8 Marzo.

Sarebbe bello se questa giornata non fosse solo scandita dal calendario o con fasci di mimose. Sarebbe bello se le donne non fossero solo viste come una proprietà dell’uomo che se lasciato crede di poter loro tirare addosso dell’acido e sfigurarle od ucciderle. Sarebbe bello se parole che, purtroppo, abbiamo via via tristemente imparato ad usare, come femminicidio, stalking, violenze domestiche, abusi, stupri, maltrattamenti, non esistessero più. Parole che riportano a storie che sono sempre esistite, storie che nella quasi totalità dei casi hanno come vittime le donne, storie che si traducono in numeri che fanno ancora paura.

La violenza sulle donne è ancora una piaga della nostra società e va contrastata con tutte le energie e la severità del caso, senza mai cedere all’egoismo dell’indifferenza.

In una società che voglia dirsi evoluta non c’è libertà quando la donna al lavoro è vittima di violenze fisiche o morali o viene costretta a spazi di sofferenza.

Alle donne dovrebbe essere riconosciuto davvero il ruolo nella società e sul luogo di lavoro, invece ancora devono dimostrare, lavorando il doppio, quanto valgano. La strada della parità tra uomo e donna è ancora lunga ma qualcosa si muove. Sono stati fatti dei passi in più nel nostro paese, ma siamo ancora ben lontani da questo. Fintanto che la donna non verrà considerata nella sua interezza e dignità non si potrà parlare certo di una festa.

Quanto faticoso cammino è stato fatto dalle donne… E quanto ancora da farne per non essere più in una statistica.
Chi minimizza l’importanza di questa Festa, o chi la considera un momento per ubriacarsi con le amiche, non sa o ha la memoria corta!

Buon 8 Marzo a tutte le donne!

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