Paolo Gelmi: “Il vero lusso oggi è il tempo”.

LF ha incontrato il noto giornalista e comunicatore di marketing in occasione dell'Award for Media che gli verrà consegnato, questa sera, in occasione dell'ITFF di Civitavecchia.

Stamane LF ha incontrato un personaggio entusiasmante, a dir poco eclettico, un uomo che ha avuto l’acume di rimettersi in continua discussione, che per la professione caleidoscopica che svolge, non saprei quasi catalogare in uno sterile settore…Paolo Gelmi. Un giornalista? Sì…Direttore responsabile? Sì…ma Gelmi non è SOLO questo. Laureatosi in Giurisprudenza, pronto ad esercitare nel foro, quasi subito ha sentito un forte richiamo nel campo editoriale della Comunicazione e del marketing. E così, approfittando di un gioioso evento, quale quello di diventare padre, si è gettato a capofitto nel settore Editoriale/Giornalistico entrando in RCS e rimanendoci per 12 anni. Grande esperienza, professionalità, serietà, trovate in questo colosso editoriale, hanno reso Paolo Gelmi l’entusiasta professionista del settore. Un uomo che ha fatto del giornalismo, dell’eleganza, dello stile, della moda stessa, il felice connubio con il cinema, l’arte, il design.

Gelmi fonda “MAD05”, acronimo di moda, arte e design, primo free press bilingue, italiano e inglese, passando per “Fashion Brand”, testata trade di moda, con una parte di collezioni di tutto il mondo… New York, Londra, Milano e Parigi, ed una parte magazine. Nel 2011 è la volta di “Maxim” di cui diviene Direttore Responsabile. Quì Gelmi inizia a lavorare con gli attori e le attrici, facendo loro interpretare su carta stampata i personaggi dei film che andava a raccontare. Ma non è ancora abbastanza, così Paolo, contattato da Alitalia per rilanciare “Ulisse” il magazine di bordo, vi resta dal 2014 al 2016, portandovi tutta la moda ed il cinema, alzandone il target, e facendolo diventare un vero e proprio magazine. Giungiamo al Novembre 2016, quando Gelmi viene chiamato dalla testata “Freccia” per inventare un magazine che vada distribuito sui Freccia Rossa nelle categorie Business Class, Executive Class, e in Prima Classe, un prodotto di moda, arte, design, cinema, “With Style”. Il primo numero esce nel Dicembre 2016 ed è giunto ora all’ottavo numero.

Di Gelmi mi ha entusiasmata la grande competenza unita all’amore per ciò che svolge e che traspare da ogni sua parola…Le sue lunghissime giornate, composte da più di 12 ore di lavoro, sembrano il racconto di una vita al top, intrisa di una forte carica emotiva, di buon gusto, con un occhio particolare alla moda ed all’arte che, fondendosi con il cinema, si sviluppano in un mix perfetto e ben riuscito.

Lei riesce a mixare squisitamente il cinema alla moda. Crede che siano sfaccettature della stessa medaglia?

“Io credo da sempre, che il cinema e la moda si siano contaminati. All’inizio la moda era un accessorio che con il tempo è diventato importante per il cinema. Alcuni film vengono ricordati proprio per i capi d’abbigliamento indossati dagli attori… partiamo dal “Gattopardo” con costumi realizzati già all’epoca da alcuni stilisti…o Armani, che è diventato ancora più famoso in tutto il mondo grazie ad “American gigolò” dove Richard Gere indossava abiti Giorgio Armani, fino a giungere a Tom Ford, uno stilista che è diventato un bravissimo regista… All’interno dei suoi film si possono ammirare tutte le creazini maschili che lui ha creato. Passando alla recentissima Biennale di Venezia, gli attori sono stati giudicati sia per l’interpretazione ma, soprattutto in questo momento, per gli outfit che hanno proposto sul red carpet! E’ una sfida tra gli attori nazionali ed internazionali all’abito più esclusivo…naturalmente tutti gli stilisti cercano di accaparrarsi gli attori più importanti, questo vale per Venezia, per Cannes, per la notte degli Oscar. Ritengo quindi che all’inizio la moda fosse un accessorio del cinema, che ora ne è divenuta parte integrante, perchè i personaggi vengono ricordati per il loro ruolo ma anche per il loro look indossato all’interno di un film. Pensiamo ancora a “Pretty woman”, alla bellezza degli abiti che indossava Julia Roberts. Penso che da sempre moda e cinema si siano contaminati ed alimentati a vicenda e la moda lo fa anche con l’arte. E’ sempre stata la mia passione vestire diversamente le attrici e gli attori, contaminando moda e cinema! Per tutti i magazine in cui ho lavorato, ho cercato di far sì che cinema e moda parlassero la stessa lingua e, devo dire, che funziona e mi piace molto!”

