Silvia Colombini “soprano d’arti” vulcanico alla Festa di Teatro Eco Logico a Stromboli.

Nove giorni di teatro, arte, musica, danza, incontri e suggestioni, tutti ad ingresso gratuito e tutti rigorosamente “a spina staccata”, ovvero senza l’ausilio di corrente elettrica, per rimettere al centro dell’azione il rapporto fra uomo e natura, così come quello fra artista e spettatore.

Oggi è possibile pensare un evento, anzi un’intera rassegna di spettacoli, senza luci o senza microfoni? E quali energie si liberano se si rinuncia all’elettricità? Da queste domande è nata la FESTA DI TEATRO ECO LOGICO, alla sua quinta edizione, che si è conclusa qualche giorno fa sull’isola di Stromboli. Nove giorni di teatro, arte, musica, danza, incontri e suggestioni, tutti a ingresso gratuito e tutti rigorosamente “a spina staccata”, ovvero senza l’ausilio di corrente elettrica per rimettere al centro dell’azione il rapporto fra uomo e natura, così come quello fra artista e spettatore.

Solo ospiti di altissima levatura: attori, cantanti, strumentisti, danzatori, scrittori, vulcanologi, archeologi, geologi, astronomi, filosofi, come Concita De Gregorio, Nadia Fusini, Manuela Mandracchia, Maya Sansa, Cristina Donadio, Laura Mazzi, Gianluca Misiti, Silvia Gallerano, Francesco Manenti & Daria Menichetti di Sosta Palmizi.

Tra loro anche la “voce” vulcanica del soprano Silvia Colombini che non poteva trovare terreno più fertile per i suoi format inediti di concerto cross-over. Unica nel suo genere di “soprano d’arti”, l’artista giustappone alla lirica, forme artistiche differenti: dalla recitazione, alle arti visive, fino alle suggestioni sensoriali.

Silvia Colombini è andata in scena con la sua ultima performance “CORPORA CREATA”, un’opera di grande impatto che ha condotto il pubblico stromboliano in un viaggio fra le “meravigliose creature” a cui l’edizione 2018 della Festa è dedicata per rendere omaggio ai 200 anni dalla pubblicazione della prima edizione del “Frankenstein” di Mary Shelley.

Cinque i personaggi, o meglio i “Corpora Creata” messi in scena: la più famosa femme fatale dei film di animazione, Jessica Rabbit, che ha cantato con la voce della seduttrice Pucciniana Musetta, dall’opera “La Bohème”; il misterioso Genio “frozen” (musicato dal compositore inglese Purcell nel suo King Artur), presentato qui imprigionato in un costume glaciale; la bambola meccanica dei racconti di Hoffmann del compositore Offenbach, immaginata come una ballerina giocattolo, telecomandata, ma ribelle ai suoi padroni bambini tecno-dipendenti.

Il soprano ha presentato inoltre due inediti: la “Madre” da “La favola del figlio cambiato” di Pirandello, musicata da Malipiero, e un drammatico e profondamente commovente lavoro teatrale e musicale, ispirato al “corpus creatum” favolistico per eccellenza: Pinocchio. Ecologico e singolare anche l’accompagnamento musicale. Il soprano è stata infatti accompagnata solo dalla fisarmonica, suonata dal pluri-premiato fisarmonicista (vincitore di ben 88 concorsi internazionali) Adriano Ranieri.

“Il mio Pinocchio è una novità assoluta, si tratta infatti di una inedita forma di teatro musca (registrata in SIAE appunto come format inedito) che ho chiamato “bozzetto d’arti. Con il termine bozzetto, voglio strizzare quasi l’occhio alla commedia dell’arte e creare un’opera aperta, ancora e sempre in fieri, dove la recitazione scenica, la musica e la poetica stessa, siano tratti delineati ed equipollenti, ma pur sempre in movimento, come la vita stessa. Con la narrazione – ha spiegato il soprano d’arti – mi sono fermata al capitolo 15, ossia a quello dove Collodi, in una sua prima stesura del racconto, deponeva la penna facendo morire il povero burattino impiccato a un albero usando parole quasi blasfeme: “Oh babbo mio se tu fossi qui!”… (A causa delle proteste dei suoi giovani lettori, Collodi fu poi costretto dal suo editore a far resuscitare il povero mal nato e mal morto burattino… ). Il mio “Pinocchio e il suo cielo” (questo il titolo completo), nasce a Stromboli, ma in futuro si dilaterà in nuovi capitoli, varierà i testi, la musica, le suggestioni, anche improvvisando, nel momento stesso della rappresentazione. Miei i testi, la poetica, la creazione degli oggetti scenici, i costumi. Per le musiche invece, mi sono rivolta a un giovane e straordinario talento: il pianista e compositore romano Francesco Marano, perché volevo che, anche la musica, guizzasse di quella energia che inebria i piedi veloci di Pinocchio, colmi di stupore per la vita e il creato. In scena, ho mostrato due Pinocchio, uno di legno originale dei primi del novecento, e uno in carne ed ossa, ma identico al primo. No, non si tratta di Pinocchio diventato bambino – ha concluso Silvia Colombini – ma di un Pinocchio “mentale” che osserva il suo stesso corpo impiccato e, nel momento estremo, si pone una semplice domanda: “Cosa sono stato? E il mio cielo qual è?


Silvia Colombini:

Unica con questa dicitura, Silvia Colombini è chiamata SOPRANO D’ARTI, per i suoi concerti dal format inedito che giustappongono espressioni artistiche differenti. Canta in 10 lingue e si è esibita sui maggiori palcoscenici internazionali (come: Festival di Salisburgo, Teatri dell’Opera di Torino, Verona, Palermo, Roma, Bonn, Francoforte, Monaco, Staatsoper di Berlino, Semperoper di Dresda, Shanghai Concert Hall e Tokyo Bunka Kaikan, Pomeriggi Musicali, Auditorium di Milano e Roma, MitoSettembremusica, Bayerische Rundfunk, Sala Gastaig, Gewandhaus).

Ha cantato per grandi platee: 35 mila spettatori (Opera Tel Aviv) e lavorato con nomi quali: Z. Metha, F. Luisi, L. Ronconi, M. Martone.

Si è esibita per i Presidenti C. A. Ciampi e S. Mattarella e per Giovanni Paolo II e Papa Francesco.

Ha inciso per DECCA Records e Parco della Musica Records.

Canta regolarmente in tournée in Cina dove è nota con il nome di “The Queen of Italian Opera”.

Da sempre impegnata artisticamente a tutela dei diritti umani è inoltre testimonial italiana di Debra Italia, la onlus dei “Bambini Farfalla” (affetti da Epidermolisi bollosa).

E’ ideatrice di un metodo di canto innovativo “ARS – C Arte della Resistenza Superata”.

Una curiosità: nel Dicembre 2017, in occasione della Prima alla Scala, Silvia è stata pubblicata su tutti i giornali per la scritta, dipinta sulla sua pelle, “RINASCI DALLA DIGNITA’” (www.rinascidalladignita), a sostegno della lotta contro la violenza sulle donne.

Foto Colombini Vulcanica

 

 

 

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