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile delle carrozze
PROCESSO A VIVIANI

di Corrado Ardone
produzione THeCULT

Un immaginario processo a Viviani mette a nudo la sua vita, il suo percorso. Il drammaturgo, reo di raccontare le miserie discreditando le politiche di governo fascista, deve difendersi dalle accuse rivolte dal giudice. L’arringa dell’autore, attraverso aneddoti di vita, confessioni e performance tratte dal suo repertorio, mette a nudo la sua eccentrica personalità.

Soltanto il dopoguerra sentenziò l’inizio del neorealismo, che vide Viviani precursore dei tempi. Ma quando riuscì a tornare al “suo” teatro, si ammalò e morì. Le voci del popolo sentenziarono: “È muort’e collera”.

21, 22 Luglio ore 21.30 Palazzo Reale – Cortile d’onore
IL SEME DELLA VIOLENZA

THE LARAMIE PROJECT
di Moisés Kaufman
e del Tectonic Theater Project
regia Ferdinando Bruni, Francesco Frongia
traduzione Emanuele Aldrovandi
con Ferdinando Bruni, Margherita Di Rauso, Giuseppe Lanino, Umberto Petranca, Marta Pizzigallo, Luciano Scarpa, Marcela Serli, Francesca Turrini
coproduzione Teatro dell’Elfo, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Un testo profondo, stratificato e toccante che racconta il caso Matthew Shepard, studente ucciso brutalmente per motivi di odio omofobico nella cittadina del Wyoming che dà nome al progetto. The Laramie project va oltre la cronaca, ripercorrendo l’esperienza dei suoi creatori – Moisés Kauffmann e il Tectonic Theater – che, poco dopo il delitto, passarono lunghi mesi a Laramie a intervistare gli abitanti della città. Perché il teatro deve diventare uno strumento vivo di confronto con la realtà, catalizzatore di dibattiti che riguardano da vicino anche tutti noi.

22, 23 Luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile delle carrozze
ANTICHI MAESTRI

di Thomas Bernhard
traduzione Anna Ruchat
adattamento drammaturgico Fabrizio Sinisi
regia Federico Tiezzi
con Sandro Lombardi, Martino d’Amico e un attore in via di definizione
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi, Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale

Nella Sala Bordone della Pinacoteca di Vienna, un uomo si siede e guarda un famoso quadro di Tintoretto. Un secondo uomo, più giovane, in piedi osserva il primo uomo che guarda il quadro. Un terzo uomo – uno dei custodi della Pinacoteca – osserva entrambi. È questo il diagramma di Antichi Maestri, uno fra gli ultimi esempi della narrativa di Thomas Bernhard, trasformato da Federico Tiezzi e Sandro Lombardi in un vero e proprio studio teatrale sulla funzione dell’arte, i limiti della bellezza e la nevrosi della modernità.

22, 23 Luglio ore 21 Capodimonte – Fagianeria
VAUDEVILLE!
Atti Unici da Eugène Labiche
ideazione, drammaturgia e regia Roberto Rustioni
dramaturg Chiara Boscaro
con Paolo Faroni Francesca Astrei, Luca Carbone, Roberta De Stefano, Loris Fabiani
scene e luci Paolo Calafiore
costumi Francesco Esposito
consulenza musicale Luca Nostro
assistente alla regia e alla drammaturgia Ida Treggiari
coproduzione Fattore K., Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Roberto Rustioni si confronta con il mondo della commedia e del vaudeville in una riscrittura libera e vitale da Eugène Labiche. Uno spettacolo che restituisce il volto più ridicolo e assurdo della condizione umana, cinque comedians si trasformano ed incarnano perfettamente diversi personaggi con spirito camaleontico.
La commedia può essere catartica, può farci sentire vivi e sollevarci dalla quotidianità: ci dà una prospettiva liberatoria su quel bizzarro evento che chiamiamo “la nostra vita”.

