Simona Natale e Alessandra Friuli due giovani e brillanti editrici.

Investire nel settore librario è una scelta che ha suscitato scetticismo in molti. Tutti pensano che, sostanzialmente, i libri siano in declino e la gente non legga più.

Simona Natale e Alessandra Friuli

Sono giovani, determinate e tostissime, Simona Natale e Alessandra Friuli, fondatrici di Always Publishing. Grandi appassionate di libri, in particolare quelli rosa, nel 2017 hanno dato vita a questa incredibile avventura letteraria.

Ragazze, chi o che cosa vi ha spinto a fare squadra per formare nel 2017 Always Publishing? E, soprattutto, perché questo nome?

Simona:Respiravamo” solo romanzi rosa già da tempo, poiché io e Alessandra gestiamo insieme un grande blog tematico dal 2012. È stata la voglia di osare, in realtà, di spingersi sempre avanti che ci ha portato a domandarci: tanti libri che vorremmo leggere non sono disponibili in Italia, allora perché non li portiamo qui noi? Così ci siamo ritrovate “editrici”.

Alessandra: “Il nome? Non c’è niente di più rassicurante che legare il concetto di amore a quello di eternità, e dal momento che siamo nate proprio con l’intento di raccontare l’amore: è stata una scelta spontanea.”

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete riscontrato all’inizio della vostra realtà?

Simona: “Investire nel settore librario è una scelta che ha suscitato scetticismo in molti. Tutti pensano che, sostanzialmente, i libri siano in declino e la gente non legga più. In realtà, il rosa è una nicchia a sé e le difficoltà reali sono legate al genere trattato.”

Alessandra: “Quando ci presentavamo come editrici di letteratura femminile, spesso le persone del settore ci sorridevano con imbarazzo. C’è timidezza, ma a volte anche snobismo, nel lavorare con il rosa.”

Quale è stato il percorso lavorativo, umano e professionale che vi ha portato a fare questa scelta?

Simona: “Sono laureata in Economia Aziendale. Da sempre, però, sono una lettrice onnivora con una spiccata tendenza a ricercare storie romantiche. Crescendo, quindi, mi sono ritrovati catapultata nel “mondo” di blog ed editori che lavoravano su questi romanzi quasi in maniera naturale.”

Alessandra: “Io ho condotto studi in campo grafico; in realtà è stata però la nostra passione per la lettura a portarci ad Always Publishing, passando sempre prima dal nostro amato blog che ci ha aperto tante prospettive e tante realtà editoriali.”

Sovente la Letteratura Femminile è, come avete voi stesse detto poco fa e dichiarato sul vostro sito ufficiale, considerata di serie B, per quale motivo?

Simona: “Non sapremmo dire esattamente il perché, di certo però costituisce un tabù. Forse il motivo è da ricercare nel fatto che tutti siamo abituati a pensare la Letteratura unicamente come forma di “cultura” e mai di intrattenimento.”

Alessandra: “Inoltre, non aiuta che questo genere di libri siano stati per anni “relegati” alla vendita in edicola, dove subivano tagli e venivano veicolati in vesti mortificanti. Per anni sono stati vittime di una vera e propria “serializzazione” di copertine, trame e formato.”

È forse a causa di ciò che alcune scrittrici donne, quando devono pubblicare qualche testo, decidono di firmarlo con uno pseudonimo o con un nome maschile?

Simona: “Sì, direi che l’uso di uno pseudonimo è certamente legato al discorso precedente. Non ci è capitato di autrici che scegliessero di pubblicare sotto nomi maschili, almeno sin ora.”

Alessandra: “Pensa che anche alcune traduttrici, quando lavorano con testi rosa, preferiscono farlo sotto altro nome.”

Vi occupate soprattutto di Letteratura Femminile Internazionale. Come si può tradurre in lingua italiana un testo in maniera corretta senza perdere le caratteristiche proprie ed emozionali del testo?

Simona: “Domanda critica. Si può, in primo luogo però bisogna un po’ immedesimarsi e sempre rispettare il testo su cui si sta lavorando, del resto si tratta di storie d’amore!”

Alessandra: “Se il traduttore lo affronta con distacco (o imbarazzo, perché no?), il testo ne risente. E noi ce ne accorgiamo subito.”

Vi è mai capitato, per vostra esperienza, di leggere un testo tradotto e non riconoscerlo più?

Alessandra: “Troppe volte, purtroppo. Per noi può trasformarsi in un problema molto rilevante, perché ci teniamo alle nostre scelte editoriali. Dunque, si procede a faticose correzioni.”

Simona: “Quando capita a noi, non ci facciamo scrupolo di rimaneggiarlo completamente. Altrimenti, sentiremmo di tradire il testo e anche la nostra scelta di pubblicarlo.”

Dunque, un bravo traduttore deve anche essere un grande interprete?

Simona: “Sì, ma, la bravura è un mix di tante sfaccettature, non una singola competenza.”

Alessandra: “Però, per lavorare bene con il rosa, bisogna saperselo godere e anche dunque interpretarlo. Mi sentirei di dire che vale per la traduzione editoriale in genere.”

Ma parliamo di scrittrici italiane. Credete che oggigiorno siano per lo più le giovanissime, soprattutto grazie ad Amazon, che vogliono scrivere romanzi e testi di questo genere?

Simona: “No. Sappiamo per esperienza che dietro ai grandi successi di Amazon si nascondono spesso anche signore mature. Però è vero, c’è un popolo di giovanissime scrittrici rosa che si sono avvicinate alla “penna” grazie a Wattpad.”

Alessandra: “Il rosa è un genere di ampia portata, sia per quanto concerne chi lo legge ma anche per quanto riguarda chi lo scrive. È davvero il caso di dirlo: l’amore non ha età.”

A proposito di genere, a volte è difficile, se non addirittura impossibile, poter “rinchiudere” un romanzo in una definizione ben precisa… Vi è mai capitato di pensarlo? A quel punto che decisione avete preso?

Simona: “Certo, ci è capitato spesso. Ci sono effettivamente casi in cui una storia appartiene a due generi contemporaneamente e come editori scegliamo quali caratteristiche della trama è più giusto sottolineare.”

Alessandra: “Nei nostri romanzi, però, siamo avvantaggiate da una caratteristica: il rosa pretende il lieto fine della storia d’amore che racconta. Questo è il denominatore comune di libri nella collana Always Romance.”

 

 

 

 

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