“Sogno e Realtà”, quando le arti visive trionfano sulle parole.

Si è conclusa, Domenica scorsa, la mostra, "Sogno e Realtà", che si è svolta nella Galleria "Il laboratorio" a Trastevere, culminata, Sabato sera, con l'estrazione del premio "Dea Bendata".

Nel mio lungo percorso professionale, costellato da innumerevoli avvenimenti, conoscenze, interviste, situazioni entusiasmanti, ho varie volte presieduto a delle giurie di concorsi, presentato scrittori in spazi televisivi o radiofonici… nulla di sorprendente…il mio lavoro è anche questo! Ma c’è un “gradino” poco più su, quello che ti eleva, conscia di sfiorare le manifestazioni artistiche, forse, più sublimi: la pittura, la scultura, la fotografia, le arti visive in genere. Mi “abbevero” di arte sin da ragazza… e questa mia continua sete del bello, la ricerca della magnificenza che l’essere umano, solo quello dotato di una grande conoscenza ed energia interiore, però, riesce a produrre …non mi vede mai sazia di nuove scoperte.

L’arte mi offre uno specchio irregolare ed imprevedibile, traslucido e deformante, che altera la scontata esteriorità, come una superficie riflettente che smaschera l’ovvietà del reale, erroneamente considerata attendibile ed unica, sognando, per elevare la conoscenza ad un livello di verità vera, non più visibile, ma percettibile solamente attraverso le emozioni.

Il punto di partenza è sempre e comunque il reale, per quanto, in molti casi, l’artista, a lavoro ultimato, se ne ritrovi distaccato completamente. Nella pittura informale, per esempio, si sceglie volutamente di rinunciare a qualsiasi contenuto illustrativo proprio per sperimentare la più nobile ed elevata purezza, la verità assoluta… anche il sogno!

Ecco allora che la mostra “Sogno e Realtà”, occasione per dar voce a 29 artisti, è stata una sorta di affermazione o trampolino di lancio, in una maestosità di colori, caleidoscopiche emozioni, sensazioni variegate…

Sonia Vecchio e Claudio Alicandri, due bravissimi artisti, gli ideatori e fautori della mostra stessa, nonchè del Premio Dea Bendata, hanno generosamente dato fiato a queste promesse dell’arte, non risparmiandosi, nè tirandosi mai indietro dalle responsabilità che un simile evento richiede. Piuttosto, un passo indietro, nel caso delle premiazioni, quando, nonostante ci fossero esposte le rispettive loro opere, si sono autoesclusi dall’estrazione, segno evidente di una correttezza garbata come poche. Loro mettono cuore, testa e cervello, dando sempre e comunque voce agli artisti che in quel determinato contesto espongono.

Molti di voi sapranno che ho avuto l’onore, oltre a quello di lavorare come ufficio stampa a questo evento, di essere presente anche in veste di madrina della serata! Confesso, non senza emozione, un’euforia mista ad adrenalinica passione! Mi hanno coinvolta queste opere, che con i colori sprigionati dalle tele, mi hanno evocato rimandi a luoghi a me cari, a situazioni indimenticabili… Un artista ci consente di addentrarci nella profondità del mondo e lo fa in modo originale, senza vincoli di alcun genere.
Un paesaggio, un sentimento, un temporale, un volto, possono essere raffigurati in forme diverse a seconda dello stato d’animo di chi vuole donare al mondo le sue più remote emozioni.
L’arte commenta in modo del tutto personale la realtà e non vi è traccia di esistenza, fortunatamente, di un singolo linguaggio artistico, né un criterio di giudizio che possa stabilire in modo inequivocabile quanto di “artistico” vi sia in un’opera.

A coronamento di questa serata, la performance live, “Lullaby”, tratta dal progetto “Body Art Human Painting” di Body art della bravissima Monica Argentino, realizzata sul corpo della modella Sara Mangoni, ha tenuto i numerosi visitatori accorsi, in silenziosa contemplazione… salvo poi, applaudire con sonora meraviglia al termine di essa.

Sonia e Claudio regalano emozioni, quelle stesse che mi hanno interamente accolta, avvolta ed abbracciata in un unico intento, ossia quello di stabilire un rapporto più diretto con il pubblico che è sempre più necessario coinvolgere per poterne catturare l’attenzione, portando ad una proiezione dell’opera verso lo spettatore-fruitore, nell’ambiente in cui sia l’opera che lo spettatore si trovano. L’ambiente e il territorio divengono, cosi, entità, sulle quali si può agire per compiere operazioni estetiche atte a mettere in contatto artista e pubblico.

Un sentito Grazie!!! A Sonia ed a Claudio ed a tutti gli artisti partecipanti!

Premiazione Dea Bendata
Estrazione:
1 Premio Amadè
2 Premio Monica Argentino
3 Premio Maria Trasmondi

 

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