Nuove regole olistiche per la F1 del futuro.

In occasione del GP di Austin, dopo oltre due anni di intenso lavoro tecnico e soprattutto “politico/diplomatico”, Jean Todt, Presidente della FIA, e Chase Carey, Chairman e CEO della Formula 1, hanno presentato le nuove regole che a partire dal 2021 regoleranno la massima serie mondiale del motorismo sportivo.

Con un approccio che è stato definito “olistico”, si è cercato di inserire in  un quadro normativo complessivo tutte le variabili in gioco (tecniche, sportive e finanziarie), con l’obiettivo di aumentare lo spettacolo, rendere più equilibrate la competizione e introdurre concetti di sostenibilità economica e sportiva.

Secondo Jean Todt, si tratta di un cambiamento epocale, nonché della prima volta in cui tutte le variabili saranno gestite in modo coerente e unitario, senza dimenticare che andando avanti, elemento cruciale saranno le considerazioni di natura ambientale.

Al quadro manca però ancora un dettaglio importante: le regole approvate all’unanimità, così come vogliono le norme attualmente in vigore nel sistema F1, devono ancora essere integrate e completate (il comunicato originale usa il termine “devono sposarsi con”) nuove regole di governo e soprattutto con una struttura di ripartizione dei profitti che “consenta allo sport di migliorare e crescere, rafforzando il modello di business”. E con la soddisfazione di tutti i partecipanti alla spartizione della torta, aggiungiamo noi: gli accordi tra i team in tal senso sono tuttora in corso e vengono definiti come avanzati. Ricordiamo che da sempre un nodo critico sono gli speciali trattamenti economici di cui gode (del tutto appropriatamente) la Ferrari nella sua qualità di socio storico e marchio icona all’interno del circus.

Prima di analizzare le soluzioni che il gran lavoro fatto ha partorito, vediamo di sintetizzare brevemente le domande e i problemi che i nuovi proprietari di Liberty Media si sono trovati a gestire dopo il lunghissimo regno di Bernie Ecclestone: secondo molti osservatori Mister BE ha saputo conseguire grandi risultati finanziari, ma alcune impostazioni del suo modello di gestione hanno finito per allontanare molti fan dalla F1, complice la mancanza di spettacolarità delle gare.

Alcune delle richieste provenienti dai tanti stakeholder del sistema F1:

  • Eliminare l’eccesso inutile di tecnologia fine a se stessa, che comporta un aggravio di costi e una sfrenata rincorsa a migliorie spesso marginali, così come strutture di controllo ridondanti e troppo onerose.
  • Aumentare il numero di case costruttrici e il numero di team in gara, senza scoraggiare i team privati da differenze prestazionali eccessivamente penalizzanti nei confronti dei team ufficiali, così come la spettacolarità della gara vera e propria e in particolare i sorpassi.
  • Ridurre i costi in generale, a partire da quelli di esercizio dei team che di conseguenza possono offrire di più, chiedere di meno agli sponsor e coinvolgere anche aziende non grandissime, così come l’eccesso di regole poco chiare al pubblico e che rendono poco lineare lo spettacolo

In sintesi, la nuova Formula 1 si propone di

  • Avere macchine maggiormente capaci di combattere ad armi pari (i domini come quello Mercedes dell’era ibrida, così come quelli precedenti di Ferrari e McLaren fanno poco bene allo spettacolo e di rimando al business).
  • Essere uno sport dove il successo è determinato da quanto bene viene investito il denaro e non, come oggi, con la presenza di budget faraonici, da quanto denaro viene investito: da quì, per la prima volta, l’introduzione di un tetto alla spesa “pienamente applicabile” di 175 milioni di US$ per anno.
  • Essere uno sport che rappresenti un miglior business per coloro che vi prendono parte.
  • Continuare ad essere sport motoristico per antonomasia e frontiera dello sviluppo tecnologico.

E senza dimenticare la variabile green, come ribadisce con forza anche Chase Carey: “una delle più importanti iniziative su cui lavoreremo riguarda l’impatto ambientale del nostro sport. Abbiamo già il motore più efficiente del mondo e nelle prossime settimane avvieremo una serie di piani finalizzati a ridurre e infine a eliminare l’impatto ambientale del nostro sport e del nostro business. Siamo sempre stati alla frontiera dell’industria dell’auto e crediamo di poter giocare un ruolo guida anche su quest’area critica”.

