Renzo Arbore…fa il boom!

Fa registrare un ottimo risultato il ritorno in TV di Renzo Arbore con "Guarda...Stupisci" su Rai2 con Nino Frassica e Andrea Delogu.

Il programma “Guarda…Stupisci” (sottotitolo: Modesta e Scombiccherata Lezione sulla Canzone Umoristica Napoletana) al suo debutto in prima serata, Mercoledì 12 Dicembre, ha ottenuto 2 milioni 603 mila spettatori e uno share del 14,5 il secondo valore di share più alto della stagione per la rete, dopo Russia-Italia di volley mondiale del 22 Settembre scorso. Alle 21.52, sulle battute di Arbore e Frassica è stato raggiunto il picco di oltre 4 milioni di spettatori.

Una concentrazione di talenti straordinari, che divertono il pubblico. Una bellezza artistica rara da trovare oggi nella televisione italiana. Un programma che si caratterizza per una grandissima artigianalità, fatta in casa Rai, la stessa Rai che è orgogliosa di aver riportato in vita questo tipo di televisione. Riuscire a far ridere senza essere volgari,  anche sfiorando la volgarità.

Renzo Arbore spiega il significato ed il dovere di questo format in un’intervista, in conferenza stampa, in cui sottolinea come l’auditel sia cosa ben lontana dalla qualità di un programma. Il suo boom televisivo è dato dalla qualità del programma e dei suoi protagonisti.

Renzo, la Rai ha investito molto su questo progetto, ora realtà televisiva. Voi siete un traino per la Tv di oggi, questo vuol dire che manca qualcosa alla televisione italiana per tornare ad essere grande come in passato?

“Alla televisione mancano dei format nostri. La televisione italiana ha inventato dei format fantastici, commedie meravigliose, ora invece si prendono i format all’estero e portati da noi. Qualcosa di questi è anche interessante, ottimo, ma sono internazionali. Io credo che si debbano ricreare delle trasmissioni nuove, basandosi sulla cultura Italiana. Speriamo che questa nuova gestione, io parlo della Rai, li cerchi e li trovi, soprattutto.”

Come avete scelto la vostra classe di “studenti”, visto che il format riprende il passato, pensando anche al presente?

“Sia per “Indietro tutta…30 e lode” sia per questo programma, abbiamo cercato non il solito pubblico plaudente dei soliti programmi televisivi, ma abbiamo selezionato il pubblico. E’ una cosa che ci siamo inventati dai tempi di “Indietro tutta”, facendo i provini con il pubblico ed il pubblico stesso è diventato protagonista, addirittura cantando. Il primo pubblico canterino era ad “Indietro tutta”. Per questo format abbiamo scelto un pubblico di studenti giovani, di diverse discipline dello spettacolo; alcuni aspiranti artisti cantanti, altri studiosi di comicità, altri che vogliono fare gli attori, insomma, ragazzi che hanno voglia d’imparare e quindi noi, da professori, abbiamo voluto farli partecipi dello spettacolo del passato, rimodernato ad oggi, per far si che loro non dimentichino la bellezza del passato stesso o che lo riscoprano attraverso questo format. Bisogna sollecitare la memoria della gente, perchè il nostro spettacolo è una cosa da imparare. Lo spettacolo milanese, quello napoletano, ecc.”

Cosa manca ai giovani per tornare a guardare e stupirsi dell’intrattenimento nazionale?

“Oggi c’è una televisione del pubblico come “Italian’s got talent”, “Tu si que vales”, questa roba qua. Si cercano nuovi talenti, ma mancano gli umoristi del calibro di Nino Frassica o gli umoristi improvvisatori come Roberto Benigni, Massimo Troisi, Carlo Verdone, un umorismo che noi abbiamo cercato di riportare sotto i riflettori, ma è anche vero che oggi questa scuola è un po’ sofferente. Dobbiamo sottolineare come ci sono trasmissioni premiate dall’auditel, ma non sono di qualità e sono molte, poi ci sono trasmissioni che non sono premiate dall’auditel, ma sono di qualità.”

Parli dell’indice di gradimento?

“Si, io sono nato nell’epoca in cui c’era l’indice di gradimento e vi dico che la trasmissione “Quelli della notte”, non aveva tantissimi telespettatori, ma eravamo amatissimi. La gente si ricordava a memoria le canzoni. Io ho sempre cercato di fare programmi da amare e non per fare grandi numeri di ascoltatori. Il grande ascolto l’abbiamo fatto con “Indietro tutta”. Bisogna tornare ai format di qualità e ridimensionare il valore dell’auditel. A me non interessa avere molti telespettatori, ma fare un programma ricordato per la sua qualità per molto tempo. Nella storia della musica, una canzone bella, che resiste al tempo, non diventerà mai vecchia, ma antica, e quindi, intramontabile e quindi, degna di essere ricordata per sempre.”

Proprio questa, ormai da tempo, la mission civile di Renzo Arbore che con le due serate da Napoli continua nello sviluppo del suo nuovo format televisivo: l’educational show! Lo spettacolo che divertendo insegna.

Alla prossima serata di Mercoledi 19 Dicembre.

 

 

 

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