Remo Pannain: “Vivere in maniera magica, aiuta a vivere meglio!”

LF, in occasione dello spettacolo "Supermagic", visibile online, domani 6 Febbraio, a partire dalle 17.00, ha chiacchierato con uno degli ideatori dello show, Remo Pannain, avvocato penalista e illusionista per passione.

E’ ancora vivido, in me, il ricordo di quando, da bambina, mi stupivo, mi incantavo letteralmente, davanti ai giochi di prestigio del mago Silvan – ai miei tempi tra i maggiori illusionisti del nostro territorio -. Mi meravigliavo ogni volta, a tal punto da farmi regalare, dai miei genitori, il suo libro, “Sim Sala Bim”, formula da lui pronunciata prima delle sue esibizioni. Confesso che ho provato a rifare qualcuna di quelle magie, anche se me ne riuscirono solo un paio… una, ancora la ricordo: con un fazzoletto feci sparire una moneta… un autentico divertimento assieme agli amichetti! Ma le mie velleità da ‘maga’, si conclusero con quella parentesi!

Ho preferito lasciare la magia a chi la ‘pratica’ seriamente!

Magia! Ma cos’è la magia? Illusione, abilità di mano, suggestione. C’è una parte di verità in ognuna di queste definizioni. Ma, in fondo, la risposta che più di tutte riassume il senso intimo della magia può essere ritrovata in una sola parola: creatività.

La creatività necessaria non solo per ideare un nuovo numero, ma anche per fornire la propria personale rielaborazione di qualcosa di già noto. Studiare l’arte magica apre la mente ad un linguaggio completo ed accattivante, fatto di pratica, conoscenza e divertimento. In generale, il compito dell’illusionista è quello di creare l’illusione di un accadimento magico nella mente dello spettatore, generando un sentimento di meraviglia.

È comunque necessario che la mente dello spettatore sia preparata ad accettare come magico il fenomeno a cui sta per assistere.

In pratica, non è realmente importante ciò che l’illusionista fa, ma come lo spettatore vive l’effetto.

Un bel trucco di magia piace a tutti perché i trucchi di magia violano le nostre credenze sul mondo. Siamo sorpresi, sgraniamo gli occhi con stupore, abbiamo l’aria perplessa, applaudiamo e poi vogliamo che l’illusionista ricominci da capo.

Tutto ciò porta ad un altro principio base: la naturalezza. Perché un’azione “truccata” sia accettata come normale da uno spettatore essa deve essere eseguita in modo naturale, ossia deve mimare esattamente il movimento naturale cui essa si ispira.

L’illusionista prende una moneta, la nasconde nella mano e, dopo un gesto magico, la fa scomparire misteriosamente, per farla poi riapparire da dietro l’orecchio di qualcuno. Mentre guardi questa performance, capisci perfettamente che gli oggetti non possono semplicemente materializzarsi dal nulla, anche se questo è esattamente ciò che hai appena sperimentato. Trucchi di questo tipo sono una delle più antiche forme di intrattenimento e nel corso della storia i prestigiatori hanno stupito il pubblico esibendosi in illusioni dell’impossibile.

C’è una persona, o meglio, un illusionista, che, pensate un po’… nella vita di tutti i giorni, è un affermato avvocato penalista! Lui ha sapientemente fatto sua l’arte magica sin da piccolissimo: sto parlando di Remo Pannain, che dopo aver ricevuto in dono, a soli 5 anni, la prima scatola magica, è diventato un grande appassionato di giochi di prestigio.

Pannain ha studiato a lungo le basi del close up, della magia da scena e da salotto, sotto la guida dei migliori prestigiatori romani. In realtà il suo primo Maestro nel mondo dei prestigiatori è stato il “Mago Franck”, al secolo Franco Andreucci di Viareggio. Andreucci è un eccellente prestigiatore, uno dei primi vincitori della bacchetta magica d’argento, che gli ha insegnato moltissimo, con il suo esempio e con la sua praticità. A Roma ha avuto la fortuna di essere ammesso a casa Zelli, dove ha ricevuto i severi, ma attenti insegnamenti del Professore, ha conosciuto Tony Binarelli, che considera un grande Maestro; ha frequentato spessissimo “Curiosità e magia” il negozio di Franco Contigliozzi, allievo diretto di Slydini.

Remo Pannain deve, inoltre, la sua passione per la cartomagia, a Lamberto Desideri, del quale si considera un allievo. Vinicio Raimondi, gli ha sempre dato ottimi consigli e una fraterna amicizia. Senza dimenticare i suggerimenti di Claudio Pizzuti, di Arsenio e Tesini.

Si è esibito in tutto il mondo, avendo l’opportunità di conoscere e imparare direttamente da Vernon e da Slydini, vincendo un premio internazionale a Cannes, e, subito dopo, ingaggiato nei gala di Close up dei maggiori congressi magici: Magic Hands, due volte Ron Mc Millan ecc.

