Pippo Lorusso: uno showman con un libro nel cassetto.

Una delle voci migliori di m2o ci ha raccontato carriera e simpatici aneddoti, con un sogno...da 'pubblicare'.

Pippo Lorusso nella foto di Carlo Mogiani

Curiosa la vita! Casualità, circostanze ‘strampalate’ che mai e poi mai ti possono far immaginare che alcune persone ‘rientrino’ nella tua vita, in questo caso lavorativa, e ti diano l’opportunità di intervistarle. Questo ‘giro di parole’ per spiegare in che modo sia avvenuto il mio incontro con Pippo Lorusso, attore, speaker radiofonico, show man, presentatore e autore, un artista poliedrico, con una spiccata vena brillante.

Per anni, aihmè, mi svegliavo all’alba, sempre controvoglia, inutile dirlo, e la prima cosa che facevo, quasi un automatismo, era accendere la radio. Non una radio qualsiasi, ma m2o. Ebbene sì, ho bisogno di ‘emozioni forti’ per dare un ‘senso’ al mio risveglio, e chi ascolta m2o sa benissimo di cosa parlo. Ogni mattina, dalle dalle 7 alle 8 ascoltavo “A qualcuno piace Happy” con la musica di Dj Osso, e subito dopo, ero già in macchina, “A Qualcuno Piace Presto” (AQPP)….Sentivo, con mia grande meraviglia, una voce allegra, pimpante, esilarante, bella, in grado di rallegrare i miei ‘pesanti’ risvegli. La cosa che mi colpiva e, confesso, pensavo ogni giorno era “ma come fa ad essere così allegro a quest’ora???” Ho sempre avuto un moto di ammirazione per Pippo Lorusso, un ‘moderno’ interprete della buona radio. E tutto questo mi ha condotta fin quì…ad incontrarlo per voi. Pippo è davvero un artista a tutto tondo. Spot pubblicitari, tra i più famosi “Tra” di Galbusera, Caffè Kimbo con Gigi Proietti, San Bitter con M.Amelia Monti, Nutella, Mini Mega Motta, Carta Aura, Salamini Fiorucci, Famiglia Cristiana…per citarne alcuni. Teatro con numerosi spettacoli che spaziano dal teatro impegnato con Dario Fo, ai musical del Teatro Sistina e poi il suo piatto forte, gli spettacoli comici e brillanti come “Sono di un altro pianeta!” con Antonio Giuliani e il suo esilarante “W la mamma…tanti motivi per farla fuori!” rappresentato nei teatri e nei club in tutta Italia. E ancora il cinema, nel 2015 è nel cast del film “Italiano medio” di Maccio Capatonda dove interpreta Armando, il disoccupato/clochard con la fissa per le connessioni, “Loro chi?” con Marco Giallini e Edoardo Leo. Tra poco, esattamente il 2 Marzo, uscirà nelle sale con un altro film assieme a Maccio Capatonda “Omicidio all’Italiana”.

Il suo più grande amore, però, è sempre la radio, che svolge con grande entusiasmo. Ascoltandolo si percepisce davvero l’allegria e la passione con cui fa radio, e non è poca cosa. La radio è un mezzo ‘difficile’ per molti versi, con il solo utilizzo vocale bisogna trasmettere tutto…emozioni, sensazioni, umori…entrare ‘nel pezzo’…e tutto questo Pippo Lorusso lo svolge perfettamente! Devo confessare che questo è stato un incontro esilarante ed entusiasmante, più una vivace chiacchierata che un’intervista!

Tu sei davvero un personaggio poliedrico…Raccontaci un pochino dei tuoi percorsi artistici.

