Simone Di Matteo: il tempo de “L’Irriverente”.

Simone Di Matteo ha creato un libro berlina, scandalosamente irresistibile, dove si esplora la fauna della scatola magica deformante, un po’ Eden naif e un un po’ luna park horror; insomma la amata odiata TV.

Simone Di Matteo, scrittore di premiati ed affascinanti libri lirici, barocchi, talvolta disperati, sempre poetici, diventa per un gioco in una scatola magica, Simone Di Matteo simpaticissimo e bucolico giovanotto, esilarante, scanzonato concorrente di Pechino Express con, al suo fianco, una Bionda tutta da guardare, Tina (Cipollari), infine, Simone grande autore ironico e dissacratore in No Maria io esco, best seller di risate veramente interessante.

Simone Di Matteo oggi con “L’Irriverente” crea un libro berlina, scandalosamente irresistibile, dove si esplora la fauna della scatola magica deformante, un po’ Eden naif e un un po’ luna park horror; insomma la amata odiata TV.

Simone è un novello Irriverente Pinocchio che ha preso un siero dalla fata Turchina e dice solo le verità. La Fata Turchina che svela a Simone il retro del paese dei balocchi è niente meno che Tina Cipollari, la Tina Nazionale, mamma per vocazione ma fatalona per tradizione, occhioni bistrati, bionda nuvola, e lingua  travolgente.

La favola diventa una Odissea di personaggi Tv e situazioni paradossali.

La TV crea mostri o i mostri ci aiutano a vivere meglio? Questo pare dirci Simone un po’ vate classico un po’ principe degli elfi, delicato e tagliente, appuntito ma suadente. Il giovanotto talentuoso, dietro uno strabismo di Venere nei suoi occhi di gatto sornione e svogliato, cela indolenza antica e provocazione, fascino e polemica.

Attori, conduttori, starlet, colleghi di reality, tutti in un grande circo in cui vengono fuori avidità, presenzialismo, pressapochismo nella folle gara su chi rimane nella scatola magica, pena la banalità quotidiana del passante che chiede “quando torni in tv”?

Simone Di Matteo con i suoi testi ha sicuramente rivoluzionato l’idea di scrittore dimostrando testa, cultura, sensibilità, non solo occasioni libresche para-televisive. Da prendere al volo (supremo esempio di letteratura pro popolo).

Per uno scrittore classico dalla penna veramente felice, avventurarsi nella satira di costume, significa tramutare personaggi noti in burlesche marionette di un teatrino; svelando artifizi, vizi, veleni, sotto le velette o le velate .

Mostri sacri della televisione del talento che vengono rimpianti e schegge impazzite che si presentano come nuove icone sub culturali, Simone segnala: nani che si spacciano per equilibristi?

Uno zapping sagace fra i personaggi più disparati, dal Pupazzo dei bambini anni ’80, alla Lecciso, ma chi è più colorato? O chi improbabilmente fabbricato ?

Chi merita il nobel? E chi il lavoro in miniera ?

Costantino Vitagliano perché non è diventato il nuovo Mastroianni? Ma Sylvie Lubamba diventerà grazie ad una cipria magica la nuova Biancaneve?

In questo marasma la bella Bugatty diventerà la donna mediatica del futuro? Lo è già…. una nuova Milly Carlucci del Tubo, forse un filo più spigliata, anche se molti la vorrebbero segretamente un filo più spogliata.

Lui, Simone, si lascia andare tra aneddoti di divi divine e divani, associazioni, alfabeti e massime in una foresta di giochi di parole e virtuosismi celebrali ci par di capire una cosa: nel cervello di Simone Di Matteo le sinapsi son talmente attive tanto che un investigatore gli “spiccia casa”

Un sottotitolo del testo potrebbe essere: uno scrittore in Tv per esaminare motivazioni sottostanti la fuga di cervelli all’estero?

“L’Irriverente” è tutto da leggere per comprendere cosa la tv può farci diventare, il passaggio da rospo a principe di talento  dipende dai talenti versati in alcove ? O dai talenti versati per copertine (di settimanali)?

Hanno chiuso felicemente i manicomi ma si aprono casting quotidianamente…. sembra dirci Simone Di Matteo… Lode a lui…

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