‘Cameriere…ho un insetto nel piatto!’

Finger food, panini guarniti di locuste…Crocchette di grilli…pappardelle alle camole, cavallette saltate in padella…ragni e scarafaggi al cioccolato! Avete letto bene! Questo potrebbe essere il menù che tra qualche decennio si ‘corre il rischio’ di trovare in tutti i ristoranti del globo, compresi quelli italiani (per fortuna non ci sarò più per ‘scadenza’ dei termini!).

Il voto del Parlamento Europeo apre, infatti, all’insetto per l’alimentazione umana, con 359 voti a favore, 202 contrari e 127 astenuti, arrivando ad un primo via libera per questi “nuovi prodotti alimentari”.

Se tra una fiorentina e un piatto di locuste alla griglia non c’è dubbio che vinca la prima, per studiosi, chef e nutrizionisti, le potenzialità di grilli e company sono enormi, dai valori nutrizionali (simili alla carne) ai costi (più bassi) anche a livello ambientale. Una realtà, insomma, perché siamo alla ricerca di fonti alternative di cibo per una popolazione umana oggettivamente in aumento su scala globale. Ecco che allora gli insetti diventano una grande opportunità, perché sono fonte proteica e di zuccheri per eccellenza (alcuni insetti raggiungono anche il 70% di proteine e zuccheri in peso), hanno minore impatto ambientale, possono essere utilizzati per recuperare l’energia dei rifiuti verdi e degli sprechi alimentari, possono essere un interessante mangime per gli animali domestici…

L’attrice Angelina Jolie, in vacanza con i figli in Cambogia – è la sua prima uscita ufficiale dopo il divorzio da Brad Pitt – si è mostrata ‘a favore di telecamere’ intenta a cucinare ragni, cavallette e quant’altro, obbligando anche la ‘prole’ a fare altrettanto.

Gli insetti sono popolari in buona parte dell’Asia, soprattutto in Cina, Thailandia, Laos, Corea e Cambogia. Vengono allevati e molto più di rado raccolti in natura come si faceva un tempo. In Thailandia se ne mangiano circa 200 specie, e le più popolari sono grilli, cavallette, vermi del bambù e punteruolo della palma. In Messico uno dei piatti più diffusi sulle tavole sono i pentatomidi, le cimici e le uova di formiche rosse! In Italia, invece, l’idea di mangiare larve o cavallette desta più disgusto che curiosità. E nessuna specie è ammessa dalle autorità sanitarie italiane.

Carlo Spinelli, food writer, nel suo libro ‘Bistecche di formica’, un saggio molto informato e terribilmente spassoso, racconta le sue avventure culinarie in giro per il mondo che vanno dalla geofagia (cibarsi di terra) all’entomofagia (di insetti) fino al cannibalismo, alimenti e ricette che a noi italiani, abituati alle lasagne ed alle polpette di mamma potrebbero sembrare assurdi.

Secondo un rapporto diffuso dalla FAO lo scorso anno, nel mondo sono già oltre 1900 le specie di insetti di cui si cibano almeno due miliardi di persone. Questi insetti sono una fonte importante di cibo: nutriente, ricco di proteine, di sali minerali, di vitamine e, soprattutto, facilmente reperibile. Tutto vero ma vuoi mettere la nostra fantastica dieta Mediterranea, piena di colori, di prelibatezze…la migliore del mondo!?! Anche l’occhio vuole la sua parte e credo che vedere una blatta, o una vespa su un Tiramisù o su una pizza non abbia nulla di gratificante per la vista! Scusatemi ma non ce la farei mai a masticare cavallette!

Se è pur vero che mangiare il coniglio (io non ne mangio!) è un’abitudine tutta Italiana, che viene considerata ripugnante in Thailandia, dove invece tra i piatti più diffusi ci sono insetti e funghi allucinogeni, ritengo altresì che questo regime alimentare da noi attecchirà con difficoltà! Anche i vegani avrebbero da ridire suppongo!

Detto questo…per il futuro non sarà più il caso di dire: ‘cameriere, ho un insetto nel piatto!’

 

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