Ovunque tu sarai.

Presentato al Cinelab, all'interno della manifestazione dell'Isola del Cinema, il film di Roberto Capucci.

Tre sale, 600 posti, film per tutti i gusti in un luogo magico nel centro di Roma. Questa, in sintesi, la 23esima edizione della rassegna di cinema sull’Isola Tiberina.

L’altra sera, in particolare, ha avuto luogo la presentazione del film “Ovunque tu sarai”, per la regia di Roberto Capucci. L’organizzazione dell’intera serata è stata curata da Francesca Piggianelli.

Roberto Capucci nel suo primo lungometraggio, “Ovunque tu sarai”, ha voluto rendere omaggio a una sua grande passione, che lo accomuna a tantissimi italiani, e cioè il calcio.

La storia segue le vicende di Francesco (Primo Reggiani), Carlo (Ricky Memphis), Loco (Francesco Apolloni) e Giordano (Francesco Montanari), quattro amici conosciutisi allo stadio, che partono alla volta di Madrid per festeggiare l’addio al celibato di Francesco, ma soprattutto per andare a vedere la partita della Roma in trasferta in Champions League.

Questo rocambolesco viaggio aiuterà il gruppo di amici a riflettere su sé stessi e sulla propria vita, portando a galla numerose insicurezze e segreti mai confessati ai propri compagni di avventure. Un road-trip che stravolgerà la vita di ognuno di loro attraverso imprevisti, situazioni divertenti e momenti di scontro.

In realtà il calcio, seppur molto presente, non è che un pretesto per raccontare una storia di legami e amicizie profondi. Nonostante questo, l’aspetto calcistico è uno degli elementi più belli del film perché mette in mostra il tifo nella sua accezione più pura, quel tifo che è fatto di passione, sogni e, perché no, anche superstizioni.

Tra i personaggi è Giordano, interpretato magistralmente da Francesco Montanari, il più superstizioso del gruppo e, grazie a questa caratteristica, sono sue molte delle scene più divertenti del film. Essendo il calcio solo una cornice della storia, il film può essere apprezzato da tutti e non solo dagli appassionati di questo sport.

L’opera prima di Capucci può contare soprattutto su due caratteristiche molto positive: la colonna sonora e il cast. La musica in questo film ha un ruolo assolutamente attivo perché molte scene ruotano attorno ad essa e, anche quando è utilizzata solo come sottofondo, riesce sempre a ispirare un determinato sentimento nello spettatore.

Gli attori protagonisti sono assolutamente perfetti, ognuno con specifiche caratteristiche, in una sinergia impeccabile, che permette la buona riuscita sia delle scene comiche sia di quelle più commoventi.

Il gruppo viaggia sul tipico pulmino anni ’70 della Volkswagen, immancabile in un film itinerante. Immancabile come l’incontro con una bella spagnola, Pilar (Ariadna Romero), che porta scompiglio nel gruppo, ma soprattutto nel cuore di Francesco, prossimo alle nozze, anche se non troppo convinto di questa decisione.

Non manca poi un personaggio in crisi con la moglie, dopo la perdita di un figlio, e uno con un grave problema di salute, che tiene nascosto al gruppo.

Il film riesce a strappare più di qualche sorriso e anche qualche lacrima soprattutto, grazie ad un gruppo di attori davvero coeso e convincente.

Foto: Luigi Giordani

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