“Romeow Cat Bistrot”: l’esperienza sensoriale che va a braccetto con il mondo animale.

Il "Romeow Cat Bistrot", situato nel quartiere Ostiense di Roma, non è un semplice ristorante che ospita gatti, come nella tradizione giapponese, ma un raffinato bistrot, aperto dalla mattina alla sera, gestito impeccabilmente da Valentina e Maurizio.

In un’era dove ogni cosa fugge, troppo velocemente, il tempo sembra non bastare mai, la qualità della vita che, se da un verso è migliorata, dall’altro ci propina cibi “camuffati”, Ogm, contaminati o quant’altro, i fast-food pullulano…è confortante sapere che, per qualcuno, l’eccellenza delle materie prime e la loro qualità sono ancora fondamentali!

Roma – ‘rione’ Ostiense: considerato fino al 1930 un suburbio, un’area ‘oltre quartiere’, quella dell’Ostiense è la storia dei Mercati Generali, di una quantità di persone che facevano lavori umili, animando le trattorie e una vita di quartiere intensa. Negli anni ’50 ancora non si era spenta l’eco delle bande partigiane che avevano mobilitato la popolazione e, negli anni ’60, la zona conobbe una certa notorietà anche in virtù del suo ‘monumento’ più famoso, immortalato nei libri e, soprattutto, nei film di Pier Paolo Pasolini, uno dei tanti che andavano a rifugiarsi nelle trattorie. Il Gasometro svetta ancora sulle costruzioni basse e sul Porto Fluviale, dando all’area circostante un’aria nostalgica e vagamente inquietante da cui, specialmente la sera, vale la pena lasciarsi assorbire. Magari seduti ai tavoli di un ristorante davvero unico nel suo genere e molto confortevole, dove la genuinità, la stagionalità e le materie prime la fanno da padrona! Ma non solo i cibi sani sono di rilievo in questo luogo, anche sei adorabili mici, “padroni” di questa casa sui generis, che attendono gli avventori che varcano la soglia di posto. Stiamo parlando del “Romeow Cat Bistrot” situato in Via Francesco Negri 15.

Che dire? Sin da bambina la mia famiglia mi ha insegnato a ritenere sacro il cibo, a mangiare quello genuino, a non sprecarlo….mai! Se a questo aggiungiamo il mio amore smodato per i gatti, non posso che amare questo “tempio del gusto”.

“Mi piace leggere. Mi piace ascoltare musica. E mi piacciono i gatti. Al momento non ne ho. Ma se mentre passeggio vedo un gatto sono felice”. Così scrisse il poeta H. Murakami, ed è quello che trovate in bella mostra andando sul sito del ristorante.

Il “Romeow Cat Bistrot”, difatti, nasce da un sentimento semplice e pulito, come le parole del noto scrittore giapponese che, passeggiando per il quartiere ostiense, avrebbe un motivo in più per essere felice.

Siamo stati in questo ristorante pervasi di curiosità e gioia, come coloro che sanno già di entrare in luogo in cui vivranno un’esperienza unica. Travolti da profumi, luce e musiche che fanno bene al cuore, abbiamo ammirato ambienti in cui sembra davvero di essere a casa! Cuscini su divanetti e panche, arredi minimali dalle calde atmosfere, quadri raffiguranti varie personalità del cinema, della musica, della poesia, con in grembo, rigorosamente, un gatto, e cucina completamente a vista, a mio avviso, un gran bel punto di forza. E poi cassette, valigie aperte, rami d’albero, libri appesi a mò di mensole, per accogliere il sonno ed i giochi di sei simpatici gattoni, tre maschi e tre femmine: Maos, Nino, Romeo, Frida, Lamù e Iri.

Il “Romeow Cat Bistrot” non è un semplice ristorante che ospita gatti, come nella tradizione giapponese, ma un raffinato bistrot, aperto dalla mattina, per una ricca e sana colazione; a pranzo, per un pasto veloce o un viaggio di gusto in giro per il mondo; al pomeriggio per una rilassante merenda; alla cena con una ricca proposta di originali piatti e degustazioni che spaziano nelle cucine di tutto il mondo. Quì la cucina è interamente vegana, senza perdere, tuttavia, grande gusto! Abbiamo assaporato le singole portate, avvertendo quei sani e piacevoli sapori che rimandano a tempi lontani e nostalgici, in cui i nostri nonni usavano i prodotti della terra, e li “arricchiavano” con storie fantastiche di cui ci nutrivamo il cuore, un modo naturale di alimentarsi e di dedicarsi anche al mondo animale, dove amare un gatto, soprattutto per chi un gatto non lo può avere!

