Roberta Sorgato, scrittrice per vincere la timidezza.

"Certamente la scrittura mi ha aiutato a stare meglio e a superare alcuni momenti difficili della mia vita. In particolare da adolescente amavo sfogarmi scrivendo sui diari, poi con il passare del tempo sono “passata” alla stesura di libri veri e propri".

Roberta Sorgato

Non possiede il famoso “blocco dello scrittore”, Roberta Sorgato, che è diventata scrittrice per vincere la sua proverbiale timidezza.

Ad oggi ha pubblicato “Una storia tutto pepe” e “All’ombra del castello”, due testi pensati per un pubblico di ragazzi, entrambi editi dalla casa editrice Tredieci.

Ha deciso poi di scrivere per adulti, dando alle stampe per la casa editrice Canova, il romanzo “La casa del padre” e, successivamente, per la Marsilio Editore, “Cuori nel pozzo”.

Risale al 2017 la pubblicazione di “Anima e Dintorni”, edito da Mazzanti Libri, il suo più recente romanzo. Roberta è stata da poco ospite nel salotto del programma radiofonico, in onda il Giovedì pomeriggio su Radio Senise Centrale, “Ritratti di donna”.

Roberta, che cosa ti ha spinto a diventare una scrittrice?

“La mia grande timidezza che vige in me fin da quando ero soltanto un bambina. La pagina bianca è diventata pian piano una mia fedele compagna e amica, capace di farmi esprimere tutti i miei pensieri, i miei sentimenti e le mie sensazioni. Ho quindi iniziato a giocare con la scrittura e la famosa pagina di carta. Certamente la scrittura mi ha aiutata a stare meglio e a superare alcuni momenti difficili della mia vita. In particolare da adolescente amavo sfogarmi scrivendo sui diari, poi con il passare del tempo, sono “passata” alla stesura di libri veri e propri.”

Tu non subisci, mi sembra di intuire, la sindrome della paura della pagina bianca… Ma che cosa consigli a chi, invece, ne ha?

“Indubbiamente un momento di difficoltà e di blocco può accadere, ma nel momento in cui accade è meglio schiarirsi le idee e decidere bene quale strada far percorrere al proprio testo.”

Certamente non è sempre facile comprendere il percorso che si vuole seguire quando si scrive una storia. Ma parliamo dei personaggi… Sono loro che si propongono a te o sei tu che li vai a “stanare”?

“Sono i personaggi che si propongono, o meglio, si impongono, nel corso della stesura della storia. E’ tutto un continuo divenire come la vita stessa. In tutti i miei romanzi, tranne “Cuori nel pozzo” dove ci sono riferimenti storici importanti e lampanti, oltre a persone realmente vissute, alcune delle quali facenti parte della mia famiglia, è successo tutto. Chiaramente poi alcuni diventano dei veri protagonisti, altri, secondari, mentre altri diventano delle comparse: è nel divenire della storia che poi ognuno prende il suo posto. Il posto che si merita; tuttavia io cerco di ascoltare tutti in primis e solo in un secondo momento decidere la loro importanza, sebbene tutti quanti abbiano il loro perché, comparse incluse.”

Hai scritto ultimamente dei romanzi per adulti, ma inizialmente hai pubblicato testi per ragazzi. Da che cosa è nata l’ idea di questo cambiamento?

“Da ex insegnante ho cercato di unire la mia esperienza nel mondo della scuola con la mia scrittura, inserendo nei miei testi anche riferimenti a persone e fatti realmente accaduti. Ho voluto farlo per far capire loro che anche da una situazione difficile poteva in realtà emergere qualcosa di buono. Questo è stato per me indubbiamente molto importante e credo che lo sia stato anche per i miei ragazzi. Però scrivere per loro è molto impegnativo dal momento che, non avendo ancora le menti e la personalità del tutto formate, tendono a subire ciò che proponi loro. E io volevo iniziare a scrivere solo per il gusto di farlo, senza pormi questi problemi, quindi farlo per un pubblico capace di accettarti ma anche di rifiutarti, oltre che criticarti e condannarti. Un pubblico, pertanto, adulto.”

Ma qual’é il filo rosso che lega tra di loro i tuoi romanzi per adulti?

“Uno in assoluto, è la ricerca di sè stessi, accompagnata da quelle che sono due grandi tematiche sempre presenti nella vita di una persona: il discorso dell’ appartenenza, quindi delle proprie radici, delle proprie origini e delle propria storia, ma collegato anche al discorso del divenire, che è quello degli spostamenti, della migrazione intensa che possiede l’essere animato, quindi l’uomo, di spostarsi da un luogo all’altro in cerca “di”….

 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*