Sculture di ghiaccio e…in punta di matita.

This year's "Ice and Snow World" features majestic ice castles and sculptures of fairytale characters equipped with LED lights, bringing a colorful and warm aura to the icy wonderland.

Stamane voglio dedicare il mio Editoriale a due forme diverse di arte, sempre magnifiche, però, basate su vere e proprie opere eccelse ed uniche nel loro genere: una, il Festival della neve e del ghiaccio di Harbin, in Cina, divenuto ormai un appuntamento fisso per gli appassionati di arte “glaciale”, l’altra, ai capolavori realizzati sulle punte di matita (avete letto bene!) da un artista russo, Salavat Fidai, veramente unici!

Palazzi, torri, labirinti, 800 mila metri quadrati di ghiaccio e neve per un totale di 330 mila candidi e freddissimi metri cubi lavorati da oltre diecimila persone, con il contributo di centinaia di artisti provenienti da tutto il mondo. E’ il più grande festival a tema invernale in corso ogni anno ad Harbin, nel nord est della Cina.

Il Festival, che si svolge fino al 25 Febbraio, ha attratto circa un milione di persone da tutto il mondo lo scorso anno, ed altrettante ne sono attese per questa edizione targata 2018.

Tra i monumenti rivestiti di ghiaccio, anche la Cattedrale russa ortodossa di Santa Sofia, oggi trasformata in museo. La città, infatti, si è sviluppata alla fine dell’800 con l’arrivo degli ingegneri russi che dovevano costruire il tratto orientale della ferrovia transiberiana. Dal 1984 in questa città, al confine con la Siberia, si svolge il concorso per la realizzazione di sculture maestose, la cui durata è scandita dalle condizioni meteo. Sarà infatti l’arrivo della Primavera con l’innalzarsi delle temperature, a portare all’inevitabile scioglimento delle sculture. Ma, per il momento, niente paura, la temperatura scenderà anche di 25 gradi sotto lo zero!

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Per tutti coloro ai quali sembrava impossibile che un veliero finisse in una bottiglia di vetro, ecco una nuova sfida: intrappolarne uno sulla punta di una matita! Con ogni probabilità, nessuno di noi potrebbe riuscirci, ma Salavat Fidai, artista russo con una carriera di avvocatura alle spalle, invece sì.

Occhio attento, molta pazienza ed una precisione fuori dal comune, con una lente di ingrandimento ed un coltellino artigianale riesce a cesellare le mine delle matite, facendolo con una naturalezza surreale, come fosse l’operazione più semplice del mondo.

Grandi appena qualche millimetro, più piccole di un fiammifero, le sue creazioni rappresentano la perfezione, ogni minuzia viene curata con scrupolosa attenzione dalla sua mano, così, quella che era la semplice punta di una matita, diventa uno dei monumenti più famosi del mondo come la Torre Eiffel o la Statua della Libertà, un canarino in gabbia, o un violino… l’occhio umano fatica a cogliere i più piccoli dettagli.

Creazioni considerate opere d’arte che vanno a ruba tra i collezionisti, disposti a pagarle anche più di mille dollari l’una.

I dettagli fanno la perfezione, la perfezione non è un dettaglio, sosteneva Leonardo Da Vinci. Salavat Fidai ha seguito alla lettera l’insegnamento, dimostrando però, che la matita non serve solo per disegnare, ma anche per scolpire.

Una volta terminato il lavoro, Fidai fotografa le matite con una macro lente per poi postarle sul suo account Instagram.

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