Oggi, quando la professione nel foro glielo consente, Pannain si esibisce a “Supermagic”, evento da lui ideato assieme a tre prestigiatori professionisti, Cerchietti, Gianni Mattiolo e Mirco Menegatti, spettacolo che gli ha dato, e continua a dargli, tantissime soddisfazioni da ben 19 anni.

E proprio in attesa di tornare in teatro, ad ammirare quello che è un vero e proprio show della magia, Remo Pannain offre a tutti noi un nuovo straordinario spettacolo di “Supermagic” con i migliori illusionisti del mondo, da guardare comodamente a casa con tutta la famiglia.

Sabato 6 Febbraio (domani) dalle ore 17.00 sarà infatti possibile assistere, gratuitamente, allo spettacolo in rete “SUPERMAGIC – LA STORIA”.

Un “Supermagic” mai visto prima e che non si potrà vedere mai più!

In diretta dal Teatro Olimpico di Roma, Remo Pannain presenterà alcuni dei migliori numeri delle passate edizioni. Un viaggio nel tempo e nella storia del “migliore spettacolo di magia” (così qualificato dalla Fédération Internationale des Sociétés Magiques).

Per vedere lo spettacolo “Supermagic – La storia” è necessario prenotare il biglietto omaggio sulla pagina www.supermagic.it/supermagic-la-storia. Compilando e inviando la richiesta di prenotazione si riceverà il biglietto con l’accesso per vedere lo spettacolo gratuitamente Sabato 6 Febbraio alle ore 17:00.

Ma ora lascio la parola a Remo Pannain che, attraverso questa lunga e piacevole chiacchierata, ha saputo farmi riprovare tutta la inebriante meraviglia che mi attanagliava da bambina quando guardavo maghi ed illusionisti…

Remo Pannain, noto avvocato penalista e prestigiatore… due mondi totalmente differenti. Com’è iniziato il suo approccio con la magia?

“Io ho iniziato a fare il prestigiatore quando ero veramente bambino. La prima cosa che ebbi modo di vedere dopo Carosello fu “Scala reale” – Canzonissima -, la cui sigla era realizzata da Silvan. Da lì in poi, mi appassionai… Nella TV per i ragazzi ricordo anche “Occhio al trucco”, in cui, delle mani guantate di bianco, in una scatola nera, facevano giochi di prestigio che poi spiegavano. Però la vita di tutti i giorni mi ha portato a fare l’avvocato penalista. Appartengo ad una famiglia di avvocati. Sono laureato in legge, ho fatto l’esame – che ho superato al primo colpo – per esercitare la professione, ed eccomi quì. In realtà non sono proprio due cose diverse: tutti i giorni in cui sono in udienza in tribunale, mi alzo e parlo come se fossi su un palcoscenico. E poi c’è anche un’altra cosa abbastanza curiosa: quando il prestigiatore fa un gioco, lo spettatore racconta quello che ha visto, ma in realtà, il suo ricordo è molto più magico di quello che è avvenuto davvero… Un pochino, anche noi avvocati penalisti dobbiamo fare in modo che il ricordo del giudice, in camera di consiglio, si soffermi sulle cose a favore del nostro cliente e non sulle altre. Un po’ di parallelismi ci sono!”

Immagino quindi, che lei, sin da piccolo, avrà allietato gli amici, durante le feste con i suoi numeri di magia…

“Sicuramente sì… La mia prima riunione nel mondo dei prestigiatori è avvenuta a 12 anni. Quando, verso i 15 anni, c’era un po’ di timidezza ad avvicinare la ragazzina carina, a volte suppliva il gioco di prestigio.”

Quali sono i suoi rapporti con la magia? Maghi si diventa?

“Maghi si diventa. Tutti possono diventare prestigiatori ed è anche per questo che il gruppo di “Supermagic” ha creato un’Accademia in cui si possono studiare i giochi di prestigio e l’arte magica. Grandi maghi si nasce… un po’ come Maradona, che era un grande calciatore, o Pelè… tutti possono giocare a pallone, se vogliono, ma a grandissimi livelli si arriva se si ha quello specifico talento.”

Qual è la sua magia?

“La mia magia più forte ad oggi è “Supermagic”, una delle più riuscite. Abbiamo fatto per 18 anni lo spettacolo dal vivo e ci prepariamo a fare il diciannovesimo, l’anno prossimo… In Italia, di magia ad alto livello c’è solo “Supermagic”. Riconosciuto come migliore spettacolo dalla Federazione Internazionale delle Società Magiche, vi sono passati 90 tra i migliori prestigiatori al mondo, quasi tutti veri campioni. Abbiamo portato, per la prima volta, davanti ad un pubblico profano, non di prestigiatori, il campione del mondo in carica della magia.”

