Roberta Calandra: “La maggior parte dei miei personaggi sono chiamate d’anima”.

Fino a Domenica 1 Marzo il Cometa Off di Roma ospiterà “In principio era il silenzio”, spettacolo tratto dal testo di Roberta Calandra, per la regia di Antonio Serrano. LF ha incontrato Roberta Calandra per raccontarci la piece.

Roberta Calandra

La figura di Maria Maddalena viene raccontata attraverso la tradizione apocrifa che dipinge Maddalena come discepola prediletta e immagine del Cristo stesso. Una donna straordinariamente vitale, illuminata, che aveva con Gesù una relazione profondamente intima che l’ha resa erede di un insegnamento di libertà.

Con un occhio al “Marat Sade” di Peter Brook e un altro a “Godot”, Gesù e Maddalena, nel pieno di una complessa consapevolezza spirituale, come fossero diventati quello che la Storia non ha permesso, i due protagonisti, Valentina Ghetti e Mauro Racanati, rimandano al consueto gioco delle identità che ci faranno chiedere, ad ogni tappa, chi siano veramente: santi, barboni, vagabondi, millantatori, illusionisti, pazzi o semplici compagni di viaggio?

Sono un santo e la sua seguace, un uomo e la sua amante, ma forse anche un burattinaio e la sua marionetta, a sottolineare il punto centrale dell’insegnamento del Cristo stesso: un profondo invito all’autenticità del proprio essere.

Come il Matto dei Tarocchi, la loro conversazione viaggia nel tempo e racconta verità alternate: il timore di perdersi, la paura della morte, la decisione di un uomo che per adesione e fede nel divino, rinuncia alla sua dimensione terrena, il senso di vuoto che già percepisce una donna consapevole della decisione irrevocabile del suo uomo, ma che tenta fino all’ultimo di persuaderlo.  Penetrando zone ineffabili del cuore e spaziando da teorie metafisiche, a momenti comici, in una ricerca della felicità antichissima e affannosamente contemporanea, dove purezza religiosa e istinti carnali si tendono gioiosamente la mano.

“In principio era il silenzio”, prende spunto proprio dal silenzio riguardante la figura della Maddalena, perchè in principio ci fu grande omertà sul tema trattato a teatro. Il silenzio come reale potere di una donna che è stata messa a tacere, dalla storia e dai discepoli, secondo i vangeli apocrifi. Assistiamo ad una sorta di riscatto e riabilitazione di una donna che ha voluto essere un tramite tra Gesù e il mondo.

LF ha intervistato Roberta Calandra, drammaturga di “In principio era il silenzio”, autrice teatrale e scrittrice, che ci ha raccontato questo pezzo molto particolare, sicuramente da non perdere!

Ci parla di questo “In principio era il silenzio”….?

“Questo spettacolo nasce da una “chiamata”, la maggior parte dei miei personaggi sono chiamate d’anima, è stato così per Anna Freud, Olympia De Gouges, John Keats e tanti altri. La Maddalena in questo momento sta cercando di passare per tante artiste. Pensate solo che oggi esce il libro di Amelie Nothombe che tratta lo stesso argomento.”

La piece è articolata in XIV scene come la Via Crucis…a cosa è dovuta questa scelta?

“L’ambientazione si riferisce ad un orto del Getsemani astratto, giocoso e metafisico insieme, e si articola in una Via Crucis dove le stazioni sono stai d’animo: sensuali, spirituali, ironici, drammatici.”

Lei ha scritto numerosi libri. Un’esigenza, un rifugio o una autentica passione?

“Tutte e tre insieme e tanto altro ancora: una vocazione, un auto martirio, un gioco, in qualche modo bisogna pure impiegare il proprio tempo.”

Come si “vive” un libro a teatro?

“Cercando di non leggerlo se si è seduti in prima fila, studiandone parecchi e dimenticandoli: per queste 20 pagine di drammaturgia, ne ho letti una trentina, ma ce n’erano molti di più.”

Che tipo di donna è? Come si definirebbe?

“Corrispondo al mio zodiaco: creo e sogno come i Pesci, cerco di rimanere a terra con il mio ascendente Vergine. Ovviamente ho avuto un’infanzia difficile dalla quale non mi sono liberata.”

Che messaggio vorrebbe trasmettere con questo “In principio era il silenzio”?

“I messaggi lasciamoli a Gesù, ma quello che forse i vangeli apocrifi volevano trasmetterci è che il Suo insegnamento aveva più a che fare con la libertà, con l’amore, con l’autenticità, che con strutture di potere. Spettava ad una donna ereditarlo.”

Lei è credente?

“Sì: pratico il buddismo della Soka Gakkai da 25 anni. Credo dunque alla natura illuminata che ciascuno di noi porta dentro di sé come suggeriva anche il Cristo. Mi piace sconfinare come artista anche tra i vari “reparti” della vita dello spirito, esplorandone i comuni fondamenti.”

E’ prevista una tornèe di questo pezzo?

“Ce lo auguriamo.”

Che tipo di letture predilige?

“Leggo tanto, di tutto, romanzi, saggi, poesie, avendo fatto indigestione di classici in adolescenza, cerco di rimanere aggiornata sullo scenario contemporaneo.”

Concludendo?

“Questo spettacolo ha presentato molte sfide, non ultima quella di inviare persone a teatro a riflettere sulla paura in un momento in cui i teatri per paura chiudono.”

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