NOI SIAMO FATTE COSI’

Siamo sempre tante, più della ‘metà del cielo’, continuamente impegnate, spesso incazzate, perennemente innamorate e – va da sé – ferite.

E sempre leggermente confuse. Sui ruoli che giochiamo, su chi siamo veramente e su chi, invece, vorremmo essere. Perché alla fine della storia noi tutte abbiamo il nostro ruolo da portare avanti, quello che  – per lo più inconsapevolmente – ci è stato dato alla nascita o ci siamo scelti strada facendo. Non ci credete? Secondo voi siamo tutte uguali, come qualche uomo continua a ripetere? Ovviamente no. E Nervature cerca di andare a zonzo tra gli innumerevoli tipi di donne che rappresentiamo, scegliendone qualcuno tra i più divertenti, interessanti, insoliti. Oggi partiamo così.

L’INTELLETTUALE

Non ride mai. O meglio, concede sorrisi, che intervalla a sguardi intensi, un po’ annoiati sotto quell’accenno di frangia lasciato lì, con fintissima nonchalance, su quei capelli medio lunghi, leggermente mossi, dall’aspetto nature ma che nascondono lunghe ore dal parrucchiere esclusivissimo, che conoscono in venti e che una piega te la fa pagare come una rata di mutuo. Centina la sua presenza, si concede poco anche agli amici più stretti, schiavi devoti. Lei non li chiama quasi mai, si dimentica di farlo, così presa dai suoi libri, dai suoi film, dai suoi poeti di cui è musa ispiratrice, dai suoi quadri e le sue sculture che divulga con un senso di perenne distacco che la rende ancora più inaccessibile, impercettibilmente odiosa, assolutamente inarrivabile. La massa, si sa, non la capisce, ma a lei non gliene cale granché. Ha un leggerissimo, impalpabile disprezzo per l’ordinario, l’eccessivo, il cafone andazzo del presenzialismo, del divertimento ad ogni costo, dell’ostentazione. E’ la dea dell’understatement, la sacerdotessa del low profile. Veste minimal, pochi colori – sempre gli stessi – scuri o cipriati, pochissime fantasie, in ogni caso molto sfumate e poco invadenti, scarpe haute couture, la sua passione. Anche nei suoi viaggi, nelle sue vacanze , la parola d’ordine è ‘distinzione’.  Una puntata a Berlino solo per le istallazioni luminose di  Rowena Harris, un salto a Cracovia per il reading di poesie di Tadeusz Dąbrowski, vacanze solo a settembre, ma non più di tre ore dalla Capitale, possibilmente tra la Toscana, l’Umbria e le Marche dove, sotto la guida spirituale di un Goffredo Fofi o di un Ennio Cavalli, si diletta a rovistare nella produzione poetica nostrana. E quando ritorna a casa, dopo vacanze così sobrie e appartate, l’aspetta un luogo tutto arte, poesia e libri. Tanti classici negli scaffali, le novità editoriali impilati sul tavolo, sul comodino gli appunti di piccoli pensieri e riflessioni, sui coffee-table del salotto chili di volumi di arte e riviste di cultura, e poi sparsi per casa, mazzi e mazzi di matite. Anche l’intellettuale si sposa, ma continua a ripetere – se interrogata – che convive. In cucina si sente persa, non distingue il forno dai fornelli. Non cucina quasi mai, anche se ha frequentato corsi di cordon bleu, per curiosità e per poi poter dire che no, non è proprio nelle sue corde. Mangia poco e male, forse le è sfuggita la frase della Woolf: “Non si può pensare bene, né amare bene, né dormire bene se non si è pranzato bene.”

L’INTELLETTUALE IN PILLOLE

DI LEI SI INNAMORANO Gli insegnanti di scuola media inferiore, gli scrittori rancorosi e misogini

LEI SI INNAMORA Dei registi e dei pittori

IL SUO SOGNO SEGRETO Una notte con Hulk

IL CAPO BASE Stivali neri (con tacco bassissimo o altissimo)

CIBI Mangia poco, principalmente raw food

LIBRI Gli Adelphi. Tutti.

FILM Quelli dell’Est europeo e gli indipendenti americani

TV Glee

SVAGHI Li detesta

COSA FA MALE L’amore

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*