Politica virale.

Il Coronavirus non cambia la politica, ma acutizza i suoi problemi.

La nuova Amministrazione Statunitense si palesa assai energica nel rifondare le relazioni con l’Unione Europea dopo che la Presidenza Repubblicana aveva tentato lo smembramento dell’Unione Europea e una certa indifferenza. Non soltanto il Presidente Joe Biden, ma anche il Segretario di Stato, Anthony Blinken imprimono questo orientamento. Blinken, in una riunione tenuta a Bruxelles ha dichiarato: “Gli USA non costringeranno a fare una scelta”, riferendosi ai rapporti tra Unione Europea e USA, Unione Europea e Cina. Ma in realtà l’invito pressante, se non l’obbligo, esiste.
Aggiunge, infatti, Blinken:” Non c’è dubbio che il comportamento coercitivo di Pechino minacci la nostra sicurezza e prosperità, ma questo non significa che non possiamo lavorare con la Cina, ove possibile, per esempio su sfide come il cambiamento climatico e la sicurezza sanitaria”.
Stupisce che Blinken accenni alla collaborazione nella “sicurezza sanitaria” quando siamo ancora incerti sull’origine e sulla propagazione del Virus da parte di eventuali responsabilità cinesi! In ogni caso Blinken critica la collaborazione dell’Italia con la Cina con riguardo alla “via della seta”.
Nei confronti della Russia l’atteggiamento è più aggressivo. L’Amministrazione Statunitense è nettamente contraria al gasdotto tra Russia e Germania per la conduzione delle fonti di energia, Nord Stream 2, e attesta la dislocazione di truppe della NATO ai confini della Russia. Inoltre è palese l’avversione degli Stati Uniti al vaccino russo Sputnik, progettando la diffusione del vaccino statunitense Pfizer in Europa. Anche il Segretario Generale della NATO, Stoltenberg, ha evidenziato il riarmo della Cina, della quale giudica negativa la non democraticità, e dunque il bisogno necessario di difesa occidentale.
Il Presidente statunitense, Joe Biden, critica dall’inizio del suo mandato Cina e Russia, ed in quanto al vaccino, lo promette all’Unione Europea… dopo aver risolto la vaccinazione negli Stati Uniti.
Questa premessa è necessaria per comprendere quel che sta accadendo in Europa e quindi anche nel nostro Paese.
Ho scritto da tempo che il mutamento di Governo in Italia fu dovuto specialmente al mutamento avvenuto negli Stati Uniti. L’Amministrazione Repubblicana tendeva a frantumare l’Unione Europea, paradossalmente un’ Italia legata maggiormente alla Cina serviva alla sconnessione dell’Europa. Di tutt’altra visione i Democratici statunitensi, che vogliono una Europa unita ma retta dagli Stati Uniti. Quando cambiò la politica americana con la vittoria dei Democratici, gli esponenti politici italiani, legatissimi ai Democratici statunitensi, fondamentalmente Matteo Renzi, ebbero la via assicurata per suscitare un nuovo Governo, oltretutto scegliendo l’uomo più stretto agli americani, Mario Draghi.
Stiamo vivendo questo tentativo di rimpossessamento da parte degli Stati Uniti sull’Unione Europea. L’attivismo anticinese ed antirusso è, tra gli altri fattori, un mezzo per ancorare l’Unione Europea agli Stati Uniti nella comune difesa dei valori occidentali contro nemici comuni. E’ la concezione stabilita nel dopoguerra e che ha avuto scarse, o minime alternative, ma che stava emergendo di recente con il minor impegno della Presidenza Repubblicana verso l’Europa e il tentativo, anzi, di scardinare l’Unione Europea, il che ebbe eco in partiti europei assai critici verso l’Unione Europea e nazionalisti o aperti alla Cina, o aperti alla Russia…
L’odierna Ammirazione USA, mette fine o pretende di mette fine a tali orientamenti e ripropone sostanzialmente una Unione Europea a guida statunitense. Niente di nuovo. Ma sono diverse le condizioni rispetto al passato. Tarpata nelle relazioni con la Cina e con la Russia, l’Europa è strangolata.
