Saturimetro o pulsossimetro.

E' uno strumento elettromedicale che permette di valutare, attraverso una sonda esterna, la percentuale di ossigeno legato all’emoglobina presente a livello periferico.

Il saturimetro, noto tecnicamente come pulsossimetro, è un dispositivo portatile e non invasivo che è in grado di misurare sia la frequenza cardiaca ma, soprattutto, la quantità di ossigeno contenuta nel sangue; quest’ultimo è un parametro importante da monitorare nei soggetti affetti da Covid 19.

Innanzitutto, la non invasività della misurazione si ha perché è sufficiente utilizzare il dito, in quanto ricco di capillari, per acquisire un segnale PPG (Photoplethysmography) da cui estrapolare importantissime e vitali informazioni sull’ossigenazione del sangue e sull’attività cardiovascolare.

E’ uno strumento elettromedicale che permette di valutare, attraverso una sonda esterna, quindi in modo non invasivo, la percentuale di ossigeno legato all’emoglobina presente a livello periferico. In questo modo abbiamo un valore del grado di ossigenazione della persona. Può essere utilizzato anche da personale non sanitario, data la non invasività della procedura di rilevazione. Il principio di funzionamento è semplice, si basa sul passaggio attraverso il tessuto periferico del paziente (nella maggior parte dei casi il dito) di due bande luminose (rosso e infrarosso) che vengono captate da una fotocellula che emetterà luce a una certa lunghezza d’onda che attraverserà il dito, sicuramente una parte di essa verrà catturata dal sangue e, mediante un fotodiodo posizionato in opposizione al primo, verrà quantificata la luce uscente dalla superficie che, indirettamente, ci darà informazioni sulla saturazione del sangue. In questo modo viene misurata la saturazione periferica di ossigeno e la frequenza cardiaca. Questi due valori vengono visualizzati sul monitor del saturimetro.

Nello specifico, è stato osservato che l’emoglobina (Hb), contenuta nel sangue e responsabile del trasporto di ossigeno in tutto il corpo, modifica il suo picco di assorbimento a seconda della quantità di ossigeno legato: un intervallo di 600 – 805 nm implica la presenza di Hb povera di O2, viceversa sangue fortemente ossigenato presenta un intervallo intorno ai 805 – 1000 nm.

Quindi, il saturimetro possiede una coppia di led disposti su una clip il cui range di lavoro è compreso tra i 660 (luce rossa) – 900 nm (infrarosso), perciò è in grado di rilevare eventuali picchi sia per bassi valori di lunghezza d’onda (sangue povero di ossigeno) o più alti (sangue ricco di ossigeno).

Un altro parametro che è in grado di quantificare sempre a partire dal segnale PPG acquisito, è la frequenza cardiaca. Questo è reso possibile perché quando il cuore è in sistole (in contrazione) eietta una quantità di volume di sangue maggiore nella circolazione sistemica; queste fluttuazioni periodiche generano, nel segnale PPG, dei picchi positivi per la sistole e picchi negativi per la diastole: il saturimetro è così in grado di fornire la frequenza cardiaca contando i picchi positivi.

La fonte luminosa deve cadere esattamente sull’unghia. I limiti del saturimetro sono:
● Cute fredda da vasocostrizione;
● Smalto sulle unghie;
● Batterie scariche;
● Presenza di anemia grave, con una diminuzione marcata di emoglobina lo strumento legge una percentuale minore di ossigeno nell’emoglobina, dovuto però allo stato patologico e non all’ipossia;
● Presenza di carbossiemoglobina (paziente intossicato da monossido di carbonio) che prende il posto dell’ossigeno nella saturazione dell’emoglobina.

LA SATURAZIONE (SP02) – E’ l’ossigeno sostanzialmente presente nel sangue, legato alla emoglobina (98%), il restante 2% è disciolto nel plasma.
L’emoglobina puo’ essere legata a ossigeno (ossiemoglobina, O2Hb) oppure non legata (emoglobina ridotta, HHb). In alcuni stati patologici l’emoglobina non legata all’ossigeno (HHb) è una quota significativa dell’ammontare totale di molecole di emoglobina.

Si definisce saturazione dell’ossigeno nel sangue (SPO2) la percentuale di molecole di ossiemoglobina calcolata sul totale delle molecole di emoglobina presenti.

Una misurazione fisiologica della saturazione si attesta tra:

1) maggiore del 96% sono considerati valori normali di O2;

2) minore di 95 e maggiore di 93% sono indicativi di possibili problemi di ossigenazione ovvero una parziale assenza dell’ossigeno (lieve ipossia);

3) minore di 92 e maggiore di 90% sono indicativi di ossigenazione insufficiente;

4) al di sotto del 90% non sono fisiologici ed indicano una severa deficienza di ossigeno (grave ipossia);

5) Il valore di 100 misurato “in aria ambiente” (cioè senza somministrazione artificiale di ossigeno) può essere sintomo di iperventilazione, che può essere dovuta, per esempio, ad attacchi di panico.

A volte anche valori intorno al 90% possono risultare “normali”: è il caso di persone affette da broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO).

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