Supermagic, vorrei ricordarlo, è stato da lei ideato, se non sbaglio?

“L’ho ideato assieme ad altri tre amici un po’ “fuori di testa” come me, che, però, sono prestigiatori professionisti: Cerchietti, Gianni Mattiolo e Mirco Menegatti. Dopo la prima edizione siamo andati avanti e oggi è quell’evento che tutti conoscono.”

Le hanno mai chiesto di svelare un trucco?

“Sì, me lo chiedono tante volte! Ma non è il trucco il vero segreto del prestigiatore… lei quando vede un gioco di prestigio non deve dire – “quant’è bravo il prestigiatore, chissà come farà?”- Se l’artista riesce a stimolarle il pensiero – “Che bello!”- allora è un artista. Noi creiamo l’intrattenimento attraverso lo stupore, ma soprattutto dobbiamo suscitare delle emozioni. Se invece lo spettatore si sofferma sul trucco, qualcosa non è andato bene.”

C’è un maestro che l’ha ispirata?

“Certo! Come tutte le cose, si impara con il maestro, ancor più i giochi di prestigio. Oggi, alcuni imparano su Internet… il trucco potrai anche apprenderlo sui siti o nei libri, ma il segreto te lo tramanda il maestro.”

E’ vero che durante i suoi spettacoli è vietato accedere dietro le quinte?

“Le quinte di “Supermagic” sono blindate, perchè è un mondo pieno di segreti. Tant’è che tutti i tecnici, quelli che in gergo vengono chiamati i ‘servi di scena’, sono prestigiatori. E devo dire che il gruppo dietro le quinte di “Supermagic” è uno dei più forti che ci siano! Talvolta sono sorti problemi, c’è sempre qualcosa di inatteso, un incidente, ma il pubblico non se ne accorge mai. Lo spettacolo procede perfetto, come deve essere, perchè lo staff ormai è formato da prestigiatori sensazionali, molti dei quali sono diventati prestigiatori professionisti che interrompono la loro attività durante le due settimane di spettacolo.”

A che punto è la magia in Italia?

“In Italia la magia è sempre un po’ indietro, per questo ‘Supermagic’ ha deciso di aprire l’Accademia… noi, abbiamo tirato fuori dal nostro gruppo di lavoro, il campione italiano in carica, Massimiliano Cardone, in arte “Maxim”, che si è esibito due stagioni fa, e l’anno scorso, il filo conduttore è stato Matteo Fraziano, giovane prestigiatore romano, veramente molto forte. Speriamo di poter aiutare presto altri appassionati a diventare prestigiatori forti. Certo, non è cosa facile, perchè l’arte magica, come tutte le discipline, presuppone impegno e studio. Parallelamente a successi scolastici dei ragazzi… non si può essere bravi prestigiatori e ‘ciucci’ a scuola.”

C’è un momento della sua vita che definirebbe magico?

“Certamente…: quando ho conosciuto mia moglie e, altrettanto certamente, quando sono nati i miei figli! Quelli sono momenti veramente magici per tutti, penso.”

Quanta “magia” occorre per superare un momento come quello che stiamo vivendo?

“Ci vuole la magia. Noi diciamo sempre che vivere in maniera magica aiuta a vivere meglio! Bisogna anche avere fiducia nel proprio potere personale, nella propria parte magica, quella che a scuola ci insegnano essere l’immagine somigliante a Dio, la spiritualità, quindi.. Avere fiducia e ottimismo. Quest’anno, ‘Supermagic’ si potrà vedere, Sabato pomeriggio, 6 Febbraio, online, anche per dare un segnale tangibile … La magia è certamente più forte delle scelte di terze persone, la magia è più forte delle malattie, la magia è più forte della politica, di tutti i problemi che ognuno si crea o pensa di avere, e soprattutto, vogliamo portare un pensiero di rispetto nei confronti di tutti i lavoratori dello spettacolo che stanno a casa. L’attore ha problemi, sì, ma tutto il personale che si occupava dell’apertura dei teatri, del sipario, è un gruppo importante, che merita rispetto … anche per loro abbiamo messo online lo spettacolo.”

Progetti futuri?

“Continuare a portare la grande magia dal vivo al pubblico romano, e forse, a quello nazionale… Continuare a far crescere i giovani che ne hanno voglia, e, soprattutto, non mollare mai! Noi ci siamo!”

Concludendo?

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“Guardate questo “Supermagic” online, perchè anche se avete già visto qualcuno tra i numeri scelti per lo spettacolo, quel cast insieme, non lo rivedrete mai più. Uno spettacolo unico. Sarà visibile quando si vorrà e gratuitamente.”
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