Nino Graziano Luca: “Ho trovato nel ballo storico una delle mie passioni più grandi”.

Dopo il successo in Italia, il libro di Nino Graziano Luca, ora tradotto in inglese, “The Grand Balls of the 19th Century”, vede una nuova affermazione anche in campo internazionale. Il Presidente della "Compagnia Nazionale di Danza Storica" si è raccontato approfonditamente su quella che, nata come passione, è divenuta una componente fondamentale della sua vita!

Nino Graziano Luca

La “macchina del tempo” con Nino Graziano Luca sembra essersi fermata in epoche lontane comprendenti ben 4 secoli, tempi fulgidi, in cui i fasti di corte erano sempre accompagnati da Gran Balli a fare da cornice. Residenze, castelli, luoghi incantevoli, queste erano le sedi d’elezione. Similmente oggi, Nino Graziano Luca, uno dei massimi esperti e maestri internazionali di ballo di società e danze storiche, nonché uno dei più grandi promotori al mondo della danza storica da trent’anni, Presidente della Compagnia Nazionale di Danza Storica dal 2000, Direttore Artistico, regista e presentatore radio televisivo RAI, sceglie i luoghi più suggestivi di Roma e dintorni. Lo fa con un entusiasmo contagioso, con amore, passione e, soprattutto, grande cognizione di causa. Il galateo, le etichette dell’epoca, la toilette, la storiografia dei balli nella loro espressione più pura, non hanno segreti per Nino, che si appresta, proprio domani, Sabato 6 Aprile, a dar vita ai sontuosi fasti del Gran Ballo di Primavera che si terrà, a partire dalle 18.00, a Palazzo Rospigliosi, costruito dal cardinale Scipione Borghese, nipote del papa Paolo V, come grande dimora della famiglia, edificata accanto alla residenza papale del Palazzo del Quirinale. Nino Graziano Luca del resto è molto attivo nell’organizzazione di Gran Balli, che hanno luogo sempre in luoghi suggestivi e di grande richiamo, sia in Italia che all’estero.

Oltre a questo, Nino ha scritto un importante libro, un vero e proprio manuale, con i toni del romanzo, che, dopo aver affascinato gli italiani, è finalmente a disposizione del pubblico internazionale: “The Grand Balls of the 19th Century”. Il libro ci porta alla scoperta dell’Ottocento, secolo di conquiste, progresso e rivoluzioni, ma anche di incantevoli feste danzanti, specchio di condizioni e dinamiche sociali in continuo mutamento. Il lettore si ritroverà immerso nella complessità della quadriglia, nella gioia della contraddanza, cullato dalle inebrianti note di un valzer o trascinato dal ritmo di una polka e coglierà come aristocratici e borghesi abbiano scritto la Storia anche nei saloni e nei teatri dove, aprendo le porte ai Gran Balli, sfidandosi e rincorrendosi tra arredi perfettamente disposti e toilette impeccabili, hanno trovato anche soluzioni a problemi politici tra una danza e l’altra. 

Nino Graziano Luca nel suo libro, ci fa scoprire le regole ed i precetti fondamentali cui dovevano attenersi invitati e padroni di casa per non sfigurare: dalle norme “ad uso di civil conversazione” ai criteri per scegliere l’abbigliamento più idoneo, seguendo usi, vezzi e piccole manie di moda all’epoca, e le origini dei balli più in voga, con uno straordinario apparato iconografico che ricrea suggestioni e atmosfere di un’epoca di grazia.

Ma lasciamoci avvolgere piacevolmente dai grandi racconti del protagonista di oggi:

 Innanzitutto ci parli del suo libro “The Grand Balls of the 19th Century” che è stato tradotto dall’italiano all’inglese.

