Personaggi: Albert Einstein.

Dal volume appena pubblicato, "Personaggi", del professor Antonio Saccà, pubblichiamo un capitolo dedicato alla Fisica e ad Albert Einstein.

Noi uomini consideriamo essenziale la Storia, le vicende in successione di cui siamo attori, spesso limitando lo sguardo a tale aspetto della realtà. Esaltandola. E’ comprensibile che gli uomini cerchino di rilevarsi. Ma, pur ammirando le civiltà, che sono le sculture visibili della Storia, se spostiamo l’occhio e la visuale alla Natura, sgomentiamo a cogliere che nello stesso momento in cui animiamo le Città, le Società, nelle Savane, gruppi di leoni, cacciano, lottano per il territorio e gli accoppiamenti, stabiliscono il dominio, combattono le iene, le quali, a loro volta, osteggiano i leoni, fondano gerarchie, organizzano bande ordinatissime e ausiliarie, mentre il leopardo e la tigre sopravvivono solitari… Leoni, tigri, iene, leopardi: le madri curano i figli con una dedizione insuperata dagli umani. I pinguini, le aquile, fanno coppia l’intera vita, fedelmente, il cavallo, la zebra, talune scimmie, riconoscono un capo per molte femmine, in certe specie sono guida le femmine, tra le iene, gli elefanti, in altri, i maschi, migrano gli uccelli, migrano i pesci, secondo le stagioni, acqua, cibo, unioni, lotte contro l’ambiente, contro gli altri animali, lo strazio delle madri che vedono i figli uccisi, perfino il coriaceo coccodrillo è tenero con il nuovo nato, il piccolo rinoceronte è leggiadro, ed il leone crestato si lascia sbeffare dai cuccioletti giocosi, la tigre non ha artigli ma linguate carezzanti per il tigrotto, lo sterminato regno degli insetti, ferocia, amore, tutto ciò che è umano è animale. La madre sfama ed insegna, di solito lei e soltanto lei, le formiche guerreggiano a milioni, mai in sosta; i maschi combattono per le femmine che si danno al vincitore, quasi sempre in natura c’è un capo,  il più forte, anche il più bello o il più adatto… Ma se alziamo gli occhi, anche e soprattutto nei cieli, la guerra è perpetua, stelle divorano stelle, galassie galassie, ciò che esiste si difforma, e riforma… Niente che non muti e muoia, che non rinasca sotto altra forma, ogni minuzia ha in sé lo spirito del cambiamento, quanta vita, quante, tante “storie” per ogni grano di esistenza. Ben più che la Storia umana. Non è Storia la Natura? E’ qualcosa di più, è Vita. Ere si succedono ad Ere, specie appaiono e scompaiono, i milioni di anni sono un soffio, il Cosmo è inimmaginabile. Trovatosi sulla Terra non sapendo perchè, la necessità e la curiosità, entrambe, suscitarono e suscitano nell’uomo la voglia di scoprire il perchè sta sulla Terra. E vedendo gli artigiani tramutare il fango, l’argilla in oggetti, o vedendo la donna partorire, l’uomo concepì le principali ideazioni sul perchè esisteva ciò che esisteva. Era stato un sommo artigiano divino a formare dalla creta gli esseri, immettendovi sangue, respiro, animazione, con riguardo all’uomo, mentre per il Creato cosmico taluni lo ritennero concepito e fatto da un Dio, altri lo ritennero esistente per sè stesso o disposto, ma non creato, dagli Dei o da un Dio. L’idea di una creazione assolutamente dovuta all’azione di Dio e sorta dal nulla è peculiare del monoteismo ebraico e poi cristiano e islamico. Curiosamente, però, non è messo in rilievo che proprio l’uomo e la donna non sono creati dal nulla, bensì Adamo dalla creta, Eva dalla costola di Adamo, questa formulazione, la creazione di Adamo, è simile in altre religioni.

Le mitologie sulla formazione o creazione dell’Universo sono innumerevoli. Ogni popolo, addirittura raggruppamenti umani minuscoli, stabiliscono mitologie di formazione o creazione dell’Universo. Come detto, le religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo, islamismo, sono creazioniste, tutte le religioni politeiste, pur stabilendo un Dio essenziale, ritengono increata la materia e suppongono un Dio artigiano, un Dio che dà forma all’Universo e agli uomini, non li crea.

