Pino Ammendola e il fantasma di Totò.

I maestri del cinema italiano lo hanno scelto tutti, da Lina Wertmuller a Dino Risi, da Tinto Brass a Vanzina e molti molti altri. Poi tante commedie hanno fatto amare il suo viso, maschera ironica, istintivamente.

Pino Ammendola: partenopeo e gran signore del cinema Italiano, maestro in teatro e doppiatore internazionale. Una vita tra viaggi e gavetta. Nonostante una laurea in giurisprudenza, la chiamata dell’arte si è fatta suprema e questo sin da giovanissimo.

Circa cento film e una vita in teatro non rendono pago questo artista la cui verve è insopprimibile.

Ammendola, come attore e doppiatore, vanta collaborazioni importanti al vertice del teatro italiano con Gabriele Lavia, Salvo Randone, Mariangela Melato. La sua voce suadente, ironica, magica è stata scelta e usata da Pasolini, Fellini, Tornatore.

Ha disegnato nella commedia all’italiana personaggi totalmente vitali, forti, sornioni, a volte anche minacciosi. I suoi occhi verde oliva e i suoi tratti latini lo rendono riconoscibile anche all’estero.

I maestri del cinema italiano lo hanno scelto tutti, da Lina Wertmuller a Dino Risi (con cui debutta, ragazzino, in “Operazione San Gennaro”) da Tinto Brass a Vanzina e molti molti altri. Poi tante commedie hanno fatto amare il suo viso, maschera ironica, istintivamente. Antonio Banderas, Murray Abraham sono stati caratterizzati vocalmente dal nostro grandissimo attore. Semplice, di classe, alla mano, non fa mistero di essere simpaticamente affezionato tra le voci di tutti questi Big, in primis a Gatto Silvestro.

La grande popolarità tra i giovanissimi arriva con “Provaci ancora Prof”. Dopo quasi cento film da attore, oggi è regista in teatro ed ora anche di cinema.

Solare, umile, cortese, per strada il pubblico lo riconosce e lo guarda come fosse il vicino di casa affabile e ironico che ci solleva alla vista col suo sorriso generoso. Il fantasma del generoso Principe De Curtis pare aleggiare su questo attore tra artisticità e umiltà.

In Aprile esce il film “A.N.I.M.A”  di cui è regista con Rosario Montesanti ed interprete principale.  MONNA LISA UNPLUGGED con Maria Letizia Gorga è il suo nuovo spettacolo in teatro, di cui è autore insieme a Carla Cucchiarelli e regista che è previsto per Aprile. Inserito in un libro sulle eccellenze napoletane, il nostro “mattatore”, il 26 Gennaio, in occasione del Premio Cicognini alla colonna sonora della Premiata Forneria Marconi per “A.N.I.M.A” riceverà una menzione speciale come interprete del film.

L’uomo italiano cosa teme Pino?

“Teme il ridicolo, lo dico con tristezza. Mentre io vorrei morire ridendo o facendo ridere.”

Le donne italiane di cosa ridono?

“Dello smascheramento del maschio, la nudità interiore e la pochezza del maschio. Io racconto un maschile perdente.”

Quando il sesso diventa una tragedia?

“Diventa una tragedia quando non si pratica!”

Cosa cucineresti ad un nemico?

“Nulla ….più cattivo di così!!! Cucinare per me è un atto di amicizia. Non ho nemici. I deboli si vendicano, i forti perdonano, i felici dimenticano.”

 Tra Fellini e Kubrick ?

“Mi spiace per Fellini, ma… Kubrick. Di Fellini ho capito qualcosa. Kubrick è misterioso. Poi per me gli Americani non sono mai andati sulla luna, mi affascina l’idea che la sua sia stata la grande beffa.”

La figura più bella che hai fatto con una donna?

“Una volta ero ragazzo e come segno del mio amore verso una graziosa studentessa, ho fatto salire un piccolo pallone aerostatico fino alla finestra della sua classe. Ricordo tutti gli alunni affacciati…. beh l’ho stupita sicuramente…”

La figura più assurda?

“Ricordo una estate, ero in barca con amici e abbiamo attraccato a Napoli per una passeggiata. Beh io incontro un’amica. Ero sceso dalla barca senza portafoglio nè documenti, vestito da mare t-shirt e calzoni da tennis. Insomma ci travolse il desiderio e finimmo velocemente ad amoreggiare in una mansarda di Napoli dove abitava. Lei si diresse in bagno e io vedendo un abbaino sui tetti venni assalito dalla voglia di ispezionare il tetto ed uscii nudo. Mi trovai in un dedalo di tetti e finestre, abbaini e non mi ricordavo neppur da che abbaino ero salito… Il panico mi assalì, mi diressi verso un abbaino titubante, ma era aperto e mi avvicinai speranzoso, dunque vidi sotto una coppia matura che mi guardò con gli occhi sgranati a cui spiegai cortesemente l’accaduto; dai loro sguardi mi presero per pazzo… chiesi scusa ma non ricordavo al momento nemmeno il nome dell’amica. Loro, gli attempati signori, poi capirono che abbaino fosse tra i tanti e me lo indicarono, e a fatica ritornai dai tetti nella mansarda … la mia amica intanto era disperata perché vide l’abbaino aperto e io che ero intanto scomparso … Insomma una vera figura di m…. nuda e cruda …..”

Grazie Pino per la tua disponibilità e i tuoi racconti meravigliosi.

“Grazie a te Antonello.”

 

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