Ripartire dal Sud.

Anche il Meridione ha imprese che risentono della crisi e, del resto, anche impiegati e pensionati ne risentono e ancor più ne risentiranno per l'insieme della circostanza tanto drammatica.

La situazione dell’Italia meridionale è abbastanza paradossale, molti sono dipendenti statali, molti sono pensionati, e quindi, ripeto, paradossalmente, scontano la crisi meno di territori a diffusione imprenditoriale come il Nord. Evidentemente anche il Meridione ha imprese che risentono della crisi e, del resto, anche impiegati e pensionati ne risentono e ancor più ne risentiranno per l’insieme della circostanza tanto drammatica. Ma vi è una ulteriore caratteristica percettiva della crisi al Sud, essa viene intesa come continuità di una indifferenza o difettiva cura del Sud da parte del Governo Centrale, del Nord, e, ovviamente, dei poteri locali. Il distacco tra istituzioni e società civile al Sud è radicale. E’ una sfiducia antica, che ha avuto caratteristiche violente dopo l’Unità e che serpeggia ancora, basti pensare che al presente è sorto un movimento che rivendica l’equità fiscale ritenendo che il Nord abbia fruito di vantaggi nei confronti del Sud. Il Movimento, ispirato dal saggista Pino Aprile ha buon seguito ed una vivace presenza nei Social.

Si animano anche altre ipotesi sempre per il risogimento del Sud, alcune antinordiste, altre come risorgimento, e basta, miglioramento delle condizioni del Sud (Alleanza Centrista, La Casa dei Cristiani Democratici), in linea di massima vorrebbero attingere ai ceti moderati e cattolici e sono oggi laterali al CentroDestra, con qualche residuo antileghista… Non è sospettabile, quanta animazione culturale e civile esiste al Sud, segnalo, a seguire, talune personalità, presso che tutte impegnate nell’altro campo, non impiegatizio, né pensionistico, ma il campo che sta al centro del turbinio oggi estremo: l’impresa.

Credo che la bella, ordinata, attiva Cosenza sia la più rilevante città della Calabria e tra le più rilevanti del Sud, a Cosenza è inevitabile, oltre che indispensabile, incontrare Sante Blasi, è stato imprenditore, esponente delle PMI ed oggi è Vicepesidente dell’Ente Sportivo Sociale Europeo, responsabile per il Sud. Blasi ritiene che: ”Lo sviluppo futuro della Calabria passa per l’Agricoltura, il Turismo e, pertanto, la valorizzazione e lo sfruttamento dei beni ambientali e dei beni culturali”.

Propone la formazione “verso tutte quelle qualifiche necessarie per un turismo di qualità” e sottolinea la lotta alla criminalità.

Un incontro fondamentale per conoscere il Sud è quello con un imprenditore, Don Savatore Gatto, e con il maggior concessionario d’auto in Calabria, Fernando Paradiso. Mauro Alvisi, docente, esponente essenziale di Imprese Italia, stretto collaboratore del Presidente Flavio Boccia, così presenta Salvatore Gatto: ”E’ un sud concreto e mai cinico, una terra del fare eccellente, che non si arrende alle nefaste conseguenze della pandemia. E’ il Sud di (Don) Salvatore Gatto, un calabrese di origini reggine che ha costruito un impero commerciale, immobiliare, turistico e alberghiero con la licenza elementare, sfamando migliaia di famiglie. Un concreto visionario, spesso contrastato dallo stesso establishment”.

Le parole di Gatto sono concise: “Tagliare una burocrazia che non permette di sviluppare ingegno e impresa”. ” Meno inique leggi e più legalità per chi rischia da imprenditore” continua Salvatore Gatto. Gatto ha ottantaquattro anni. Non li dimostra, è rapido, discorsivo. Abita su una collinetta, a Rende (Cosenza), una vista su alberi e fiori, e l’abitazione sembra d’epoca liberty, un liberty che ha rilievo in quei posti, anche Fattoria Stocchi, di Nuccia Bernacozzi è in stile liberty. E’ un meridione fantastico: sole, fiori, piante, e ospitalità all’antica. Dice Salvate Gatto: “Chi imprende deve trovare vie spianate e semplici con uno stato amico e non socio occulto e tiranno capace solo di sanzionare, giudicare e introitare senza mai contraccambio”. Gatto ritiene che occorre formare i giovani all’agricoltura, al turismo, alle energie  rinnovabili, Fernando Paradiso, ritiene che dalla pandemia “la Calabria esce rafforzata con una reputazione riscattata dalla gestione sanitaria”, “il mercato dell’auto dopo il lockdown è tornato a correre pur ridimensionando la spesa e sono le donne a trainare gli acquisti”. “Occorre evitare la fuga di cervelli”, continua Paradiso, “rinnovare e digitalizzare il più possibile e la Calabria riparte se i calabresi non si piangono addosso”. Don Salvatore Gatto pone la sentenza decisiva, dare esempio nei fatti : “L’Università della Strada”. E così, Villa, Gatto e lui, Salvatore Gatto, mostrano che non vi è luogo dove capacità e volontà non raggiungano gli scopi. Un imprenditore come Gatto non è contro lo Stato, è contro lo Stato che è contro l’impresa. E’ in punto fondamentale di questi dialoghi. Non si ha fiducia nello Stato o meglio nel Governo che lo esprime.