Limitandoci al Monoteismo, e in specie a quello ebraico-cristiano, Dio avrebbe creato l’Universo celeste e terrestre in sei giorni, in ultimo l’uomo e la donna. Su questo fondamento, nel tempo si stabilirono delle concezioni: che la Terra è al centro dell’Universo, che l’uomo è una entità costituita da corpo ed anima, che Dio governa gli accadimenti naturali. Rilevante è il credere la Terra il centro dell’Universo, che tutto è uscito compiuto da Dio una volta per sempre, che tutto è governato, ripeto, da leggi imposte da Dio. Insomma, non vi sarebbe alcuna autonomia della Natura, per il Monoteismo. Queste convinzioni rimasero per millenni e non furono disturbate al pari di un’altra convinzione anch’essa di millenni, che l’atomo costituisce la particella elementare, non ulteriormente minimizzabile, indivisibile, pure tale convinzione restò, ferma, al sicuro. Stabilita, codificata da Democrito, confermata da Epicuro, per millenni, dicevo, la materia fu considerata attivata da innumerevoli particelle semplici, gli atomi, appunto. E’ recente la scoperta che l’atomo a sua volta ha, nel suo interno, componenti, un nucleo, elettroni, neutroni, protoni, e ci si spinge a ulteriori determinazioni. Anzi, ormai addirittura, è quasi inafferrabile il concetto di  materia, vi è una divisibilità fino a raggiungere qualcosa di pressocchè inesistente come materia, e pur tuttavia esistente. Ne diremo. Diciamo subito, però, che quanto noi conosciamo della materia, in ogni caso è ben minore di quanto non conosciamo della materia e di quanta materia non conosciamo. Solo un cinque per cento è materia conosciuta, il Novantacinque per cento della materia ci resta oscura… Bisogna scavalcare millenni per ridare importanza agli atomi, per discutere le leggi naturali, per dichiarare fallace la concezione della centralità della Terra e soprattutto, fondamentalissimo, per imporre l’autonomia della Natura da interventi extranaturali, dunque cogliere la Natura come un Tutto che non deve alcunchè ad un’Entità, che sia Dio o forze misteriose.

 

LA PARTICELLA SINGOLARE ED IL BING BANG

Forse mai sapremo come sia esistita la particella singolare che, esplodendo, produsse, non creò, la realtà, l’esistenza degli esistenti. Quella “particella singolare” come mai esiste? Supporre che l’abbia creata un Dio sposta la questione e non la risolve. Infatti sorge la questione: come mai esisterebbe Dio? Quale certezza ne abbiamo? E Dio si è creato da sé, è eterno? Nessuno potrebbe rispondere provando quel che direbbe. D’altro canto, neanche l’esistenza della particella singolare ha spiegazione se non dalla sua esistenza. Esiste senza che sappiamo come mai e perchè esiste. Increata, necessariamente, lo fosse, dovremmo conoscere chi l’ha creata. E chi ha creato colui che ha creato la particella. E chi ha creato chi ha creato chi ha creato la particella. Meglio limitarsi a dire: la realtà esiste in quanto quattordici miliardi e oltre, nel passato, una particella, detta singolare, esplose e ne vennero gli elementi. Ma, torna la questione, insopprimibile: come mai esisteva la particella singolare? Essa non può venire dal nulla, la dobbiamo dare per esistente senza una spiegazione? Per millenni, nelle civiltà monoteiste, ebraico, cristiane, islamiche fu Dio il risolutore della faccenda, Egli avrebbe creato con specie eterne, con situazioni definite dall’inizio, con leggi stabili e per sempre. Ma quando l’evoluzionismo in campo biologico, gli studi geologici e cosmologici provarono che vi sono stati innumervoli tentativi, mutamenti, formazioni e proprio niente era uscito, dalla ipotetica creazione, perfetto e durevole, si ebbe una problematica diversa e le stesse certezze della fisica che ancora credeva in leggi rassicuranti e del tutto conoscibili, deperirono.