Un luogo simile non poteva che avere due menti geniali e sensibili che hanno partorito questa idea, Valentina e Maurizio, appassionati di ogni genere di animale, non solo di felini quindi, e della natura in ogni sua forma. Questo progetto gli somiglia molto: gli animali, il cibo naturale e il design sono da sempre cose che curano e quando si ama ciò che si ha attorno non ci si può mai sentire soli. E’ proprio innescando un rapporto empatico con la natura che hanno dato vita a questo luogo che non ha confini materiali; piuttosto un luogo dell’anima dove si può intraprendere un viaggio attraverso esperienze culinarie, in un habitat congeniale agli animali più enigmatici e affascinanti che l’uomo abbia mai avuto la fortuna di addomesticare. “Romeow” è abitato dai loro gatti, con le loro peculiarità, la loro indipendenza e la voglia di contatto con l’essere umano.

I piatti che potrete gustare quì, sono sempre nuovi a seconda della disponibilità delle materie prime spaziando il più possibile, non mangerete mai le medesime portate. Avrete modo di vivere sempre un’esperienza nuova e completa nel rispetto della biodiversità alimentare con prodotti da colture biologiche con un occhio alle necessità Gluten Free. I dolci sono un altro punto di forza del bistrot, ed inoltre potrete anche passare per una sana merenda a base di estratti e smoothies davvero eccellenti.

Un viaggio sensoriale che, anche in virtù di un personale attento e cordiale, è divenuto una esplorazione dell’anima e del mondo animale.

E per chi ora starà “storcendo il naso” pensando: “un ristorante con i gatti?” oppure “ma che odore ci sarà?” o peggio “no, no, per carità, mangiare dove ci sono animali?” vorrei solo dire che poche volte ho visto un luogo più pulito, profumato e curato di questo. I mici non “disturbano” affatto la nostra quiete, anzi, forse siamo noi a disturbare il loro sonno con continui scatti fotografici, o svegliandoli, seppur con carezze e coccole…. I gatti hanno i loro tempi, di riposo e di gioco, per cui impariamo a rispettarli ed a capirne i ritmi e vivremo sicuramente un’esperienza unica di pace e gusto. Per noi è stato così!

LF ha avuto il piacere di documentare la giornata grazie alle parole di Valentina, una dei due titolari, che ringrazio di cuore…

Valentina, spiegaci un po’ come nasce l’idea di questo ristorante…

“Romeow nasce nel 2014 da un’idea mia e di Maurizio, che hai conosciuto, non per i gatti però, ma più per far avvicinare le persone a questo tipo di cucina che non contiene nulla di origine animale. Noi siamo animalisti, non solo gattofili, adoriamo tutti gli animali e, attraverso i gatti, abbiamo trovato una forma di comunicazione che non ha spaventato nè gli onnivori nè le persone che non conoscono questa cucina. Il nostro progetto rispetto a tutti i Cat Cafè nati in Giappone che si sono diramati in tutto il mondo, ha un qualcosa di diverso, con un valore in più, il fatto di avere i gatti che vivono tra noi.”

L’idea di inserire i gatti quindi è avvenuta in una fase successiva?

“No, è avvenuta contemporaneamente ma è stata fatta con l’obiettivo di far avvicinare quante più persone possibili ad una alimentazione naturale in coerenza con la nostra filosofia di vita, arrivando alle persone con i felini, che sono animali meravigliosi. Mi piace sottolineare che quì da noi l’amore per gli animali è variegato, io sono più canara, Maurizio gattofilo, il progetto è questo soprattutto.”

Raccontaci questa cucina “salutista”.

“La cucina è interamente stagionale. Il menù cambia 4 volte all’anno con l’alternarsi delle stagioni, proprio perchè utilizziamo dei prodotti biologici che, finita la stagione, non trovi più…In questi anni ci stiamo adattando a climi assurdi, arrivando un po’ in ritardo o in anticipo con le stagioni, però è un menù variegato dove non vi è alcun tipo di veganizzazione dei piatti della tradizione… abbiamo una cucina completamente differente in cui si parte dal prodotto che stuzzica la fantasia dello chef e diventa un piatto di Romeo. Quì non troverete mai la Carbonara vegana non perchè siamo contrari ma perchè vogliamo essere diversi da quel concetto.”

Che tipo di clientela arriva in questo posto?

