Presentati, in anteprima per la stampa, i nuovi episodi de “Il commissario Montalbano”.

In una gremita sala stampa Rai di Viale Mazzini, sono stati presentati, ieri mattina, i due nuovi episodi della gloriosa serie TV. "Lo sforzo maggiore del mio lavoro di regia è stato quello, nel rispetto dello stile di Sironi che ha dettato le regole 20 anni fa, di assecondare l’estetica del mondo di Camilleri e della sua capacità di raccontarci il mondo"- le parole di Luca Zingaretti.

Luca Zingaretti

Per i fan del commissario più amato d’Italia l’attesa sta per finire. Il 9 e il 16 Marzo Raiuno manderà in onda due nuovi episodi girati la scorsa estate. Il primo è “Salvo amato, Livia mia”, tratto dai racconti di Andrea Camilleri “Salvo amato, Livia mia”e “Il vecchio ladro”. Il secondo, “La rete di protezione”, è la trasposizione dell’omonimo romanzo del grande scrittore siciliano.

Ma non è tutto. Quest’anno, il personaggio interpretato da Luca Zingaretti arriva per la prima volta al cinema per un evento straordinario in anteprima assoluta: “Salvo amato, Livia mia”, infatti, sarà proiettato il 24, 25 e 26 Febbraio nelle sale cinematografiche.

I due nuovi episodi, girati come sempre nel ragusano, tra Scicli, Ragusa Ibla, Punta Secca, Modica, Donnalucata e Sampieri, non prevedono guest star e sono tra loro molto diversi. Il primo, infatti, sarà centrato sulla relazione tra Salvo (il Commissario) e la sua storica compagna Livia, interpretata dal 2016 da Sonia Bergamasco. Ma anche in questo caso, Montalbano sarà alle prese con un delitto, quello di Agata, una vecchia amica di Livia ritrovata cadavere in un corridoio dell’archivio comunale. Una violenza sessuale degenerata in omicidio, sembra l’ipotesi più ovvia, ma non convince Montalbano, che inizia la sua indagine.

Con questi due nuovi episodi, la più fortunata, premiata e acclamata serie italiana, arriva a un totale di 36. Ma questa nuova stagione, la 14a, ha per certi aspetti un sapore diverso. La scorsa estate, infatti, proprio mentre i nuovi episodi erano in lavorazione, nel giro di poche settimane sono venuti a mancare sia il padre “biologico” di Montalbano, lo scrittore Andrea Camilleri, sia il papà “televisivo” del Commissario, Alberto Sironi, regista della serie fin dal suo primo episodio del 1999, “Il ladro di merendine”.

A proseguire il lavoro di Sironi è stato quindi lo stesso Luca Zingaretti, che debutta così come regista di una serie televisiva. “Abbiamo lavorato con tutto il cast storico di questa serie di cui siamo particolarmente orgogliosi. Un grande successo per la Rai” ha detto Luca Zingaretti in occasione della Conferenza Stampa Rai di ieri mattina, ed ha aggiunto un ricordo di Alberto Sironi “Fate bene ad applaudirlo, perché in vita di applausi non gliene hanno fatti molti”.

L’incontro si è aperto con un toccante video di Andrea Camilleri, ricordato attraverso un’intervista rilasciata a Vincenzo Mollica, prima di morire, in cui il Maestro spiega cosa rappresenta “Il Commissario Montalbano”: “Montalbano unisce l’Italia e sarebbe bello se fosse unita per altro. Questa cosa stupisce anche me, ma Montalbano rappresenta l’italiano medio che si muove bene nella vita. Forse gli italiani si riconoscono e quindi è bello. Montalbano ha una lealtà di fondo e fa sì che la sua realtà primeggi su qualsiasi altra cosa, sia nei rapporti con i superiori, sia in quelli con gli indagati. È difficile che sia sleale nella conduzione delle indagini e nella conduzione della sua vita. La ricerca di una verità relativa, sapendo benissimo che esistono diverse verità, è rappresentata dal fatto che il risultato di indagine non sempre combaci con quello giudiziario. A Montalbano interessa raggiungere una sua verità”.

“Portiamo ‘Il Commissario Montalbano’ al cinema dal 24 al 26 Febbraio. Un sogno che si realizza, un regalo per il nostro Andrea Camilleri”. Così ha sottolineato in conferenza stampa, ieri, il produttore Carlo Degli Esposti presentando i due nuovi episodi del “Commissario Montalbano”.
In particolare, “Salvo amato, Livia mia” avrà una distribuzione evento nei cinema italiani per tre giorni e gli incassi andranno in beneficenza all’Ospedale Spallanzani e ad altre associazioni benefiche. “Era stato Andrea Camilleri – ha rimarcato con emozione Degli Esposti – a confidarmi una volta che avrebbe tanto voluto vedere Montalbano sul grande schermo. Abbiamo attraversato un’estate difficile, quella del 2019, quando sono venuti a mancare sia Andrea sia un altro storico collega e amico, il regista della serie Alberto Sironi. Confesso che sento un vuoto, una chiara assenza… Mi mancano quei momenti di confronto settimanale. Ringrazio in particolare Luca Zingaretti per essersi messo in gioco anche come regista dei nuovi episodi, completando così il lavoro di Sironi”.

