Paola Palma: tutte le sfumature dell’arte, della bellezza e della musica.

LF ha incontrato l'esperta di Public Relations e nota produttrice discografica, nonchè compositrice, per raccontarci la sua brillante e dinamica carriera professionale.

L’incontro di cui vi racconto oggi, non è stato solo ‘bello’ di per sè… La bellezza è densa di significati, racchiude molteplici definizioni e peculiarità… Non parlo della mera bellezza esteriore, ma di un complesso di componenti che, unite tra loro, danno vita ad una personalità sfaccettata, poliedrica, variegata, unica artisticamente parlando! Raramente questi vari elementi si congiungono assieme, combaciando, come pezzi di un puzzle, ma nella professionista che ho incontrato per voi, è accaduto esattamente questo…!

Paola Palma, esperta di Public Relation, un passato da danzatrice, produttrice discografica e fondatrice della Smoking Productions, ha un’esperienza di 25 anni con importanti partnership tra i quali spiccano marchi del calibro di Chanel, Louis Vuitton, Armani, Gucci, Prada.

Nata il 17 Marzo del 1969 a Caserta, ha trascorso l’infanzia a Stresa sul Lago Maggiore e si è trasferita a Milano nel 1990.

Entra a far parte del mondo della discografia nel 1990; lavora fino al 1996 presso la Curci/Carosello di Milano, storica casa editrice di Vasco Rossi, Mina, Giorgio Gaber, Domenico Modugno e intraprende così la strada musicale.

Paola Palma, a soli 28 anni, come autrice, vince il Festival di Sanremo nell’edizione del 1998, in entrambe le categorie, “giovani” e “big”, con il brano “Senza te o con te” cantato da Annalisa Minetti e scritto in collaborazione con l’autore e chitarrista Massimo Luca.

Si ripresenta al festival nel 2007 con la jazzista Amalia Grè in duetto con Mario Biondi, con cui scrive il testo di “Amami per sempre”.

Al momento, però, Paola si occupa prevalentemente di residenze di lusso! Nel significato vero e proprio dell’ arredare e dar nuova vita a ville, appartamenti e palazzi prestigiosi, per lo più a Taiwan e in Thailandia , dove il Made in Italy è molto apprezzato.

Paola, spazia dall’ideazione, alla progettazione, alla ricerca di materiali unici e particolari e… molto altro ancora.

Non è una semplice curatrice di queste residenze, ma, se vogliamo, anche uno spirito visionario in grado di analizzare gli insight e disegnare le nuove tendenze, con competenze ben precise ed una buona sensibilità economico-finanziaria.

Paola combina creatività e sensibilità estetica, proponendo tendenze e persino anticipando i bisogni dei consumatori, dal semplice arredo agli accessori attinenti, per arrivare anche al look del singolo individuo, in poche parole, lei crea un prodotto che influenza i comportamenti sociali e le comunicazioni interpersonali tra i consumatori, cosa che, però, non è così facile come si potrebbe pensare. Ci sono duro lavoro, sacrifici e sforzi. Cercare di portare sempre qualcosa di nuovo e personale, non è semplice.

Del resto, la numerosa clientela straniera di Paola le dà grandi gratificazioni, affidandosi totalmente alla sua abile attitudine e competenza.

Lascio ora la parola a Paola Palma…

Paola Palma, danzatrice, Pr., volto noto nel mondo della moda e del Made in Italy! Cos’altro ancora?

“Mi occupo di Pubbliche Relazioni nel campo della musica. Io sono nata proprio nel campo discografico, cosa che è stata poi estesa al design e alla moda. Già da qualche anno lavoriamo moltissimo in Asia, soprattutto a Taiwan ed in Thailandia, dove arrediamo residenze di lusso e ci occupiamo di celebrities, di famiglie importanti thailandesi con il culto della bellezza che và dalla moda fino al design. A volte li seguiamo anche nell’immagine e nel loro look, in modo che la loro identità sia coerente in ogni loro modo di essere.”

Al momento a cosa si sta dedicando in particolare?

“Al momento, proprio in Thailandia, stiamo seguendo un cliente che sta arredando una delle sue ultime residenze, ne ha diverse lì. Lo stiamo rifornendo delle nostre eccellenze italiane che vanno dai marmi agli arredi. Un lavoro iniziato nel mese di Settembre, che concluderemo a metà dell’anno prossimo. E’ un lavoro molto lungo e la casa è enorme.”

Cosa significa portare il Made in Italy, e quindi la qualità, in questi paesi culturalmente differenti?

“La Thailandia è un paese molto avanzato, non và confuso con gli altri paesi asiatici che magari hanno una conoscenza dell’Italia un po’ sommaria… Loro conoscono molto bene il nostro Made in Italy, ed hanno showrooms e negozi molto all’avanguardia, nello specifico, la città di Bangkok è come New York, non ha niente da invidiarle. Quello che loro vogliono è, ovviamente, una ricerca che sia più vicina possibile a quelle che sono le loro necessità. Non mi chiedono solo il marchio, ma vogliono avere cose personalizzate, quindi facciamo tutto su misura! Questo significa sia fornire i marchi d’eccellenza, che tutti conosciamo, sia azzeccare un artigianato di cui l’Italia è ricchissima. Lo apprezzano tantissimo, forse anche più di noi Italiani, che, certe cose ce le abbiamo, ma le diamo per scontate.”