26, 27 Luglio ore 21 Palazzo Reale – Cortile delle carrozze
‘A CIRIMONIA

(L’impossibilità della verità)

di Rosario Palazzolo
interpretazione e regia di Enzo Vetrano, Stefano Randisi
produzione Cooperativa Le Tre Corde

Enzo Vetrano e Stefano Randisi portano in scena al NTFI ‘A Cirimonia, testo che indaga l’inadeguatezza del concetto di verità. Scrivono i due attori e registi: «La scrittura di Rosario è ricchissima: ha cadenza e ritmo incalzanti, è disperata e comica, spietata e poetica, mai rassicurante, dando la sensazione di essere trasportati dentro a un sogno i cui contorni rimangono sussurrati, misteriosi, occulti».

26, 27 Luglio ore 21 Capodimonte – Fagianeria

IL DOLORE DI PRIMA

di Jo Lattari edito da Castelvecchi Editore

regia Mario Scandale

con Betti Pedrazzi, Arturo Cirillo, Valentina Picello, Paola Fresa

scene Francesco Fassone

luci Camilla Piccioni

costumi Nika Campisi

video Leo Merati

produzione CrAnPi, Marche Teatro, Fondazione Sipario Toscana-Centro di Produzione teatrale, Sardegna Teatro

Mario Scandale porta in scena il testo di Jo Lattari, Il dolore di prima. Protagonista una famiglia simile a molte altre della provincia italiana: una madre, un padre e tre figli. La secondogenita, unica ad aver abbandonato il nucleo famigliare e ad aver cambiato città, è costretta a tornare a casa. «Immagino infatti che il ritorno di Figlia a casa, non sia un ritorno reale. Figlia non si è ancora alzata da quel divano – scrive Scandale. È ferma perché il dolore di prima non può essere di prima. Il dolore rimane, al massimo con il tempo si affievolisce».

30, 31 Luglio ore 21 Capodimonte – Fagianeria

BRUCE SPRINGSTEEN: COME UN KILLER SOTTO IL SOLE

con Mariangela D’Abbraccio

di Bruce Springsteen

drammaturgia Leonardo Colombati

regia Francesco Tavassi

produzione Coop CMC/Nidodiragno

La poesia contemporanea della rock star americana Bruce Springsteen arriva al NTFI grazie al lavoro di Francesco Tavassi, ispirato al libro Bruce Springsteen. Come un killer sotto il sole – testi scelti 1972 – 2017 di Leonardo Colombati (Mondadori). In scena Mariangela D’Abbraccio dà corpo, anima e voce alla poetica sociale ed esistenziale del “Boss”: «Springsteen, autore e musicista, ci propone una visione alternativa del Sogno Americano – spiega Tavassi – rivelandone l’altra faccia, quella che riguarda gli ultimi».

30, 31 Luglio ore 21 Capodimonte – Cortile della Reggia

MIRACOLI METROPOLITANI

uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo

drammaturgia Gabriele Di Luca

regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

con Ambra Chiarello, Federico Gatti, Pier Luigi Pasino, Daniela Piperno, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Federico Vanni

musiche originali Massimiliano Setti
scenografia e luci Lucio Diana
costumi Stefania Cempini

coproduzione Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

 Miracoli metropolitani si svolge in una vecchia carrozzeria riadattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari, in un mondo dove l’esasperazione per il cibo è sempre più forte. Fuori imperversa l’allarme di una guerra civile. La popolazione è terrorizzata da un pericolo imminente: le fogne della città, sature di inquinamento, spazzatura e rifiuti tossici, stanno per esplodere. La società sta per essere sepolta dai suoi stessi escrementi, simbolo di un’umanità alla deriva dove la “merda” più che nelle fogne sembra annidarsi nei cervelli.