  • Questa sfiducia mi viene espressa dal Presidente Nazionale della Confederazione PMI Italia, Tommaso Cerciello, egli stesso consistente imprenditore: “In questa fase storica così difficile per l’economia mondiale ci aspettiamo che il governo sia realmente vicino alle piccole e medie imprese ed ai professionisti. Stiamo parlando della spina dorsale dell’Italia. Purtroppo, a mio giudizio, questa emergenza è stata gestita male, con interventi poco efficaci e messi in campo in ritardo. Quello che chiediamo sono misure strutturali. In primo luogo, è necessario ridurre in maniera drastica la pressioni fiscale per dare slancio al sistema delle Pmi, ormai asfissiate da un fardello di obblighi che da anni ne blocca la crescita rendendole poco competitive. Bisogna puntare in maniera decisa sulla formazione, affinché domanda ed offerta, nel mercato del lavoro, si incontrino in maniera più agevole, restituendo profili da inserire subito nei cicli produttivi delle imprese. Ed ancora, va messo in campo un profondo snellimento della burocrazia, affinché sia più semplice avviare un’ azienda. Infine, credo sia giusto eliminare la segnalazione delle aziende e dei privati in Griff, quando  pagano in ritardo rate di mutuo o finanziamento, in modo da determinare un distinguo da chi viene protestato. Sarebbe anche un modo equo per compensare il cronico ritardo dello Stato nell’assolvere il pagamento verso le aziende. Sono questi i punti su cui occorre lavorare per contrastare una crisi economica che nei prossimi anni dispiegherà sempre di più i propri effetti negativi”.
  • Questo impulso imprenditoriale anima anche il Movimento attivato da Gerardo Valentini, un commercialista che agisce a Roma, di origine abruzzese, con legami nazionali e in particolare al Sud, sia per la fiscalità, sia per il lavoro, Valentini fa dei ”cantieri” (Movimento Cantieri Italia), ossia dell’impreditorialità, l’elemento trainante, gestisce anche un media, www.edicolaweb.tv, con notevole visualità, vi collaborano Carmine D’Urso e Vincenzo Fratta, il Movimento ha filiazioni in tutto il Paese.
  • Ma quanto sia malgestita questa fase pandemica lo faccio dire ad Anna Bentrovato, cosentina di Montalto Uffugo. E’ una cantante, soprano, l’ho ascoltata ad un concerto organizzato da Rosanna Labonia, medico e solerte pesenza culturale. Dice Anna Bentrovato: ”Il Coronavirus è una malattia sociale, che a poco a poco sta “spegnendo” anche chi non l’ha contratto. La mia carriera vanta innumerevoli concerti, serate, feste private, ecc. ma purtroppo in questa stagione il mondo della musica, del canto soprattutto, è stato dimenticato, non considerato, escluso, quasi come se non fosse un lavoro. Il COVID-19 ha portato via la nostra storia, i nostri nonni… ma sta portando via la dignità di molti, di tanti artisti che come me si sono visti “dimenticati” da chi doveva tutelarci. Ma la musica, il canto, non si fermeranno mai”.
  • Che aggiungere? La società civile in Italia è ardente di imprenditorialità, ho dato uno spaccato, vale per l’intero Paese. C’è una voglia di fare che brucia. Ma se l’imprenditorialità non trova lo stato amico anzi impedisce con burocrazie gravose e penalizzazioni assillanti, come dice Salvatore Gatto, l’impresa e l’imprenditore soffocano. L’imprenditore onesto, intendiamoci. Occorre un Governo che ispiri uno Stato amico del “fare”. E’ questo il grido comune di personalità sulla scena dell’imprenditorialità. E, da rilevare, sorge anche dal Sud! Pensate: un Sud imprenditoriale!

 

 

 

 

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