“Io, come tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo mestiere, intrattenevo le persone, cercavo di farle divertire…Mi sono interessato al teatro fin da bambino, ci andavo sempre con i miei genitori a Novara, poi, finite le scuole dell’obbligo, sono andato a studiare a Milano, mi sono diplomato in una scuola di recitazione ed ho seguito molti corsi. Così è iniziato il mio percorso, che non è stato prettamente teatrale. Ho girato spot pubblicitari, poi teatro e parallelamente la carriera radiofonica. Mi dicevano che avevo una bella voce, che ero simpatico e spigliato. Poi, dopo innumerevoli provini e lavori saltuari, arrivò Maccio Capatonda ed iniziammo a fare un lavoro durato tre anni. Nacque l’occasione con la Gialappa’s per debuttare in televisione con “Mai dire Martedì”, in cui davamo vita a dei trailer demenziali, e nelle “Edizioni del Bradipo” in cui facevamo di tutto. Era il 2007, c’era ancora tanta audience in prima serata, in quel modo ebbi molta più visibilità. Ho partecipato a delle fiction come “Vivere” e “Il Supermercato”, una serie, questa, con Bertolino e la Finocchiaro su Mediaset…La Radio però è diventata sempre più importante. Così arrivai ad m2o con un programma divertente.”

Se dovessi scegliere, per quale carriera opteresti?

“Tutti dicono che il teatro sia quella più completa. Io dico sempre che il teatro è la cosa più bella che esista per un attore, il cinema e la Tv ti danno una grande visibilità oltre ad un riscontro economico, che non guasta, ma io in radio mi sento libero, sono me stesso. Mi sento un po’ come ai tempi della scuola in cui si scherzava con gli amici al bar.”

In effetti, ascoltandoti, dai la sensazione che ti stia divertendo davvero!

“Si, si, assolutamente.”

L’orario, oltretutto, neppure troppo ‘facile’…al mattino presto.

“Il prime-time, è come essere in prima serata in TV, con una concorrenza spietata. Però sono contento. Tutto quello che immaginavo da ragazzino lo sto vivendo ora.”

Che tipo sei?

“Io sono molto tranquillo, mi godo la mia famiglia in semplicità.”

…arriviamo al Cinema…

“Si esatto. Ho debuttato con Maccio Capatonda nel film “Italiano medio”, e grazie a quel film si sono accorti di me! Quello che ho rincorso per 20 anni sta arrivando adesso. Lo stesso anno è poi uscito al cinema “Loro chi” con Marco Giallini ed Edoardo Leo, facevo un regista figlio del boss, quest’anno “Mister Felicità” con Alessandro Siani e Diego Abantantuono in cui interpreto un violinista un po’ sui generis. Poi il 2 Marzo uscirà il nuovo film con Maccio Capatonda che si chiama “Omicidio all’italiana”, molto atteso. Insomma iniziamo l’anno come si deve.”

Tu hai anche lavorato con Dario Fo. Che ricordo ti ha lasciato?

“Un ricordo bello! Io fui chiamato per sostituire un’attrice, in una rassegna per donne, della moglie Franca Rame. Lo spettacolo si chiamava “Il colloquio di lavoro” e lui faceva la regia. Entrai nello spettacolo, e di Dario Fo, che avevo conosciuto durante la sua scuola di recitazione, ricordo che mi diceva sempre, ‘uno che si chiama Pippo deve essere aiutato’. Quindi quella fu più che altro l’occasione per conoscerlo meglio. Era il 1997, lui vinse il Nobel in quel periodo…fu l’occasione per frequentare casa sua, la moglie…In quel periodo era anche in scena con lo spettacolo “Il diavolo con le zinne” con Giorgio Albertazzi…furono veramente un paio di mesi bellissimi, che ricordo con tanto affetto. Da questi personaggi, anche umili, impari molto più che in una scuola o in 20 spettacoli da protagonista…Ricordo le nostre merende al bar, a Porta Romana…Fare merenda con un premio Nobel è una cosa che non si può raccontare! E’ da vivere! Bello! Mi ricordo lo stupore dei miei genitori che mi chiesero: ‘dove vai oggi?’ – ‘Vado a casa di Dario Fo a far merenda!’

Sogni nel cassetto ne hai?

