Rosemary Calderone: “Compresi il mio amore per la recitazione vedendo il film “Titanic”!

LF ha incontrato l'attrice siciliana in occasione delle riprese del cortometraggio "Il destino di un amore" diretto dal regista calabrese Francesco Spagnolo.

Rosemary Calderone, giovane attrice di grande talento e bellezza è nata a S.Agata di Militello, nella ‘profumata’ e splendida Sicilia, ma vive a Roma.
La formazione artistica, o meglio, la predisposizione di Rosemary per la ‘bella arte’ è stata chiara sin da piccola. Iniziata con la danza classica, fino ai balli latino-americani, passata attraverso recite familiari, a 12 anni, dopo aver visto il film campione di incassi “Titanic”, a Rosemary si è palesato nettamente il suo destino: quello della recitazione.
Un laboratorio di ricerca teatrale, drammaturgia, movimenti scenici, poesia e verso “Progetto Parola Pasolini” presso il Teatro Vittorio Emanuele di Messina, una Masterclass “Essere o non essere” con Giancarlo Giannini presso lo Studio Cinema a Roma, l’Accademia Internazionale di Teatro “Circo a Vapore” di Roma, il Workshop Teatrale Diretto da Ninì Ferrara, un Master accademico in canto, dizione, danza e recitazione presso l’Associazione Culturale Broadway Musical Academy, solo per citarne alcuni, hanno fatto di Rosemary un talento perfezionatosi nel tempo.
Al momento, l’attrice è impegnata nelle riprese di un cortometraggio sotto la sapiente regia di Francesco Spagnolo (già intervistato da LF), “Il destino di un amore”, la storia di un amore impossibile, di due ragazzi legati, fin da giovani, da una stretta amicizia, con lui, da sempre, innamorato di lei. Una storia dal finale emozionante, di cui, però, non voglio rivelare alcun particolare.
Lascio la parola a Rosemary…
Rosemary raccontaci un po’ qualcosa su di te …il tuo sogno di diventare attrice quand’è iniziato?
“Salve! Innanzitutto grazie per questa intervista! Beh ormai tutti lo sanno che il mio amore verso la recitazione è immenso, iniziato da bambina. Ancora non sapevo bene cosa volessi, ma sicuramente avevo una gran voglia di esprimermi in qualsiasi modo. Amavo ed amo la danza, iniziai da piccolissima con la danza classica per poi proseguire con la ginnastica artistica e balli latino americani … da bambina mi divertivo a mettere in scena delle piccole recite con una mia amica per poi proporle ad un pubblico formato dai parenti costretti a vedere queste piccole performance. Fu a 12 anni, però, che compresi il mio amore per la recitazione vedendo il film “Titanic”; ricordo che dopo il cinema ogni giorno assillavo mio padre nel trovarmi la videocassetta … e lui, pazientemente, ogni giorno andava a vedere se era uscita … e ricordo la mia gioia immensa quando, uscita da scuola, me la portò , fui la ragazzina più felice del mondo … da quel momento iniziai a guardare la videocassetta fino allo sfinimento! Imparai tutte le battute a memoria per poi chiudermi in stanza e fare la mia performance. Da lì iniziò tutto! Mi avvicinai a opere Shakespeariane, vidi “Romeo e Giulietta” di Zeffirelli e me ne innamorai follemente… da quel momento amai Shakespeare e le sue opere … ancora ignara del suo mondo immenso e fantastico ….
Questo era qualcosa che io avevo dentro ma non sapevo bene come esprimere. Mia madre notò che c’era dell’arte dentro me così mi iscrisse al liceo artistico dove conseguii il diploma. Mi piaceva e tutt’ora amo dipingere. Partecipai a parecchie mostre e mi sarebbe piaciuto fare l’architetto, ma poi proseguii per altre strade. La mia gavetta la iniziai facendo la presentatrice di serate di piazza e nei locali, esibendomi come animatrice ed illusionista, girando l’Italia ho presentato per 2 anni un programma televisivo in una TV regionale.”
Tu hai iniziato la tua carriera a Teatro?
“Esattamente. Provengo dal teatro. Iniziai con la prima opera teatrale, un dramma, “La Violenza” di Giuseppe Fava, per poi proseguire con commedie dialettali, musical, opere Shakespeariane, tragedie Greche ed il cabaret con gli artisti di Zelig
Passata al cinema poi …
“Il cinema arrivò nel 2014 , feci un numero di illusionismo all’interno di un film per la regia di Italo Zeus e direttore della fotografia Daniele Ciprí vincitore del David di Donatello, per poi proseguire con altri film e cortometraggi.”
Hai studiato in scuole di professionisti del calibro di Giancarlo Giannini e Abel Ferrara. Che esperienza è stata?
“Si, oltre a diverse scuole e master teatrali tra cui l’accademia internazionale di Teatro a Roma. Volli proseguire con uno studio della recitazione cinematografica perché, come tutti sappiamo, è in qualche modo diversa da quella teatrale. Ovviamente chi viene dal teatro e ben più avvantaggiato, avendo già una forte base sulla recitazione, il punto è la macchina da presa, tutto il tuo pubblico sta lì , “la macchina coglie anche le cose più piccole e tutti gli spettatori vedono la stessa immagine” così disse Giannini. Comunicare con gesti molto ridotti e lo sguardo è la tua forza , tutto deve essere reale, così volli studiare e perfezionare la mia recitazione davanti alla macchina da presa, iscrivendomi alla Studio Cinema di Massimiliano Cardia, sita all’interno della Fonoroma. Facendo 2 anni di Accademia con maestri del calibro di Giancarlo Giannini, Giancarlo Scarchilli, Tonino Zangardi, Pupi Avati, Pino Pellegrino, Ivano de Matteo, il grande regista statunitense Abel Ferrara e tanti altri.”

