Silvio Laurenzi: il mattatore della bellezza.

Silvio Laurenzi è l’ultimo pezzo di storia del cinema italiano e internazionale.

Abbiamo incontrato Silvio Laurenzi  reduce dall’Oscar della moda 2017 a Napoli. Con lui tra i tanti premiati a Palazzo Caracciolo ricordiamo: il grande truccatore di star internazionali e nazionali Gennaro Marchese.

La kermesse ideata per premiare le Eccellenze della Moda, della Bellezza e del Giornalismo è stata moderata dal giornalista scientifico Alessandro Cecchi Paone e dalla modella e show girl croata Nina Moric.

Silvio Laurenzi è l’ultimo pezzo di storia del cinema italiano e internazionale. Parlare con lui vuol dire immergersi  nella antichissima cultura romana cinematografara, sfottente e bonaria, acuta e irresistibile.

Ha lavorato con Rita Hayworth, Anna Magnani, Bette Davis. Il suo mondo dei ricordi è un Satyricon di risate e ricordi mitici. Di Anna Magnani che lui vestì in Mamma Roma di Pasolini ricorda: rifiutava i tacchi senza narcisismi; in quanto reputava le sue gambe storte. Grande amica la Magnani, ricorda Silvio, e pure grande donna. Pier Paolo Pasolini scrisse per Bernardo Bertolucci la comare secca e proprio Silvio Laurenzi divenne l’attore chiave di questo stupendo film che vide due maestri all’opera insieme. I registi erano entrambi amici del giovane Silvio in una atmosfera artistica, lui inglobava creatività e savoir-faire, unita all’innata vivacità culturale tutta italiana.

Silvio Laurenzi era amato, come costumista, da due grandi maestri, Steno e Dino Risi. Ha lavorato oltre alle super star citate con le donne più belle del nostro cinema da Edwige Fenech a Virna Lisi, da Barbara Bouchet a Marina Suma, Eva Grimaldi, Dalila di Lazzaro, Serena Grandi  ecc…  per tutte ha creato un vestiario funzionale ai ruoli. I suoi costumi erano studiati e analizzati sul copione come apprese da Piero Tosi suo maestro e amico (indimenticabile costumista del Gattopardo, Morte a Venezia ecc…).

Silvio  Laurenzi prima come aiuto e poi come primo costumista ha realizzato qualcosa come 120 film, è lui stesso il cinema italiano. Un viso da antico romano, sornione e battutaro, forte e fiero, ha caratterizzato anche dei personaggi come attore per volere di registi come Steno, dimostrando una verve comica trascinante. In film come “La patata bollente “ o “La rivolta delle gladiatrici”.

I suoi ricordi sul set toccano grandi personaggi da Alain Delon che attrae Visconti in motocicletta vestito di pelle, i pizzicotti di Burt Lancaster. Il ricordo dell’amicizia grande con Silvana Mangano gli illumina gli occhi che paiono due pezzi di cielo.

Carrol Baker la Baby Doll di Hollywood venne in Italia e divenne la regina del giallo anni settanta e fu Silvio il suo costumista personale in dodici film, oltre che suo coach di italiano e super amico. Laurenzi nasce creatore della bellezza…fin da piccolo, per tradizione familiare sartoriale, lui cuciva delle bambole meravigliose. Col tempo sotto il Maestro Piero Tosi divenne tanto raffinato come costume designer da rendere le interpreti eleganti e seducenti al contempo, e capì da subito che il vestiario stesso era parte integrante del narrare per immagini filmiche, soprattutto in film noir o gialli.  Molte attrici si sentivano sicure solamente con Laurenzi  perché il suo tocco le rendeva vere nelle storie.

Di loro Silvio ha ricordi bellissimi. Quando arriva a Cinecittà dove ha il pass, tutti lo festeggiano con un affetto raro in un mondo competitivo, lo abbracciano, lo stringono, lo osannano fra battute e grande stima verso questo Gran Signore del cinema italiano.

Battuta pronta, intelligenza, voglia di vivere, è lui l’ultimo irresistibile mattatore italiano. Il cinema potrebbe attingere da lui un grande mondo comico e antico, Silvio oggi aspetta un altro set perché il cinema come costumista o caratterista è la sua vita. Le sue battute illuminano chiunque e i suoi occhi cerulei mandano lampi da condottiero romano indomito e beffardo. Lunga Vita a Silvio Laurenzi “ultimo mattatore del cinema”.

Silvio Laurenzi 2

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