Sara Rattaro, una vita per la scrittura.

“L’idea è quella di farsi cullare dalla narrativa dei testi, di emozionarsi grazie alle storie e alla scrittura. Dare un’occasione dove si intravede un talento e originalità”.

Sara Rattaro Foto di Damiano Conchieri

E’ ufficiale ormai da diverse settimana. È la scrittrice genovese Sara Rattaro la responsabile della sezione narrativa della Morellini Editore. Mauro Morellini, titolare dell’omonima casa editrice, è stato anche il primo a credere in lei e a pubblicare una prima edizione de “Sulla Sedia Sbagliata” il suo romanzo d’esordio. Inoltre Sara è la direttrice scientifica della scuola di scrittura creativa La Fabbrica Delle Storie.

“L’idea è quella di farsi cullare dalla narrativa dei testi, di emozionarsi grazie alle storie e alla scrittura. Dare un’occasione dove si intravede un talento e originalità”

Sara, quali sono i primi passi che hai mosso in qualità di direttrice della sezione Narrativa della Morellini Editore?

“Ciao a tutti. Questa nuova esperienza mi ha portato a riflettere a lungo su quello che mi piacerebbe che fosse pubblicato, i miei gusti e quello che avrei voluto incontrare come autrice quando iniziai la mia carriera. Mettendo insieme queste variabili, ho trovato una formula che spero di poter mettere in atto. L’idea è quella di farsi cullare dalla narrativa dei testi, di emozionarsi grazie alle storie e alla scrittura. Dare un’occasione dove si intravede un talento e originalità.”

 

Quando capisci che un libro può funzionare?

“Quando non riesco a smettere di leggerlo. Che sia per la storia, che sia la scrittura non importa. Qualcosa c’è.”

 

Tu insegni scrittura creativa e sei la direttrice scientifica de La Fabbrica Delle Storie. Quali sono i primi suggerimenti che cerchi di dare ai tuoi alunni?

“Tutto è raccontabile. Avere una grande storia è un meraviglioso privilegio per uno scrittore ma il vero mestiere è rendere memorabile la quotidianità.”

 

Tutti loro ti ammirano come scrittrice. Non temi mai che cerchino di copiarti?

“Non credo sia possibile. L’imitazione dura sempre poco. Si sopravvive solo se trovi la tua voce narrativa.”

 

Come riesci a fargli trovare il loro stile?

“Lasciandoli andare per la loro strada. Io posso insegnare e suggerire ma loro devono ideare a scrivere.”

 

Quanto è importante trovarlo?

“È la cosa fondamentale.”

 

E tu quando e come lo hai trovato?

“Inconsapevolmente da sempre. Il mio esordio conteneva grandi ingenuità e poca tecnica, ma uno stile riconoscibile, il mio.”

 

E ora, quali altri progetti bollono in pentola? Che estate sarà la tua?

“In giro a fare promozione, a casa a scrivere nuove storie e in contatto con gli studenti della Fabbrica delle storie per seguire il loro lavoro in vista della pubblicazione dell’antologia in autunno.”

 

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