Paola De Nisco: “Non si può vivere senza un sogno, altrimenti è come se si fosse già morti”.

LF ha intervistato la scrittrice genovese in occasione dell'uscita del suo secondo libro "Alla fine, il silenzio", edito da S4M edizioni.

Ci sono incontri che percepisci con grande forza e chiarezza. Personalità forti che, nel tempo, si sono reinventate in un certo senso, dando sfogo allo spirito artistico rimasto quasi sopito per troppo tempo.

Ho intervistato, rigorosamente per telefono, dati i tempi di isolamento sociale, la scrittrice Paola De Nisco. Genovese di nascita, ha vissuto la sua infanzia ed adolescenza a Padova, per poi tornare definitavemente a Genova nel 1976. Svolge il lavoro da impiegata ma ha sempre avuto una “penna felice”. Lei, però, scriveva più che altro per sè stessa, per il piacere di farlo, di buttare giù pensieri, umori e sensazioni. Un viaggio attraverso vicende, anche dolorose, l’hanno condotta a “costruirsi” un carattere forte, deciso, tenace. L’incontro con un regista ed il suo amico poeta, la hanno finalmente convinta a materializzare questa sua passione, in modo tangibile, iniziando a scrivere libri.

Paola De Nisco, oltre all’amore per la scrittura, unisce ad essa quello per la musica, ha infatti cantato per alcuni anni in un gruppo rock/pop amatoriale.

E’ uscito da poco il suo ultimo lavoro letterario “Alla fine, il silenzio”, in cui narra le vicende di una donna, Isabella, per la quale si è ispirata ai racconti del suo secondo marito, riguardanti una zia acquisita proveniente dall’Istria.

Isabella, la protagonista appunto, è una bellissima ragazza di vent’anni che, alla fine della Seconda guerra mondiale, deve fuggire da Pola perché figlia e nipote di due “ustascia” che, invece, rimarranno per salvare il loro onore e verranno uccisi nelle foibe.

La protagonista è uno spirito libero e riesce difficilmente a sottostare alle regole dettate dalla zia a cui è stata affidata dal padre. Sulla nave che la porterà a Genova conoscerà Leon, un affascinante zingaro, aspirante pittore, di cui si innamorerà follemente e che seguirà, scappando, a Parigi.

La storia racconta di tutta la vita di Isabella, una vita di amori straordinari e di immensi dolori vissuti prima sullo sfondo di un’Europa in ricostruzione dope le distruzioni causate dalla guerra, e successivamente in un’epoca di forti cambiamenti sociali.

Una narrazione scorrevole, con molti colpi di scena, che sfiora l’anima del lettore e che lo porta, velocemente, ad un dolce finale.

Un buon libro, da leggere tutto d’un fiato… In questo periodo… di tempo ne abbiamo!!!

Paola, si presenti un pochino hai lettori di LF MAGAZINE…

“Sono nata a Genova il 21 Settembre del 1961, faccio l’impiegata dal 1978 ed andrò in pensione ad Ottobre, una cosa che mi fa molto piacere! Ho vissuto a Padova tutta la mia infanzia ed adolescenza, e questo ha influito molto sul mio modo di essere. A causa di vari problemi familiari non ho potuto continuare gli studi, perciò sono andata a fare l’impiegata, nonostante fosse una cosa che non volevo fare. Già nel passato mi è sempre piaciuto scrivere, ma scrivevo soltanto per me stessa, perchè non ero così certa che potesse interessare anche gli altri, finchè un giorno non ho conosciuto un regista ed un suo amico poeta che mi hanno fatto scrivere due capitoli di un romanzo e, dopo molti complimenti, mi dissero che sarei stata una protagonista del settore. Da lì mi sono scatenata… Per un periodo ho anche cantato in gruppi cittadini, blues, rock, funky. Ora vivo con una Border Collie, molto affettuosa, mi sono sposata due volte ed ho un figlio di 36 anni.”

Del suo ultimo libro “Alla fine, il silenzio”… cosa ci racconta?

“Questo libro nasce dal racconto che mi aveva fatto, qualche anno fa, il mio secondo marito, di una sua zia acquisita venuta dall’Istria che aveva avuto una vita un po’ particolare. Io poi ho legato tra loro le storie di due persone, entrambe provenienti dall’Istria, che, unite a qualche personaggio di fantasia, hanno dato vita al romanzo che è, all’80% una storia vera. Isabella è una bellissima ragazza di vent’anni che, alla fine della Seconda guerra mondiale, deve fuggire da Pola perché figlia e nipote di due “ustascia” che, invece, rimarranno per salvare il loro onore e verranno uccisi nelle foibe. La protagonista è uno spirito libero e riesce difficilmente a sottostare alle regole dettate dalla zia a cui è stata affidata dal padre. Sulla nave che la porterà a Genova conoscerà Leon, un affascinante zingaro, aspirante pittore, di cui si innamorerà follemente e che seguirà, scappando, a Parigi. Lì si troverà un lavoro mentre lui si rivelerà più un alcolizzato che un pittore… c’è tutta una serie di racconti e colpi di scena di situazioni che non voglio anticipare.”

L’uscita è stata ritardata a causa del Coronavirus?