Al presente la maggior parte degli scienziati suppone che vi sia stata una particella detta Singolare, concentratissima, che esplose, e nell’esplosione in successive fasi, si formarono gli elementi, secondo il grado di calore che raffreddandosi impediva la fusione del nucleo. Ma, torno a dire, e ne parleremo ancora, questo è l’inizio dell’Universo non dell’esistenza. Avvenne l’esplosione perchè già esisteva ciò che esplose.

 

ALBERT EINSTEIN

Albert Einstein nacque ad Ulma, in Germania, nel 1869, da genitori ebrei, in una famiglia benestante, le cui traversie economiche la indussero a mutare luoghi, finchè si stabilì in Svizzera. Albert fece studi accidentati, anche in Italia, laureatosi, occupandosi in una società di brevetti, nel 1905. Pubblicò dei testi, tra cui uno, riguardante la teoria della relatività parziale. Successivamente scriverà sulla relatività generale. Riceve il Premio Nobel. E’ sposato con una studiosa che lo sosterrà rinunciando alla propria carriera. Successivamente Einstein sposerà una cugina.  Si era stabilito in Germania, l’avvento del nazismo lo induce a vivere negli Stati Uniti, insegna a Princeton. E’ un pacifista ammiratore di Gandhi, teme la guerrra atomica, se ne fa ardente oppositore, si uniusce a varie personalità a tale scopo, tra cui Bertrand Russel, è in amichevoli rapporti con Sigmund Freud, che, sull’uomo, ha convinzioni meno ottimistiche di Einstein. Rinuncia a diventare Presidente dello Stato di Israele. E’ totalmente ebreo ma non credente. Le sue idee pure scientifiche risentono dell’ebreo non credente Baruch Spinoza. Morì nel 1955. Le sue ceneri vennero sparse. Il suo cervello suddiviso per essere studiato. Onora l’umanità.

La Relatività Parziale oggi può sembrare evidente, ma lo è dopo Einstein, per ciò che Egli ha considerato. Si tratta di questo: la condizione in cui si trova l’osservatore determina come viene valutato quel che risulta osservato. Molto semplicisticamente: se osservo un treno che corre ad altissima velocità mi sembra di corta lunghezza, mentre se procede lento mi appare lunghissmo. Ma  è una semplificazione. In realtà non esiste alcunchè che non subisca le condizioni diversificate secondo la sua velocità, posizione e la posizione di chi osserva e della situazione in cui è posto l’osservatore. Le relazioni tra gli osservatori e l’oggetto della osservazioni dipendono dalla situazione in cui è l’osservatore e l’oggetto osservato, non da una oggettiva condizione neutra che è la stessa in qualsisi luogo uno si trovi e uguale per ciascuno. Tutto ciò che esiste è considerato relativamente alla collocazione dell’osservatore e alle situazioni di ciò che è osservato. Un uomo che corre alla stessa velocità di un altro uomo che gli corre a fianco lo considera e si considera fermo, per una facile chiarificazione.

La Relatività Generale stabilisce che l’Universo è curvo e che se noi riteniamo esistente la retta è perchè valutiamo un breve percorso, nel lungo o lunghissimo percorso tutto si curva e senza bisogno di ricorrere alla forza gravitazionale, come sopponeva Newton per spiegare la curvatura…

Quanto Einstein ci fa conoscere sull’Universo è della massima nitidezza. Esiste la realtà, ora non diciamo da cosa composta, questa realtà è una ma ha variate articolazioni. E’ massa, è energia, è velocità, è spazio, è tempo… E’ sempre la stessa realtà ma possiamo considerararla secondo gli aspetti sopra nominati. E tali aspetti si intersecano sì che suscitano modificazioni. Ad esempio, se cambia la velocità, cambia l’energia, cambia la massa e viceversa. E’ una visione semplice, pulita, nitida ed unitaria. C’è da supporre che l’ebreo agnostico Einstein avesse in mente l’ebreo agnostico Baruch Spinoza di cui fu cultore. Spinoza supponeva una Sostanza inconoscibile della quale noi conosciamo due attributi, l’estenzione e ed il pensiero. Einstein suppone una realtà (sostanza) con manifestazioni connesse. In entrambi vi è una spiegazione dei fenomeni interni alla Natura. Questo punto è fondamentale. La Natura contiene tutte le manifestazioni, non ha bisogno di presenze, forze esterne. Celebre la notazione di Einstein che il Tempo è la quarta dimensione dello Spazio. In effetti il Tempo non esisterebbe se tutto restasse immobile. Il Tempo suppone una successione di punti nello Spazio o il mutamento.