“Continuare così, incrementando un po’ l’aspetto del cinema e magari una fiction televisiva di quelle di lunga serie. In questo periodo ho visto “Rocco Schiavone” con Marco Giallini e “I bastardi di Pizzofalcone”….entrare a far parte del cast di fiction di questo genere mi piacerebbe!”

Hai un aneddoto da raccontarci?

“Te ne racconto due… Mio nonno ha avuto una storia strana. Durante la guerra fu rinchiuso, dopo uno scontro, in Puglia, e volevano farlo poi ripartire per la guerra. Lui non voleva partire, così iniziò a fingersi pazzo. Fu picchiato, violentato, ne subì di tutti i colori, ma riuscì a farsi passare per pazzo…recitò così bene che lo rinchiusero nel manicomio di Novara. Si innamorò talmente tanto di questa città, che vi si trasferì dalla Germania. A Novara, poi, è cresciuta tutta la mia famiglia. Il racconto di mio nonno che diceva sempre di aver recitato, mi è rimasto dentro, e forse per questo il mondo della recitazione ha preso anche per me il sopravvento. Per il secondo aneddoto, premesso che sono ‘mister gaffe’, faccio figuracce dappertutto…ne ho uno simpatico che riguarda Ronconi a teatro. Mi chiamò la sua segreteria dicendomi: ‘abbiamo avuto il suo numero, il maestro vorrebbe lavorare con lei.’  Io, appena diplomato, pensai: ‘figurati se Ronconi vuole lavorare con me!’ Così mi reco all’incontro, tutto teso: ‘ma scusi, le prove?’ E Ronconi: ‘no non si preoccupi, niente prove, la abbiamo già vista e ci hanno parlato molto bene di lei.’ Io, in quel periodo ero in teatro con lo spettacolo di Alessandro Genovesi, che poi negli anni è diventato un regista famoso del cinema, pensai: ‘mamma mia mi ha visto a Teatro, vuole proprio me, com’è possibile che Ronconi voglia proprio me?’ Lui: ‘si inizia domani! Aspetti quì un attimo’. Morale, dopo mezz’ora arriva con la sua cagnolina che aveva subìto un intervento e mi disse: ‘ecco, mi deve curare per tre mesi il cane, perchè io sarò in tourneé, lo porti la mattina e lo tenga qua…’  Avevamo parlato anche di compensi in precedenza, 300 euro a settimana che a me stavano benissimo, pensando di dover lavorare con lui…Quando mi disse così, ci rimasi male e non accettai il lavoro. Dissi di no a Ronconi! Difatti io ho scritto un libro posato in un cassetto, che non mi vuole pubblicare nessuno, in cui, il primo capitolo si intitola proprio ‘Mi voleva Ronconi’. Mi rifaccio a Maurizio Micheli, adoro questo attore, che mise in scena uno spettacolo dal titolo ‘Mi voleva Strehler’.”

Che libro è il tuo?

“Un libro di retroscena sulla mia carriera fino ad oggi riguardanti la radio, il teatro, il cinema, la Tv, i primi spot pubblicitari, c’è di tutto. Ora che ho più visibilità potrei provare a pubblicarlo. Quando ho inviato ad un paio di Editori alcuni capitoli, è piaciuto molto, ma l’Editoria non è in buon momento. Così attendo, la mia carriera cresce, ed ogni anno aggiorno i capitoli. Questo potrebbe essere un altro mio sogno: pubblicare il mio libro!”

Quali sono i registi e gli attori che preferisci?

“Quelli molto ‘naturali’…Diego Abatantuono, Valerio Mastrandrea, Silvio Orlando, Sergio Rubini, sono gli attori che prendo come riferimento, Marco Giallini poi, è veramente incredibile! Come registi… Aspetto di vedere quali faranno i prossimi provini e poi li dirò (ride n.d.r.)! Però mi piacerebbe fare un film con Carlo Verdone, Carlo Carlei regista de “I bastardi di Pizzofalcone”, di questa serie mi è piaciuto il fatto che ha i tempi dello sceneggiato…”

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