“Di tutto…dalla persona grande, che magari non ha mai avuto esperienza con la cucina biologica e vegetariana, ai ragazzi giovani che amano i gatti, le signore eleganti come te, o anche persone anziane della zona, pazzi per i gatti, che scoprono una cucina affine alla loro e ricordano che un tempo si mangiava così, e poi tantissimi turisti da tutte le parti del mondo, perchè lo straniero è molto più attento ad una alimentazione di tipo vegano e quando vede il connubio con il gatto è incuriosito. A volte ci dicono che sono venuti prima da noi che al Colosseo, quindi siamo un punto di riferimento forte.”

Vi è stata mai fatta una richiesta particolare?

“E’ successo di tutto negli anni: una volta è entrata una signora con un topo al guinzaglio, un ratto dolcisssimo, perchè stava sensibilizzando l’opinione pubblica sul fatto che il ratto è un animale tenerissimo, ma, per ovvie ragioni, le è stato vietato di entrare in un ambiente popolato da gatti, alchè lei ci rimase malissimo…il cliente che viene quì sceglie di mangiare con i gatti non certo con un ratto, seppur amabilissimo. Oppure sono entrate donne travestite da gatto con tanto di orecchie e coda, perchè pensavano di essersi reincarnate da dei gatti…Insomma abbiamo avuto un po’ di tutto in questi anni. Piatti particolari che ci hanno chiesto, no, magari mi dispiace quando arriva la persona che chiede un pomodoro e non vuole neppure provare la nostra cucina…oppure affermano che abbiamo prezzi troppo alti… sicuramente abbiamo prezzi non bassi ma offriamo la qualità…Premetto che noi non ci serviamo dei supermercati ma da fornitori …prodotti come latte di cocco, sciroppo d’agave, cacao crudo sono cose che non si trovano al supermercato ed hanno un costo alto anche per noi! E poi è l’ambiente, ovvio che se ci si siede, un caffè costa 2 Euro, non perchè vogliamo lucrare sul caffè ma perchè questo è un ambiente diverso dal bar sotto casa. Quì potete venire a tutte le ore: abbiamo colazione, pranzo, caffè, merenda e cena.”

Con quale criterio avete scelto i gatti?

“Provengono da un gattile di Montelibretti, li abbiamo presi quando erano molto piccoli, avevano tre mesi, all’inizio li tenevamo in casa, poi a 4 mesi dall’apertura, li portammo quì mentre facevamo i lavori e loro da subito hanno iniziato a giocare con qualsiasi cosa, si sono sentiti a proprio agio anche con i clienti. E’ Maurizio in particolare, ad occuparsi dei gatti, è il settimo gatto, come dico sempre io, se lui entra, anche senza far rumore, loro lo sentono, lui li capisce….”

Possiamo sapere i loro nomi?

“Maos, Nino, Romeo, Frida, Lamù e Iri …tre maschi e tre femmine, due sorelle di sangue quelle bianche e nere.”

Una curiosità che forse vi avranno già espresso… dove sono collocate le loro lettiere?

“Sotto c’è un piano seminterrato dove si trovano tutte le lettiere. Loro sono i padroni quì e noi gli “ospiti”… dobbiamo comportarci in modo adeguato.”

Concludendo?

“Vorremmo tanto aprire un altro Romeow sempre a Roma, ma non è facile, perchè non potrei mai dare in gestione a terzi qualcosa ideato da noi… nessuno potrebbe portarlo avanti con lo stesso entusiasmo! Forse Romeow deve rimanere questo gioiellino di nicchia e basta, però in tanti ci propongono di aprire un franchising o un bistrot a Milano più per la cucina però, che per i gatti. Quello che a noi invece piacerebbe davvero è che ci fosse, nel tempo, una maggiore attenzione a loro, perchè le persone che vengono devono comprendere che non sono gatti di casa, molti vogliono educarci sul comportamento da tenere con loro, ma questi sono animali differenti, vedono 200 persone al giorno, anche a far loro una carezza mentre dormono, li si sveglia da quello che dovrebbe essere un sonno continuativo. Noi speriamo che la gente che viene quà non perda solo tempo a fare foto su foto ma si goda la bellezza di una carezza, di un gioco, di farli divertire, perchè loro si annoiano…vorremmo un’attenzione maggiore da parte di chi li ama. Devo dire che con il tempo la situazione è comunque migliorata… ma se tu leggessi le recensioni degli esordi erano abbastanza contrariate… ! Infine voglio ribadire ancora una volta che non si devono usare i flash…Siamo diventati intransigenti su questo…!”

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