C’è posto, vi è ragion d’essere per l’intervento, la presenza di Dio in questo complesso cosmico? Einstein anche in tal caso si avvicina a Spinoza, il quale negava assolutamente un Dio personale. Einstein è stupefatto dall’Intelligenza che regge l’Universo, lo rende possibile e attivo. Ma non perviene a ritenere che l’insieme venga retto da un Dio personalizzato e di una specifica religione. Insomma, non sussisterebbe una Intelligenza personale che ordini o abbia creato l’Universo.

La Teoria della Relatività dissolve i punti cruciali della Fisica galileiana e neuwtoniana. Non accetta il moto rettilineo uniforme di Galileo, non accetta il principio di gravitazione per spiegare la curvatura di Newton.  Essa come Teoria della relatività parziale, stabilisce che ogni valutazione è legata alla situazione in cui si trova l’osservatore del fenomeno, quindi relativizza la conoscenza. Nella Teoria della relatività generale spiega la curvatura dell’Universo per una intrinseca caratteristica dell’Universo, l’Universo è curvo, i raggi non si curvano per una forza esterna, come affermava Newton, è la forma dell’Universo che li obbliga a curvarsi, come un soffitto sul quale sbattono. L’Universo per Einstein è finito ma non limitato, non esiste qualcosa di esterno che limiti l’Universo, esso è il Tutto.

Cerchiamo di rappresentarci la condizione dell’Universo tenendo in considerazione le conoscenze odierne. E’ esistita una particella, detta Particella Singolare, per la sua eccezionalità, che assommava una eclatante concentrazione di massa. Proprio per questa strabiliante concentrazione di massa la particella è esplosa, ciò sarebbe avvenuto quattordici miliardi e più nel passato. L’esplosione ad elevatissima temperatura divenne, con il tempo, di temperature minori e, nel raffreddamento, sorsero man mano gli elementi che a quelle varie temperature non fondevano il loro nucleo, con il passare successivo del tempo venivano a consolidarsi altri elementi, poniamo, carbonio, idrogeno, elio… Dall’aggregazione di tali elementi vennero strutture organizzate, le Stelle, e tutte le organizzazioni esistenti nell’Universo: pianeti, comete, asteroidi, galassie, satelliti, e, ovviamente, Stelle, le quali si divorano tra di loro, esplodono, tornano polvere, talvolta si autorinnovano con gli elementi che fondono i loro nuclei e passano da un elemento all’altro, come avviene nel Sole…  Tra tutte queste componenti vi è un equilibrio dovuto alla capacità attrattiva di una componente con le altre, la più potente tiene nella sua orbita la più debole o la divora. E’ quindi un universo drammatico che compone e ricompone i suoi equilibri, stelle che muoino, si esauriscono, distruggono altre stelle, meteoriti che piombano sui pianeti, talvolta pianeti vaganti, sperduti. In questo marasma coordinato, sia pure, dicevo, drammaticamente, vi è da aggiungere che l’universo si espande velocissimamente e quindi accresce materia. Da dove la prende? Da una immensa riserva di materia di cui noi sappiamo l’esistenza ma niente di più, sì che la definiamo “materia oscura”. Quanto potrà reggere questa espansione? Collasserà, l’Universo, per eccesso di espansione e mancanza di materia? Si tirerà indietro? Di sicuro non sarà eterno. Si distruggerà e ricomporrà. Sono tempi lunghissimi. Nel mentre il Sole si consumerà, pare tra cinque miliardi di anni, la Terra, se non perisce prima, perirà mancando il Sole. L’umanità inconcepibile che duri così a lungo. Ma il punto essenziale della Cosmologia non consiste in quanto detto, e potremmo aggiungere che l’Universo è una perenne sfera di passaggi di particelle, energie; il punto essenziale della Cosmologia non sta nel conoscere come si è formato l’Universo e il modo in cui si manifesta. Il punto essenziale è che noi non sappiamo come mai esiste la Particella Singolare. Giacchè tutto il resto non è la nascita della realtà ma dell’Universo. La Realtà esisteva in quella Particella Singolare. Come mai? Non ne sappiamo alcunchè. Ma è quanto sarebbe fondamentalissimo sapere. Scriveva il fisico Stephen Hawking: “Noi siamo il prodotto di fluttuazioni casuali quantistiche dell’Universo primordiale. Davvero Dio gioca a dadi (…). Ma non tutto è stato risolto. Non abbiamo ancora una buona comprensione del fatto che l’espansione dell’Universo stia accellerando di nuovo, dopo un lungo periodo di rallentamento. Continuerà ad espandersi per sempre? Oppure  collasserà di nuovo?”.  Scriveva ancora Hawking: “Lo schema che Jim Hurtle ed io, della creazione spontanea quantistica dell’Universo, è simile alla formazioine di bolle di vapore nell’acqua bollente. Le storie più probabili dell’Universo sono come le superfici delle bolle. Parecchie bolle apparirebbero e scomparirebbero. Come mini Universi che si espandono e collassano immediatamente, mentre sono ancora microscopici. Alcune bollicine crescerebbero fino ad una grandezza tale da non collassare. E si espanderebbero”. Scriveva ancora Hawking: “Chiedersi cosa accade prima dell’inizio dell’Universo diventa una questione senza senso, poiché non c’è niente a Sud del Polo Sud”.