 30, 31 Luglio ore 21 Spiaggia delle Monache

PESCATORI

dall’opera di Raffaele Viviani

drammaturgia e regia Laura Angiulli

con Aniello Arena, Gennaro Basile, Marcello Colasurdo, Alessandra D’Elia, Pietro Pignatelli

e Federica Aiello, Agostino Chiummariello, Caterina Pontrandolfo, Antonio Speranza, Fabiana Spinosa

musiche originali Raffaele Viviani

arrangiamenti Daniele Sepe

scene Rosario Squillace

luci Cesare Accetta

produzione Galleria Toledo\ produzioni

Pescatori: in primo luogo il linguaggio, tagliente come pietra. Qui la violenza della lingua napoletana trattata con sapienza – non dialetto perché tale non è – vive sulle labbra di figure liberate da ogni stereotipo della convenzionale rappresentazione di genere partenopeo. La trama è essenziale e incisiva, riporta alle estreme conseguenze e richiama nella nettezza e schematicità degli eventi la grande tragedia classica. È teatro delle origini, è richiamo al mito; primordiali sono i sentimenti, sbozzati con l’accetta i personaggi, estreme le azioni che vi trovano luogo.

OSSERVATORIO

4 Luglio, ore 22.30, Palazzo Reale – Giardino Romantico

LAERTE

testo Rose Marie Gatta, Francesco Iorio, Mattia Lattanzi, Gabriele Raho
con Francesco Iorio, Mattia Lattanzi, Gabriele Raho
regia Rose Marie Gatta
regia associata Gemma Costa
musiche originali Valerio Castriziani
coreografie Melania Maria Codella
costumi Antonio Fiorenza
foto Erica Verdicchio
grafiche Valerio Castriziani
organizzatrice Gemma Costa
produzione Scarafaggi Timidi

Un medico senza pazienti, un sacerdote senza fedeli, un contadino senza sogni sono gli abitanti di un paesino dove non nasce e non muore più nessuno. Regna la noia, finché Fausto, contadino, non viene a sapere dal proprio dottore di essere “incinto”. In questa condizione paradossale, Teresa, sua nevrotica moglie, troverà una via per comunicare di nuovo con il marito. In un vortice di miracoli religiosi e della medicina, lo straordinario avvento di Laerte romperà la noia di un paese intero.

6 Luglio, ore 22.30, Palazzo Reale – Giardino Romantico
ASTERIONE
di Daniele Sannino
regia Daniele Sannino
con Vincenzo Esposito, Raimonda Maraviglia, Francesco Roccasecca, Manuel Severino
scene Carmine De Mizio
produzione cantieristupore

Asterione, ispirato al mito greco del Minotauro, indaga il nesso tra le modalità in cui abitiamo la nostra storia e il valore che diamo all’esistenza. Il protagonista, metà uomo e metà toro, si ritrova dopo la sua morte in un night club surreale, in cui tre spiriti “raffinano” le anime per mestiere. In questa sorta di limbo tra un’esistenza e l’altra, i morti raccontano le loro storie per poterle dimenticare e passare ad un’altra vita. Legato alla sua natura deforme, Asterione si dichiara impossibilitato a questa dimenticanza…

8 Luglio, ore 21, Palazzo Reale, Giardino Romantico
IN ERBA – PROGETTO DELLA BELLINI TEATRO FACTORY

testi MIA MADRE NON CAPISCE di Marta Polidoro, con gli allievi della Bellini Teatro Factory: Alessandra Cocorullo, Elvira Carpentieri, Francesco Cafiero, Francesco Gentile, Gianluca Vesce, Peppe Romano, Rita Lamberti, regia Salvatore Cutrì; PURPACCI – QUELLI CHE NON SARANNO di Elvira Buonocore con gli allievi della Bellini Teatro Factory: Alessia Santalucia, Carlo Di Maro, Maria Fiore, Mario Ascione, Raffaele Piscitelli, Riccardo Radice, Stefania Remino, regia Salvatore Scotto D’Apollonia
aiuto regia Machi Montella
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

Il debutto pubblico del secondo triennio formativo della Bellini Teatro Factory, al loro primo anno di studi, con due atti unici da 45 minuti, si concretizza con In Erba, un progetto che mette in continuità il vecchio ed il nuovo triennio della Factory: due testi delle allieve drammaturghe e gli attuali allievi attori sono diretti dai neo-diplomati registi del primo corso. Un confronto tra artisti appena formati e in formazione che nasce nell’ottica del lavoro creato dagli allievi e sugli allievi che contraddistingue il progetto Bellini Teatro Factory.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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