Gli obiettivi sono quanto mai ampi e ambiziosi: un punto chiave sarà quella che possiamo definire la certezza del diritto, ovvero la capacità di dare stabilità al nuovo corpo di regole e di applicarle, di poterne controllare la reale applicazione da parte dei team e, soprattutto, di poter sanzionare coloro che non le rispettano. In altre parole, sarà determinante il peso politico che la FIA, insieme a Liberty Media, vorrà esercitare il suo ruolo di garante del sistema, riducendo in tal modo il peso, secondo taluni eccessivo e portatore di conflitti di interesse, che i team avevano nell’ambito dello Strategy Group.

Tanti e molto dettagliati sono i punti toccati dall’approccio olistico di sui si parlava più sopra: vediamo di estrapolare quelli a maggiore impatto ed effetto.

Vediamo in sintesi alcuni punti chiave della nuova F1, classificati per tipologia di impatto (produzione, competizioni e regole finanziarie).

Novità tecnico/produttive

Aerodinamica: permettere la competizione

  • ravvicinata (con il fine di agevolare i sorpassi); semplificazione delle vetture con ala anteriore più semplice per ridurre i vortici; de-sensibilizzazione di determinate aree/parti per diminuire i differenziali di prestazione; ritorno dell’effetto suolo
  • Aumentano massa e peso della vettura fino a 768 kg.: tra le cause, ruote più grandi (18”) e dischi più grandi (da 278mm a 330mm), massa dei pneumatici, alcune componenti legate alla sicurezza.
  • Power unit: si continua nel solco tracciato fino ad oggi, pur mirando ad ottenere riduzioni di costo tramite un maggior peso, una restrizione sulla tipologia di materiali da utilizzare (“commercialmente disponibili”) e l’utilizzo di una pompa della benzina standard
  • Obbligo di mantenere le stesse specifiche tra produttori e team client
  • Dimensioni del posto guida più generose per non penalizzare i piloti più alti (negli ultimi anni è aumentata la loro altezza media)
  • Ridefinizione delle regole in tema di materiali sempre finalizzate alla riduzione dei costi, in via primaria per i materiali metallici
  • Applicazione del concetto che i materiali devono essere commercialmente disponibili
  • Introduzione di 5 categorie di componenti ai fini dell’ottimizzazione dei costi: segnaliamo le categorie TRC (componenti che possono essere trasferiti da un team all’altro) e OSC (componenti il cui design è OPEN, ovvero aperto ai concorrenti

E’ già discussione su quale sarà l’impatto sulla prestazione sul giro: sicuramente più lenta, alla luce dell’aumento di peso e delle ruote più grandi.

Mentre c’è un certo accordo sul fatto che sarà sostanziale la riduzione di perdita di carico aerodinamico di chi tenterà un sorpasso, favorendo lo spettacolo.

Come ci diceva in un’intervista Andrea Pontremoli, CEO di Dallara: “Credo che si sia insistito troppo sul tema della performance pura, ovvero del tempo sul giro: credo però che tutti gli appassionati ricordino la mitica serie di sorpassi e controsorpassi tra Arnoux e Villeneuve (peraltro nemmeno per contendersi la vittoria) e nessuno sappia chi effettuò il giro più veloce (e anche chi vinse la gara!).”

 

Novità sportive

  • Razionalizzazione e i regolamenti in vigore
  • Aumento delle gare in programma fino ad un massimo di 25
  • Compressione del weekend di gara da 4 a 3 giorni (è definitivamente tramontata l’ipotesi circolata con insistenza di riduzione a 2)
  • Riduzione delle simulazioni in galleria del vento e CFD

Novità finanziarie

Forse la parte più delicata e spinosa, specie per quanto concerne l’introduzione del tetto di spesa posto a 175 milioni di US$ per 21 GP, +/- 1 milione US$ per ogni corsa in più o in meno rispetto a 21, che entrerà in vigore in modo progressivo per facilitarne la metabolizzazione da parte dei team

  • L’importo è stato definito come un ragionevole punto di equilibrio tra l’esigenza di minimizzare la differenza prestazionale tra i team e quella di mantenere elevati gli standard tecnologici della categoria
  • Per garantire correttezza e trasparenza si farà riferimento a principi contabili internazionalmente riconosciuti, agli standard utilizzati in sede di revisione e alle best practice disponibili
  • I costi rilevanti ai fini del calcolo di cui sopra saranno determinati dopo il calcolo delle esclusioni (es. costi di marketing, costo dei piloti, bonus di fine anno) e degli aggiustamenti (ricerca e sviluppo, fornitura di componenti trasferibili) consentiti.
  • Il tutto sarà pienamente in funzione per il 31 Marzo 2022, quando i team dovranno obbligatoriamente presentare i dati finanziari del 2021 e saranno da quel momento pienamente sanzionabili in caso di violazioni procedurali e/o finanziarie.

Più olistico di così …

Credit foto: FIA Press Office

 

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