“Il libro si può acquistare su Amazon. La grossa distribuzione, però, non si può fare per ovvi motivi.”

Quanto c’è di autobiografico nei suoi personaggi femminili?

“Nella protagonista c’è qualcosa di me, non moltissimo però. Mi somiglia per alcune cose: la forza di volontà, il fatto che i suoi sentimenti, amore ed amicizia, sono molto forti, come quelli che provo io, a volte anche con delle grosse fregature, nel mio caso, ma che non accadono alla protagonista. Per il resto è più il racconto di una storia che mi è stata raccontata.”

In un momento così difficile come questo che stiamo passando, quanto aiuta la lettura secondo lei?

“La lettura aiuta moltissimo, perchè ci fa uscire dalla situazione tragica che stiamo vivendo e ci fa un po’ sognare. Secondo me sarebbe un bene leggere! Molte persone, però, si rileggono i libri che hanno in casa, difficilmente riescono a comprarne di nuovi. Molto spesso si buttano su autori conosciuti, influenzati forse dal fatto che, oggi come oggi, molti scrivono anche se non ne hanno le capacità, e alla fine si preferisce andare sul sicuro con autori conosciuti. Però nel mucchio dei nuovi scrittori ci sono anche emergenti che sanno scrivere.”

Lei, invece, come sta vivendo queste giornate?

“Mi sembra di essere un po’ una carcerata! Devo dire che non ho paura, sono abbastanza fatalista, anche perchè nella mia vita mi sono capitate molte cose spiacevoli e se non lo fossi stata, non sarei riuscita ad andare avanti. Cerco di attenermi alle regole, perchè è giusto così, anche se a volte le regole sono un po’ esagerate, non tutti sono persone prive di buon senso… io credo di averne, non mi vado ad infilare in posti dove ci sono molte persone, anzi, mi tengo lontana. Sono sicura che ne usciremo… All’inizio, ero convinta che avessimo recuperato un pochino di solidarietà, calore umano, che ormai mancava, soprattutto a nord ed a Genova, in particolare, adesso invece, penso che le persone ti terranno sempre un po’ a distanza per timore che possa esserci un ritorno dell’infezione:”

Come riesce a conciliare il lavoro da impiegata con quello da scrittrice?

“Ora…molto bene, mi hanno chiuso l’ufficio e sono a casa a fare smartworking. Io lavoro in Comune, all’Anagrafe, un lavoro di sportello che hanno deciso di chiudere non essendo quella centrale. Prima, mentre lavoravo, scrivevo in tutti i momenti possibili. Quando ho iniziato a scrivere “Alla fine il silenzio”, sono stata letteralmente presa da questa cosa, che è diventata quasi una sorta di droga, in ogni momento libero scrivevo, riuscivo anche a farlo con 10 persone che mi parlavano attorno, tanto ero concentrata…!”

A parte il suo libro, quale altro ci suggerisce di leggere in questo periodo?

“Molte persone che mi conoscono dicono che mi piacciono le cose tristi… però secondo me un libro deve darti delle emozioni, che siano positive o negative… un libro che mi è piaciuto molto è stato “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini, anche “Non ti muovere” sempre della Mazzantini… Ultimamente non sto leggendo molto i libri degli autori conosciuti… per una sorta di ribellione… però a me piacciono molto i libri di Ken Follett, perchè lui riesce a mettere più storie che alla fne si riallacciano, ha una classe nello scrivere che mi piace… come mi piacevano i libri di Montalbano, alcuni della Isabelle Allende, a parte “La casa degli spiriti”, anche ” Il piano infinito” che non è un libro suo molto conosciuto a me è piaciuto moltissimo.”

Il suo rapporto con il mondo virtuale com’è?

“Me la cavo abbastanza bene, mi piace poco però, io sono più per i rapporti umani.”

Progetti futuri?

“Sto scrivendo il mio terzo libro che racconta sempre una storia vera e di una donna, ma che non so ancora quando lo finirò… è un momento, questo, nel quale sono concentrata più sulla promozione di “Alla fine, il silenzio”, anche se ora c’è poco da promuovere. Poi avevo pensato, ma sono tornatasui miei passi, di raccontare le storie dei migranti di oggi paragonandoli a quelli di ieri… Mi sono fatta raccontare molte storie, perchè lavorando all’Anagrafe di una zona popolare abitata da molti extra comunitari, ho ascoltato volentieri le storie che loro si prodigano a raccontare… pensavo ne potesse uscire un bel libro, ma ora mi sembra una storia troppo inflazionata, percò ho accantonato il progetto.”

Concludendo?

“L’unica cosa che posso aggiungere è che bisogna sempre essere ottimisti, nonostante che tutto quello che ci circondi in questo momento, potrebbe uccidere anche il migliore degli ottimisti! Speriamo di uscirne fuori presto e riprendere la nostra vita, perchè i sogni da realizzare sono comunque importanti, si deve vivere, non si può vivere senza un sogno, altrimenti è come se si fosse già morti. Spero che andrà tutto bene!”

Link utili 

Link di Amazon per Alla fine, il silenzio

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Link alla Pagina scrittrice su IG

Alla fine, il silenzio è disponibile in formato cartaceo online e ordinabile in tutte le librerie.

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