La formulazione statunitense, che non bisogna utilizzare la Russia a vantaggio europeo se questo vantaggio è anche della Russia, può danneggiare radicalmente l’Europa. E ne abbiamo esempi immediati. Il Nord Stream 2, il gasdotto che unirebbe il passaggio della fonte di energia tra Russia e Germania aggirando l’Ucraina, stabilirebbe sicurezza per i rifornimenti europei, tenuto conto della problematicità della situazione ucraina. È vero che l’Ucraina potrebbe fermare, oggi, il transito, e questo la rende preziosa per l’Occidente, ma ne verrebbero complicazioni ai limiti di una guerra, la Russia non potrebbe essere impedita senza reagire al fermo delle sue esportazioni. Sicché una condotta dalla Russia alla Germania sciolta dal controllo ucraino, favorirebbe la pace ed i rifornimenti europei. Per gli Stati Uniti, favorirebbe le esportazioni di energia russa non più soggetta a controllo ucraino, ossia americano. Fino a che punto gli Stati Uniti cercheranno di obbligare la Germania a rinunciare al Nord Stream 2? Ed ancora, parole e promesse sulla concessione del vaccino statunitense agli europei valgono per un futuro non prossimo, dopo la vaccinazione di tutti gli americani, dichiara il Presidente Biden. Ma ci sarebbe un vaccino, disponibilissimo ed efficace, lo Sputnik, che però gli Stati Uniti di fatto proibiscono all’Europa, in accordo con gli antirussi europei …e con le case farmaceutiche statunitensi (Pfizer).
Tanto nel caso del Nord Stream 2, sia nel caso dello Sputnik, l’Europa ha vantaggio a seguire gli Stati Uniti, hanno vantaggio soltanto gli Stati Uniti e svantaggio l’Europa, hanno svantaggio Europa e Stati Uniti? Le ipotesi potrebbero continuare. In realtà l’Europa, sarebbe vincolata agli Stati Uniti nettamente e, presso che isolata. Certo, non bisogna fare il bene dei rivali, ma se questo comporta non fare il proprio bene, la situazione è impervia. Gli Stati Uniti sono autosufficienti nelle energie, lo saranno nei vaccini, l’Europa non lo è nelle energie e al presente non lo è nei vaccini. Che dobbiamo fare?
Già, che dobbiamo fare. In Italia ed in altri paesi europei si definisce una strategia del genere: chiudere, limitare i contagi ed intanto vaccinare. Si vorrebbe ottenere un risultato incrociato nella contemporaneità dei provvedimenti. Chiudendo, limitare i contagi, dicevo, e nello stesso tempo, vaccinando, tutelare il momento in cui saremo riaperti. Ottima strategia. Non fosse che i vaccini non ci sono o non sono sufficienti. Stiamo in guerra con scarse munizioni, con il rischio di uccidere l’economia, ed in sovrappiù non tutelare la salute. Ma non è detto. Si progettano acquisti di vaccini a milioni e milioni, vaccinazioni quotidiane a centinaia di migliaia, certo, passerà qualche mese, forse qualche anno, nel frattempo rimarremo chiusi.
Ipotesi: la gente cadrà in una malinconia da non reagire a niente, perdendo forza, fiducia, voglia; la gente in parte si infurierà; la gente un giorno sarà furiosa, un giorno dormirà interamente… Intanto pare che l’India non esporti gli elementi necessari per i vaccini, pare che faremo i vaccini da noi, pare che vogliano rendere obbligatorio il vaccino, di una certezza mi convinco: che passeremo mesi e mesi in condizioni tramortite. Spero soltanto che non giungiamo alla persecuzione del non vaccinato. Ma ne dubito. Quando non si è capaci di sanare, si inventa sempre un colpevole da bruciare. Arriveremo a sostenere che medici e personale sanitario non vaccinati cagionano la diffusione del virus? Ritengo di sì. Il vaccino diverrà obbligatorio? Credo di sì. Questo salverà dal morbo? Non saprei. Mi pare una malattia di lungo e variabile corso. Che propongo? Ne dirò.

 

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