Hawking ritiene che l’Universo si esaurirà nei Buchi Neri, dove la materia, per dire, sarà imprigionata e morirà per esalazione, annullandosi. Si annullerà definitivamente o è impossibile che si esaurisca del tutto?

 

BIG CRUNCH (LA FINE)

Il pomeriggio di un tempo indeterminato, l’Universo si stancherà di correre, estendendo i suoi confini, e vorrà tornare una minuscola particella infagottata nella sua infanzia maternale. Tirerà indietro le redini, i cavalli storceranno le affaticate criniere e si intaneranno nell’ovile. La distesa spaziale si contrarrà, la lumaca abbasserà la visiera, la polvere cosmica diverrà un pugnetto di cenere morta. E’ stata un’avventura. Ma non vi sarà narrazione. Finirà così l’Universo? Come della legna bruciata ridotta cenere, perfino meno che cenere, niente? Non lo sappiamo. Ma quel che costituisce il massimamente incredibile non è che ignoriamo come finirà l’Universo o non sappiamo pienamente come si è formato l’Universo, ma che non sappiamo come mai sia esistita la Particella Singolare. E, con tutto il rispetto per uomini come Galileo, Newton, Einstein, sebbene i primi due abbiano vissuto in altre epoche, allora, con tutto il rispetto per Einstein, la vera tormentosissima questione non è la formazione e l’ordinamento dell’Universo, attraentissima conoscenza, ma come mai è esistita la Particella Singolare, giacchè, insisto, la formazione dell’Universo non ha a che vedere con l’esistenza della realtà, la realtà esisteva nella Particella. Come mai? Se vi fu il Big Bang della Particella, l’esplosione, esisteva quel che esplodeva, la Particella. Come mai? Che intende Hawking scrivendo che la: “creazione spontanea quantistica dell’Universo, è simile alla formazione di bolle di vapore nell’acqua bollente”? Il problema non è considerare le bollicine di vapore ma l’acqua bollente, ossia la Particella Singolare, ciò che dà fondamento alle bolle di vapore, per così dire. Come mai esisteva questa particella? O Hawking ritiene che addirittura la Partcella sia a sua volta una creazione spontanea quantica? Incredibile, siamo in un Cosmo di cui sappiamno (quasi) tutto…tranne ciò che sarebbe essenziale sapere: il principio, se vi fu, e la fine, se ci sarà.

 

NOTA. I Buchi Neri che Stephen Hawking ha definito sarebbero ammassi compattissimi da cui non verrebbe uscita, specie di tombe sigillate della materia, dunque materia che i Buchi Neri prendono e uccidono. Lo stesso Hawking ha però di recente ammesso che i Buchi Neri lasciano filtrare materia (uso questo termine improprio per comodità), ma come un’evaporazione. In ogni caso vi sarebbe materia spenta, morta, esaurita. Le Emissioni Quantiche fanno intendere che la realtà non è costituita da una compattezza ferma ma da continue e varie emissione di particelle.

 

 

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