Nel libro di Marina Balbo la terapia per i disturbi alimentari.

Il libro, grazie ad uno stile molto agevole, è fruibile da una vasta platea, è rivolto nello specifico «a tutti coloro che da tempo vivono il cibo come un problema, per andare “oltre le calorie”, sia riconoscendo il disturbo, sia comprendendo il circolo vizioso che si nasconde dietro il mangiare troppo e poi sentirsi in colpa, continuando a ingrassare senza più speranze di cambiamento».

«Alle porte degli anni ’20, sono circa due milioni gli adolescenti italiani che soffrono di disturbi alimentari, tra cui anoressia e bulimia. L’età si abbassa sempre di più, tanto che il malessere inizia a fare il suo esordio già a 11 anni e in alcuni casi, secondo i pediatri, addirittura in bambine di soli 8 anni. I dati del Ministero della salute parlano chiaro. Oltre 3 milioni di persone in Italia soffrono di disturbi dell’alimentazione e, di queste, il 95,9% sono donne e il 4,1% uomini, sebbene il fenomeno sia in progressivo aumento anche tra la popolazione maschile».

Questa l’analisi iniziale che Marina Balbo sottopone all’attenzione del lettore nel suo libro Cibo amico, cibo nemico. Un interminabile conflitto. EMDR: la soluzione possibile (Mimesis Edizioni) introduce il suo studio, frutto di un lavoro ventennale sui disturbi dell’alimentazione. L’EMDR è il metodo che la Balbo sta sostenendo per sconfiggere i disturbi dell’alimentazione, le cui cause vanno indagate con estrema cautela.

Scrive ancora la Balbo:« Molti medici tendono a incolpare il paziente del loro stato di salute e della loro scarsa motivazione. Le persone cui è attribuita la colpa del proprio eccesso di peso sviluppano un maggior rischio di depressione, ansia, bassa autostima, insoddisfazione corporea. Il disagio per il proprio peso compromette la qualità della vita, impattando sulla salute fisica e psicologica. Anche il funzionamento relazionale ne risente, poiché l’obesità potrebbe indurre all’isolamento sociale, che aggrava ulteriormente i danni psicologici».

Con questo libro e con questo metodo terapeutico, Marina Balbo và direttamente alla causa, ovvero và a scovare quel trauma da cui ha avuto inizio la spirale del disturbo alimentare, «pertanto il viaggio nella conoscenza del cibo vissuto come problema aiuterà il lettore a conoscere i funzionamenti psicologici, le trappole, che portano allo sviluppo dei sintomi del disturbo alimentare nelle sue varie dimensioni, culturali, nutrizionali, emotive e talvolta traumatiche. (…) Il libro si propone di individuare quali significati il cibo può avere nella vita: nutrimento, terapia, accudimento, dolore, paura, colpa».

Questo libro, grazie ad uno stile molto agevole, è fruibile da una vasta platea, è rivolto nello specifico «a tutti coloro che da tempo vivono il cibo come un problema, per andare “oltre le calorie”, sia riconoscendo il disturbo, sia comprendendo il circolo vizioso che si nasconde dietro il mangiare troppo e poi sentirsi in colpa, continuando a ingrassare senza più speranze di cambiamento».

Il volume è diviso in due parti: nella prima, dall’impostazione più teorica, il lettore è introdotto alla conoscenza del disturbo e degli aspetti emotivi ad esso collegati. Nella seconda, molto più pratica, sono proposte una serie di schede di autoaiuto per riconoscere i sintomi del disturbo alimentare. Si tratta di un percorso di autoanalisi, che tuttavia non è risolutivo se non viene poi supportato da un valido sostegno terapeutico. Il percorso di psicoterapia con l’EMDR può rappresentare lo strumento migliore per il superamento dei propri problemi.

Link di vendita

https://www.amazon.it/Cibo-amico-nemico-interminabile-conflitto/dp/885756035X

https://www.ibs.it/cibo-amico-cibo-nemico-interminabile-libro-marina-balbo/e/9788857560359

 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*