Cosa ti ha lasciato ogni uno di loro?
“Beh ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. Il grande Giannini, cosa lo dico a fare, è uno spettacolo, è un insegnamento solo ascoltarlo, è un maestro del teatro e del cinema, lui ritiene che fare l’attore sia un gioco e come tale devi solo divertirti, l’attore deve essere un eterno bambino. Abel Ferrara é un genio folle, all’inizio ne ero un po’ impaurita, non capivo cosa volesse da noi, dopo abbiamo imparato ad ascoltarci, uno studio del mondo della cinematografia negli USA, molto diverso dal nostro, usava prima di ogni lezione farci fare meditazione, importantissima per un attore, ti aiuta ad entrare in uno status di rilassamento totale per poi immedesimarti in tutto e per tutto nel personaggio. Il mio grande Maestro, l’ Actor coach Sergio Valastro, fondamentale per la mia crescita di attrice, usava il metodo Stanislavskij e Strasberg, un metodo usato all’Actor’s Studio di New York. Giannini lo ritiene un rischio per un attore, perché bisogna immedesimarsi tanto da patire le sofferenze del personaggio su di te … alcuni ne rimangono imprigionati, per me è stato fondamentale, molte volte uso il metodo per i miei personaggi. Insomma da ognuno di loro ho imparato tanto è mi ha lasciato tanto… adesso non sto ad elencarli tutti.”

Stai girando un cortometraggio con il regista Francesco Spagnolo. Di cosa tratta?
“Si ormai siamo agli sgoccioli… stiamo finendo il montaggio e dei piccoli dettagli, è un’idea partita da me, che Francesco ha sposato immediatamente, insieme gli abbiamo dato vita, con il direttore della fotografia e del montaggio Melus Kaya, “Il destino di un Amore “, il titolo. Parla di un amore impossibile, di due ragazzi legati, fin da giovani, da una stretta amicizia, con un piccolo particolare, che lui, da sempre, è innamorato di lei. Una storia d’amore dal finale emozionante. Il resto lo vedrete a breve.”

I ruoli che interpreti in cosa ti appartengono?

“Bella domanda. Diciamo che ogni ruolo in realtà mi appartiene in qualcosa, in ogni personaggio riesco a trovare qualcosa di mio, almeno fino adesso, così è stato. Questo ti rende il lavoro più semplice, unendo il metodo dell’Actor’s Studio di cui ho parlato in precedenza, diventa una passeggiata, è come se ogni volta entrassi in un’altra dimensione, in una nuova persona e tutto questo è bellissimo.”

Con chi vorresti recitare?

“Beh, sono tanti i registi e attori con cui vorrei recitare e lavorare, il primo fra tutti, Leonardo Di Caprio, visto che è anche grazie a lui se ho amato questo mondo, poi con il regista Sorrentino, vorrei recitare accanto a Gassman, Sofia Loren, mi piacerebbe recitare accanto a Ficarra e Picone, sicuramente sarebbe molto divertente. Non nomino quelli degli USA, altrimenti non ne usciamo più. Di Caprio era d’obbligo nominarlo.”

C’è qualcuno a cui ti senti di dover dire grazie?

“A mio padre che veglia su di me dal cielo, mi aiuta e mi guida nel mio cammino. Alla mia famiglia che ogni giorno mi sopporta e mi sostiene, a mia madre che mi ha sempre incoraggiata e spinta in questo mondo, a tutti i miei amici che col cuore credono in me, a Francesco Spagnolo che ormai è diventato parte fondamentale della mia vita e del nostro lavoro.”

Prossimi impegni?

“Imminenti, un altro lavoro cinematografico straordinario di Francesco Spagnolo in cui io sarò protagonista, dal titolo “Sangue Amaro”.

Concludendo?

“Concludo con una frase di Vittorio Gassman che diceva: “Si recitano ruoli di eroi perché si è vigliacchi, ruoli di santi perché si è delle carogne. Ma, più di tutto, si recita perché altrimenti si diventerebbe pazzi.”

 

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