Luca Zingaretti è parso visibilmente commosso alla presentazione de “Il Commissario Montalbano”, data l’assenza di due punti di riferimento e amici quali sono stati Andrea Camilleri e Alberto Sironi: “Ci tengo a precisare che è il primo anno senza, non solo un padre letterario e un mio professore in accademia, ma anche senza Alberto Sironi che è un grande amico e un complice di questi 20 anni. Siamo andati al fronte insieme e abbiamo combattuto tante battaglie — ha detto Luca Zingaretti, che ha diretto i due nuovi episodi della serie televisiva più amata del nostro Paese raccogliendo il testimone dal regista scomparso -. Lui ha trasformato il materiale di Andrea Camilleri in qualcosa di ottimo per la televisione, perché anche film tratti da capolavori hanno deluso il cinema alcune volte. Se noi abbiamo ritrovato l’anima di Montalbano, una grande parte è dovuta al lavoro di Alberto. Aveva tanti difetti, era un casinaro e raccontava le barzellette dopo che dava il motore e l’azione. Io ho già detto che era buono, la bontà è un grande valore. Era un capoccione, ma era un uomo davvero buono e a lui si devono buona parte dei meriti di questa lunga cavalcata. Sono sicuro che quando ci vedranno, berranno dell’ottimo vino rosso lì dove si trovano. E va ricordato anche lo storico scenografo Luciano Ricceri, anche lui scomparso di recente. Dietro l’immagine di Vigata c’era lui. In tutto tre grandi uomini, che dobbiamo ricordare e festeggiare, perché hanno apprezzato, amato tanto la vita. Sforziamoci allora di ricordarli con un clima di festa”.

Poi Luca Zingaretti ha proseguito: “Mi sono trovato ad affrontare la regia ed è stata un’esperienza bella e dolorosa, mi chiedevo ogni giorno che cosa avrebbe detto Alberto su ogni scena. Se subentri, devi capire cosa avrebbe fatto chi ti ha preceduto. Se posso permettermi, credo che di mio ci sia una melanconica dolcezza che è un po’ lo spirito con cui ho fatto questi ultimi due episodi. Pensavamo che Alberto potesse tornare, ma non è stato così. Voglio ringraziare tutti i miei colleghi, quelli storici e nuovi, perché ad un certo punto ho preso in mano la situazione e non ce l’avrei fatta senza di loro. Ho lavorato 24 ore al giorno, sono sicuro che qualcuno pensava che prendessi delle anfetamine! In questi giorni mi fa piacere pensare a questa mia esperienza, perché Alberto mi ha dato il testimone come fanno due amici che, viaggiando in macchina, si scambiano. Alberto se n’è andato addormentandosi mentre guidavo io. Mi piace pensare che riveda in questi film lo spirito di una famiglia che ha voluto portare in porto una impresa”.

La responsabilità della regia è stata una novità per Luca Zingaretti. Nonostante Camilleri avesse detto, prima di interpretare Tiresia, che si era stufato, perché la casa editrice Sellerio non voleva pubblicare altri romanzi e lo stesso Zingaretti aveva detto basta, in passato, col Commissario Montalbano: “Nel 2008 decisi di abbandonare  la produzione per un problema di strategia, perché pensavo di dover uscire prima di rompere le scatole. Passato un anno/due senza farlo, dissi che ci mancava e ho chiesto di rifarlo. Considero quella mia decisione e la contro decisione una scommessa vinta, perché gli applausi sono aumentati”.

Durante l’incontro stampa Zingaretti ha anche raccontato come ottenne il ruolo de “Il Commissario Montalbano”: “Comprai il primo libro ma lo misi da parte, qualche mese dopo lo lessi e mi innamorai del personaggio. Volevo comprare i diritti ma non avevo una lira, quando Palomar li prese, feci di tutto per fare un provino. Lottai sei mesi, devo ringraziare la produzione. Camilleri ha sempre detto che lo immaginava con i capelli biondi e i baffi! Non era facile avere questa parte per un film tv, perché all’epoca ero bravo per gli addetti ai lavori ma non conosciuto. Forse Andrea non ha mai cambiato idea, ma ha detto che sono stato bravo”. Sul futuro invece spiega: “Un regista e un autore che ci scrivevano i testi non ci sono più. Non sono ruoli secondari. La Rai ha scelto di girare tre episodi e ha un progetto anche per l’anno prossimo. Io voglio vedere cosa succede salutando i nostri eroi, poi voglio sedermi facendo sedimentare il dolore e riflettere se è il caso di finirla quà oppure se prendere il testimone e concludere in bellezza con l’ultimo romanzo nella cassaforte di Sellerio, aggiungendo anche che c’è un altro romanzo uscito mentre giravamo a Maggio e Giugno. Dipende se ce la sentiamo di andare avanti senza figure fondanti oppure fermarci. Voglio elaborare il lutto e digerire questo dolore”.

Le storie del commissario di Vigata, partite dagli ottimi risultati delle prime stagioni, sono cresciute fino agli ascolti impressionanti degli ultimi anni (alcuni episodi hanno superato 11 milioni di spettatori e il 45% di share). E hanno consolidato il loro successo nel tempo anche grazie alle oltre 200 repliche in prima serata, continuando a ottenere ascolti notevoli anche dopo ripetuti passaggi e perfino nel periodo estivo. Un successo che non si limita all’Italia: le inchieste di Montalbano, infatti, sono stata trasmesse in 65 Paesi e in tutti i continenti, trasformando la magia di Vigata, con i suoi muretti a secco, gli ulivi, le tonnare abbandonate, i ristorantini sulle terrazze con vista sul mare e il tramonto, in patrimonio dell’umanità.

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