Uno dei suoi successi maggiori come autrice fu “Senza te o con te” interpretato da Annalisa Minetti che vinse il Festival di Sanremo nel 1988. Cosa ha provato all’epoca?

“Nel 2007, ci siamo ripresentati anche con il brano jazz “Amami per sempre” interpretato dalla jazzista Amalia Grè, che nella serata dei duetti si esibì con Mario Biondi… La mia casa di produzione, la Smoking Production, ai tempi, produsse vari artisti: Fabrizio Moro, Gianluca Grignani, Biagio Antonacci, Paola&Chiara, il mio socio difatti, è Massimo Luca, che è stato la chitarra acustica di tutti i cantautori italiani degli anni ’70, veramente un nome! E’ stato un produttore artistico per molti anni.”

Lei si dedica ancora alla musica?

“Quando ci sono dei progetti speciali sì. La nostra casa discografica, la Top Record, esiste dal 1976, ed è situata in Galleria del Corso 4, a Milano. Tutti gli anni proponiamo artisti al Festival di Sanremo… io, però, seguo i progetti un po’ particolari! Al momento ne ho uno in cantiere ma non posso fare il nome, perchè siamo ancora in trattativa, ma se tutto andrà bene, sarà proprio una bella cosa!”

Secondo lei com’è cambiata la qualità della musica al Festival di Sanremo?

“E’ cambiata tantissimo! E’ venuta meno la canzone tradizionale italiana, nel senso che una volta si andava al Festival e il giorno dopo le canzoni le cantavano tutti. Oggi, sfido chiunque a cantare una qualunque delle canzoni che si presentano in gara al Festival! Sono melodie difficili per il grande pubblico. Forse, l’unica di quest’anno che è cantabile, è proprio quella di Paolo Jannacci, che continua a portare avanti la tradizione della canzone italiana, orecchiabile ma anche intelligente, di sentimento. Una volta le canzoni del Festival erano così. Oggi c’è più la priorità di riempire il contenitore televisivo rispetto a quello musicale, e quindi mi sembra che la Rai si preoccupi di più ad intrattenere il pubblico relegando la musica in secondo piano…  si parla del vestito della signora X, piuttosto che del comico di turno, della polemica, prima, durante e dopo, ma delle canzoni se ne parla troppo poco purtroppo.”

Lei ha studiato danza classica dall’età di 4 anni ed ha vissuto il teatro anche come Direttore d’Orchestra…

“Sì! Questa è stata un’altra esperienza bellissima! Essendo nata in una famiglia in cui mio padre era discografico, ad un certo punto sarei potuta diventare ballerina professionista, come alcune mie colleghe hanno fatto, invece io no, ho proseguito per altre strade! Riguardo la Direzione d’Orchestra voglio sottolineare che non ho studiato al Conservatorio, sono autodidatta e mi sono specializzata in modo diverso. Chiunque faccia musica, comunque, possiede nel proprio bagaglio l’arrangiamento musicale e l’orchestrazione … Non andrei mai, ovviamente, a dirigere una sinfonica, perchè non ne avrei le competenze.”

Ha mai avuto nostalgia del palco e delle ‘scarpette’?

“Le scarpette le ho appese al chiodo, nel vero senso della parola, in casa, ogni tanto me le guardo. Però sì, perchè la danza, soprattutto quella classica, è qualcosa che ti porti dietro per tutta la vita, anche solo nella gestualità, ti rimane e ti insegna tantissimo, perchè sin da piccola hai la possibilità di ascoltare musica classica ed iniziare a conoscere gli autori, e questo lo fai senza rendertene conto, a 5 anni sai già chi è Čajkovskij, per esempio.”

Progetti futuri?

“Stiamo portando avanti, con grande impegno, questa nostra attività di design. Io sono, inoltre, Consigliere del direttivo dell’Associazione Fonografici Italiani, AFI, dal 2014. Siamo sempre impegnati nella tutela della musica e siamo dalla parte di chi la crea… Cerchiamo di essere attivi, sia a livello istituzionale che ad altri livelli, perchè cambiano sempre troppe cose a discapito di alcune categorie, come appunto quella musicale.”

Concludendo?

“Ultimamente con Francesca (Proietti, Ufficio Stampa ndr) stiamo portando avanti l’idea di unire la musica agli eventi importanti che ci sono nel nostro paese. Lo faremo anche per il Salone del Mobile, lo abbiamo fatto, recentemente, durante la settimana della Moda e durante il Festival di Sanremo… Creiamo i collegamenti tra eventi e campo discografico/musicale.”

 

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