Sensation White 9.

Quando un party diviene un'occasione di nobile beneficenza.

Loredana Coccioni ed il compagno Marco De Marchis, hanno il grande pregio di saper organizzare da ben 9 edizioni una festa “White” sempre nuova, variegata, mai fine a se stessa….

In estate, si sa, pullulano le feste “in bianco”…vuoi per il caldo, la pelle abbronzata che viene messa ancor più in risalto da questo colore, la voglia di vacanze, di spazi aperti, che favoriscono l’aggregazione e le serate a tema.

Così, anche quest’anno, per la nona volta, Loredana e Marco, hanno aperto il cancello della loro villa di Grottaferrata per accogliere amici ed artisti in quella che è la festa più attesa dell’estate, il “Sensation White Party”. Un tripudio di bianco, di pizzi, abiti lunghi, tute, pashmine, pantaloni, ognuno a sbizzarrirsi come ha potuto, per onorare questo appuntamento che viene sempre accolto con grande piacere.

Fuggiti da una calura opprimente, un Sabato sera di Agosto, ci siamo rinfrancati sulle fresche colline dei Castelli romani, davanti ad un tramonto mozzafiato.

Foto di rito assieme ai perfetti padroni di casa e la serata ha preso il via….Ottimi manicaretti ed una Sangria preparata dallo Chef Bruno Brunori, tra le più squisite mai assaporate, hanno preceduto la tradizionale sfilata degli stupendi abiti realizzati non da una stilista vera e propria, ma da una “signora del foro”, l’avvocato Elisabetta Gualandri, che sembra sempre aver ideato abiti, per quanto sono raffinati ed eleganti. Tra le amiche che hanno dato vita a questa sfilata, l’attrice Cristina Sciabbarrasi e la Miss Elisabetta Viaggi. E a mezzanotte, con una eccellente torta semifreddo, tutti a festeggiare il compleanno del Dj Stefanone e la riuscita della serata stessa.

Oltre al piacere di condividere con gli amici un momento di gioia e spensieratezza, la serata è stata il pretesto per portare avanti il progetto di solidarietà e sostegno all’associazione di volontariato “Club Roma Castelli Romani” organizzata dal “L.I.O.N.S Club International-Due occhi per chi non vede” che si occupa di provvedere, gratuitamente, all’addestramento di cani guida per giovani non vedenti.
Questa eccellenza, tutta italiana, è uno dei più importanti centri di addestramento cani guida italiani dei Lions Club. Ogni anno questa struttura prepara cinquanta cani guida per non vedenti, grazie al lavoro di un team di professionisti impiegati a tempo pieno.
“All’istruttore i cani si affezionano molto” – ci hanno raccontato i volontari – “ma quando vengono dati alla persona che non vede, si instaura un rapporto ancora più bello. Noi consigliamo sempre che la persona cieca affronti prima un corso di mobilità e orientamento, in modo da raggiungere più velocemente l’affiatamento con il cane. Avere di fronte cane e padrone che procedono insieme è uno spettacolo. Si muovono come una cosa sola e reciprocamente si capiscono, il cane sa di essere responsabile del non vedente”.
Le razze che vengono addestrate sono sostanzialmente tre: labrador, golden retriever e pastore tedesco. Non tutti risultano idonei a svolgere il delicato compito della guida. Possono insorgere problematiche di tipo fisiologico come la displasia dell’anca, soprattutto nel pastore tedesco. Oppure possono esservi componenti caratteriali che ostacolano il corretto svolgimento del compito. Può accadere, ad esempio, che il cane prenda il sopravvento nella relazione con il padrone e diventi il capobranco. Così ne approfitta e si distrae con gli altri cani. Negli altri casi la competenza degli istruttori e le qualità caratteriali di queste razze fanno sì che il processo di addestramento volga a buon fine. Si inizia con il periodo di affiatamento, durante il quale il cane si affeziona all’istruttore. Dura due o tre settimane e pone le fondamenta per il successivo addestramento. Il cane prende confidenza e si abitua ad avere la “guida”, l’imbragatura a cui è collegata la maniglia che dovrà tenere in mano la persona non vedente. Le varie prove del campo ad ostacoli sono le scale aperte, gli scalini, i tombini aperti… Quindi si passa alla vita reale dove tutto è più difficile, con il traffico, i passanti e altre mille distrazioni. Al termine dell’addestramento, l’istruttore indossa occhiali scuri e si affida totalmente al cane. Un modo per comprendere se il cane è pronto al proprio compito, ma anche per sentirsi solidali con i futuri padroni, che desiderano conquistare la propria autonomia nonostante la difficile condizione della cecità.

Quindi una serena e spumeggiante serata sì, ma con un occhio rivolto al cuore, ai nobili sentimenti, all’altruismo…. E’ questo che ha fatto di una festa, una serata differente da tutte le altre!

Grazie a Loredana e Marco!

Foto: Luigi Giordani

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*