“Sì, esatto. Questa è la versione inglese di un libro che era uscito nella sua prima edizione nel 2009. In realtà è giunto alla quinta ristampa in italiano ed è stato presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e nell’Ambasciata d’Austria, ricevendo parecchi encomi in giro… Dopodichè mi è venuto in mente, durante una conversazione avuta lo scorso anno con il Presidente del consiglio internazionale per la danza UNESCO, il Professor Alkis Raftis, l’idea di poter pubblicare in inglese questo libro, e difatti, appena uscito in questa versione, è stato presentato a fine Febbraio a “Danza in fiera” a Firenze… con me c’era anche l’Etoile internazionale Lucia Lacarra. Il libro è una sorta di introduzione al mondo dei Gran Balli nell’ Ottocento, affronto un arco temporale che va dal tardo Settecento fino all’inizio del Novecento parlando sempre di danze naturalmente, etichetta, toiletta, moda del tempo, ma anche dei cambiamenti sociali che hanno permesso al ballo di essere il centro della vita della società dell’ Ottocento, il luogo più importante.”

Ci saranno altre presentazioni di questo libro?

“Intanto nel mese di Giugno andremo a Malta, dove mi hanno invitato per una presentazione internazionale. Il libro, nella sua versione italiana, è stato presentato in tantissime istituzioni, ora ovviamente, saranno più che altro internazionali.”

Ma com’è iniziato l’amore per il ballo storico?

“Io in realtà me ne sono innamorato 30 anni fa, proprio quest’anno ricorrono i trent’anni di attività. Io provengo da una formazione all’americana, ho studiato teatro, recitazione, dizione, danza, poi ho capito in cosa ero più capace ed in cosa meno, finchè ho trovato nel ballo una delle mie passioni più grandi, intrapresa, appunto, 30 anni fa, durante un viaggio di lavoro in Scozia, ad Edimburgo, dove lavoravo come Dj in discoteca. Lì conobbi la realtà delle danze sociali. Una volta tornato a Bologna, dove frequentavo l’università, ho continuato questa avventura con degli amici dell’epoca, e così la passione è diventata lavoro. Nel frattempo, cominciai a fare una ricerca in tutta Europa dei manuali della tradizione storica, in un primo momento, solo quelli riguardanti l’ Ottocento, mentre oggi, la Compagnia Nazionale di Danza Storica, che io ho fondato, ha un fondo librario di testi che vanno dalla metà del Quattrocento fino agli inizi del Novecento, ovviamente si tratta di fotocopie in Pdf, però il repertorio verte su cinque secoli circa.”

Ci sono anche varie scuole che si dedicano a questi balli storici, se non ricordo male?

“Sì, la sede nazionale è a Roma, ma abbiamo, a macchia di leopardo, una presenza in tutta Italia, dalla Lombardia fino alla Sicilia. Tengo a sottolineare che abbiamo sia un corpo di ballo di danzatori professionisti con cui facciamo gli spettacoli, non solo in tutta Italia ma anche in giro per il mondo, e una serie di attività associative in cui i maestri che ho formato in questi anni, insegnano le danze del nostro repertorio agli allievi che si iscrivono ai corsi nelle varie città in cui siamo. Ora vorrei annoverare le tre cose più belle che abbiamo fatto in questi anni: siamo stati ospiti, assieme al Bol’šoj di Mosca, al teatro dell’opera di Astrakhan che è ad un paio di ore di aereo da Mosca, lì abbiamo ballato con i ballerini del Bol’šoj che eseguivano la danza classica, l’orchestra del Bol’šoj che suonava, e per la parte che riguardava la danza storica, eravamo noi della Compagnia Nazionale di Danza Storica a ballarla, questo è stato un appuntamento molto prestigioso. L’altra, un grande evento che ha avuto luogo in Malesia, a Kuala Lumpur, voluto proprio dal re e dalla regina della Malesia, una cosa spettacolare, bellissima! E ricordo ancora vividamente quando mi hanno dato l’incarico di poter dirigere il Gran Ballo del Bicentenario del Congresso di Vienna a Schoenbrunn, in quella che era la sede di Sissi e Francesco Giuseppe… una cosa di cui vado orgoglioso. Per quanto riguarda invece l’attività associativa, vado molto orgoglioso del progetto che io chiamo la “Compagnia Nazionale di Danza storica incontra la grande opera”…una cosa che abbiamorealizzato in questi anni, prima a Taormina arte, poi allo Sferisterio di Macerata, ed avremo anche nel futuro, ad esempio a Maggio, con uno spettacolo al teatro lirico di Modica, come vede, varie iniziative volte sempre a promuovere la danza storica.”