Arriviamo all’ITFF di Civitavecchia…durante il quale riceverà l’Award for Media…

“Sono stato contattato da Piero Pacchiarotti e da uno dei loro Pr, che ha sempre seguito il mio percorso professionale e quando gli è stato proposto di trovare un direttore che fosse legato al cinema e non solo, ha pensato a me. Questo è un festival che sta crescendo e che dà molto spazio ai giovani, come del resto faccio io…Verrò a raccontare perchè lo faccio, quindi rientro nella filosofia del festival. L’ITFF ha davvero una crescita esponenziale, ma soprattutto è un festival internazionale, non chiuso. E’ la prima volta che vengo premiato su una parte del mio lavoro di cui vado fiero. Quindi ho deciso di accettare con grande grande piacere.”

Secondo lei cos’è oggi il lusso in una società così in crisi come l’Italia?

“E’ una domanda che faccio sempre io agli altri e le rispondo con una citazine che è di Giorgio Armani: “E’ il tempo.” Che tu sia ricco o povero, benestante o disagiato, ognuno di noi ha veramente poco tempo da dedicare a se stesso. Io credo che in questo mondo così in movimento, con la globalizzazione, le guerre, lo stress, la crisi, le paure, tutti siano concentrati su altro ma mai su loro stessi. Io credo che il lusso oggi sia quello di pensare a se stessi. Se poi vogliamo essere un po’ più frivoli, che cos’è il lusso? Il lusso è tutto ciò che è esclusivo, che hai solo tu. Non è un abito firmato, una macchina di lusso, ma piuttosto un abito fatto su misura, una macchina creata ad hoc per te, o un viaggio esclusivo dove pochi sanno dove stai andando e come ci stai andando, ma tutto questo si lega all’idea del dedicarsi a se stesso. Quindi come disse Armani “Il lusso oggi è il tempo”.”

Di quante ore è la sua giornata?

“La mia giornata inizia al mattino alle 8,30 con una riunione di redazione, poi con visite di clienti, che possono essere stilisti o uffici stampa ecc, il tardo pomeriggio lo ritaglio per la stesura degli articoli e la sera per la lettura… leggo molto, dai magazine stranieri ai quotidiani per prendere ispirazione, la mia è una giornata molto lunga che finisce alle 22.30/23.00, però torno a dirlo, lavorare in miniera è un’altra cosa, io sono un fortunato. Quindi non mi pesa, perchè faccio quello che mi piace, ho scelto il lavoro che volevo, che non vuol dire grandi guadagni, finiti da un pezzo, ma mi consolo perchè posso svolgere un lavoro che amo.”

Mai avuto rimpianti o nostalgia per il ‘Foro’?

“No questo no. Io ho un figlio di 22 anni a cui dico sempre -“Alberto, pensa a quello che vorrai fare da grande, ma ti assicuro che la vita poi ti indicherà la strada”- Io fino a 24 anni non sapevo cosa fosse la moda, mi vestivo come veniva, gli abiti erano grigi, le camice solo azzurre, cravatte regimentate, la vita poi mi ha portato a prendere altre strade ed a scoprire un uomo diverso, uno molto curioso…i primi anni in RCS soffrivo…la sera uscivo con gli amici, tutti avvocati che avevano studiato con me, e li invidiavo, poi ho scoperto che loro invidiavano me, perchè faccio un bel lavoro. Ho avuto tante vicissitudini perchè molti editori non sono come dovrebbero essere, ne ho incontrati parecchi non proprio trasparenti…A parte RCS che mi ha insegnato tutto, molti altri mi hanno deluso. Però quando guardo indietro sorrido e mi dico che è la vita che ha scelto me e non io che ho scelto lei.”

Concludendo?

“Sono curioso di vedere come andrà questo festival che dà spazio ai giovani.”

 

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