“Seconda stella a destra…”

…questo è il cammino che ci porta all’ Associazione Peter Pan Onlus

La casa si occupa di ospitare i genitori di bambini oncologici provenienti dagli ospedali Bambin Gesù ed Umberto I di Roma.

Rifacendoci ad un adagio di Edoardo Bennato, siamo arrivati alla casa di Peter Pan! Un nome “leggero per un problema pesante”, come dichiarato dalla fondatrice e Presidente del Comitato, Maria Teresa Fasanelli Barracano.  La casa si occupa di ospitare i genitori di bambini oncologici provenienti dagli ospedali Bambin Gesù ed Umberto I di Roma. Hanno fatto e stanno facendo un gran bel lavoro, nobile, che dimostra uno spirito di dedizione totale e dei cuori immensi.  La signora Maria Teresa ci ha accolti in casa con grande calore! La prima cosa che salta agli occhi è vedere un posto nato per “alleggerire” gravi sofferenze, privo della benché minima traccia di dolore! E meno male! Il posto si trova ai piedi del Gianicolo, a Trastevere, non nel caos caratteristico del Rione, ma appena all’inizio. Si viene letteralmente inondati da un senso di pace, armonia, tranquillità. Tutto è curato nei dettagli, e sembra realmente di entrare in un mondo fiabesco! Difatti c’è una stanza chiamata “Il pozzo dei desideri”, un’altra “La cambusa di spugna” poi “L’isola che c’è”, “L’albero cavo di Peter Pan”, “ La lanterna di Trilly”.   La struttura è formata da 33 stanze, tutte con bagno. Cucina e soggiorno sono ambienti comuni.

E’ stata pensata proprio per restituire ai bambini il clima di normalità, che gli viene negato dalla malattia, come fossero a casa propria!

“L’idea di fondare la casa è stata mia – ci spiega Maria Teresa Fasanelli- “ da un’esperienza personale dolorosa. Tantissimi anni fa, più di venti, avevo un figlio malato e sono andata negli Stati Uniti, esattamente nel Minnesota. Ho notato qualcosa di nuovo, una società organizzata, che accoglieva persone come me. Ero sola, con mio figlio in pericolo di vita e se non avessi trovato questo supporto, probabilmente, non ne sarei uscita viva. Sono sopravvissuta, anche se poi, mio figlio l’ho perso qualche anno dopo a 25 anni! Ha avuto un percorso lungo, iniziato all’età di 12 anni, quando si è ammalato, ai 25, quando è morto. Appena tornata a Roma, assieme a pochi altri genitori, conosciuti al Bambin Gesù, che, come me, avevano fatto esperienza della malattia, è nata La casa di Peter Pan. L’idea era di creare a Roma, una casa simile a quella che avevo trovato negli Stati Uniti. Il nome è nato perché non volevamo presentare il cancro infantile con il suo nome, che, comunque, spiazza, così abbiamo scelto un nome leggero per un problema pesante.”

Nella casa c’è attività continua, ma tutto procede sempre in modo eccellente, grazie anche ai 217 volontari che vengono selezionati rigorosamente perché, come ci ha spiegato Giovanna Leo, Presidente, “non tutti sono in grado di fare un volontariato come questo, bellissimo ma difficilissimo! Le emozioni si sovrappongono una all’altra, e non si sa mai in quale momento si può avere un crollo! Qui la famiglia viene abbracciata per intero: genitori, fratelli. Alcune volte esistono situazioni familiari pesanti, perché il papà non c’è, e allora accogliamo nonni, zii, per sostenere le madri che sono fragili.  Una, proprio la settimana scorsa, ha avuto un crollo pazzesco! E’ come se fosse tornata bambina! Cercava la bambola, la mano del volontario, come se avesse avuto bisogno lei stessa di una mamma. E’ stata quattro mesi in camera sterile con il bimbo, senza mai uscire! Una volta fuori, solo per poco, è rientrata in ospedale, perché il bambino ha avuto problemi, ha subìto un crollo totale! Sola, separata, senza famiglia è stata sostenuta a 360 gradi.”

La cosa che più mi ha stupita, osservando la struttura e la sua intera gestione, è che, in Italia si sprechino milioni di Euro per cose futili, inutili, e non esista, fino ad ora, alcuna sovvenzione istituzionale per queste persone nobili di animo, che si sforzano 24 ore su 24, per dare sollievo a chi soffre. Hanno avuto riconoscimenti di ogni genere: medaglia d’oro per meriti dalla Sanità pubblica e tanti altri, ma fondi fissi, mai! In una società dove tutto è spreco, superficialità, dove si guarda solo all’ apparire e non alla sostanza, dove si è fatto costruire, a spese dei contribuenti, il più grande campo Rom d’Italia, a Via di Salone, credo che degli angeli come loro, perché questo sono, meriterebbero una maggiore considerazione. Loro si sostengono con le donazioni e, per chi volesse, con il 5 per mille.

Ricordiamoci che la malattia non guarda al ceto sociale, o all’età, o se si sia condotta in modo retto o meno, la propria vita. Il male non va in vacanza! E’ subdolo, bieco, soprattutto quando colpisce, senza pietà, i bambini! Allora è atroce, lancinante, devastante!

Si smuovano gli animi di chi dovrebbe e potrebbe fare qualcosa, e non sia solo una “parata” del politico di turno, che si reca in una sorta di “visita guidata”, per farsi notare, o per accaparrarsi dei voti in più alle prossime elezioni! Agite!  Basta chiacchiere!

Vorrei ricordare che Lunedì 8 Dicembre alle ore 21.00 presso il Teatro Olimpico di Roma, ci sarà lo spettacolo “Merry Christmas Peter Pan”.
Info biglietti 3894672494
Condurranno la serata Roberta Capua e Fabrizio Frizzi.
Ringrazio, con tutto il cuore, per l’accoglienza e la disponibilità ricevute, Maria Teresa Fasanelli Barracano,Giovanna Leo.

L’incasso sarà devoluto alla casa stessa….
Un buon Natale per una buona causa!

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