Lei organizza i balli in luoghi molto suggestivi anche a Roma. Come vengono scelti? 

“Chiaramente la scelta è sempre legata al tema che andiamo a celebrare in quel determinato ballo. Ad esempio a Roma, le location in cui abbiamo svolto i nostri Gran balli sono state Palazzo Brancaccio, Palazzo Rospigliosi di fronte al Quirinale, oppure tra gli alberghi, il Grand Hotel St. Regis, l’Excelsior di Via Veneto, la Pinacoteca del Tesoriere, un posto meraviglioso alle spalle del Senato, dove, tra l’altro, il 18 Maggio faremo il nostro ballo Regency. In questi anni abbiamo dato vita anche a tanti Gran balli all’estero, alla Valletta di Malta, in quella che era la residenza storica dei Cavalieri di Malta, la famosa Casa del Commun Tesoro, o a Budapest nella sede privata della famiglia forse più prestigiosa dell’800 ungherese che erano gli Esterházy, e poi abbiamo organizzato il ballo del Regno delle due Sicilie all’interno della Reggia di Caserta, ballando in tutta la reggia, e facendo la cena di Gala nella Sala della Gloria della reggia stessa. L’altra cosa a cui tengo molto è che quest’anno, esattamente in estate, organizzeremo la 25esima edizione del nostro Gran Ballo del Gattopardo, il nostro format.”

Come si riesce a consolidare il legame tra le varie culture con il ballo?

“Si riesce grazie ad una grande volontà da parte mia di far dialogare le diverse culture. Io, oltre al ballo, mi occupo anche di moda, tutte le attività che svolgo, sono sempre finalizzate all’idea di un dialogo tra le culture. Senza un dialogo serio, concreto, fondato sui principi del rispetto dei valori, della bontà e della serenità, non c’è niente per me. Ho sempre pensato, attraverso l’attività che svolgo, di dare il mio contributo in tal senso, perchè credo che se ciascuno di noi cercasse di procedere secondo la logica del dialogo, avremmo un mondo migliore di quello attuale. Quindi anche il ballo, da sempre una forma di aggregazione e socializzazione, racchiude un po’ tutto questo. Inoltre il ballo ha avuto, per tradizione, anche una forte componente di spiritualità…non dimentichiamo di come la danza sia stata anche espressione del sacro nel corso dei secoli. A mio parere, però, la danza non ha nulla a che fare con la performance e la gara, io sono lontano anni luce da questa idea, perchè la danza di alto livello è Arte. La danza sociale è altrettanto manifestazione del bello, perchè fa vivere il bello a chi la esegue. A me l’idea del ballo abbinato alla gara fa rabbrividire! La danza non ha nulla a che vedere con la gara, questo tengo a sottolinearlo!”

Concludendo?

“Quello che potremmo aggiungere è che Sabato 6 Aprile avremo il Gran Ballo di Primavera a Palazzo Rospigliosi a Roma, poi il 7 Aprile uno stage con le danze del Playford, sempre a Roma. Il 4 Maggio ci sarà il Gran Ballo al Teatro dell’Opera di Como che, difatti, si chiamerà Gran Ballo dell’ Ottocento sul lago di Como, e poi il 18 Maggio avremo il Gran Ballo Regency alla Pinacoteca del Tesoriere….questi gli appuntamenti più imminenti.”

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