Reviviscenze d’autore.

Il vintage, una lenta trasformazione che ha catturato l'attenzione del mondo, una moda non più intesa come usato ma come sinonimo di qualità ed eccellenza.

Audrey Hepburn Colazione da Tiffany

Il vintage: oggetti che attraverso lo scorrere del tempo acquisiscono una loro identità, un loro status, assimilano con lo scorrere delle epoche, delle doti di irripetibilità e irriproducibilità, divengono testimonianza dello stile di un’epoca passata.

Il revival: riproposizione in forme rinnovate di fogge del passato, un processo spesso veicolato da fattori di tipo sociale, politico e ambientale.

Ma cos’è che accomuna un revival e il mondo del vintage?

Il primo revival nella storia del costume, si può collocare nell’epoca del Direttorio, con l’ascesa al potere di Napoleone. Il processo di attualizzazione della moda di epoca classica fece sì che la rigidità dei corpetti in stecche di balena e dei verdugali, fosse sostituita dall’impalpabilità delle mussole bianche di chiara ispirazione al mondo romano e greco. Il termine vintage, invece, proviene dal francese vendege, utilizzato principalmente per indicare i vini d’annata e successivamente esteso anche all’ambito dell’oggettistica e dell’abbigliamento.

Elementare accostare le due terminologie, il mondo della moda si è palesato sin dagli inizi del ‘900 come un continuo revival di stili passati, come una ricerca spasmodica nell’accostare e attualizzare il passato attraverso le vesti, accrescendo così una spirale di consumismo. Questo fece sì che, in America, nel secondo dopoguerra, per sopperire alla scarsità di materie prime e denaro, i ceti sociali meno abbienti, fecero ricorso al mercato dell’usato pur di poter variare il proprio stile frequentemente.

Attualmente credo che il vintage sia una scorciatoia per la ribellione nei confronti del fast fashion, di un ambiente che crea convulsamente abbigliamento di scarsa qualità. Si può infine affermare che il vintage sta nell’occhio di chi osserva: un estimatore attento e avvezzo alle evoluzioni del costume, può distinguere un pezzo che possiede delle potenzialità e che vale la pena mettere a riposare per qualche anno in barrique, ovvero, nel proprio armadio.

Capi intramontabili perciò, frutto di continui revival, possono acquisire un fascino vintage qualora siano lontani dalle procedure del consumismo attuale, qualora abbiano una propria identità disgiunta dai dettami correnti del contesto storico e culturale.

 

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