Stadi, cambia la procedura contro i cori razzisti.

Una decsione forte che accontenta tutti, o quasi.

Cambia la procedura per la sospensione temporanea delle partite in caso di cori razzisti. Lo ha stabilito il consiglio federale della Figc, che ha ridotto da tre a due i passaggi necessari: una prima volta le squadre saranno riunite al centro del campo e, se ci sarà reiterazione, andranno negli spogliatoi per 45 minuti. A quel punto si sceglierà se ripartire o procedere con lo stop definitivo. In ogni caso la decisione spetterà al responsabile per l’ordine pubblico delegato dal Viminale. Un segnale forte, dunque, della federazione presieduta da Gabriele Gravina. Una modifca che la Figc ha deliberato dopo i fatti di Santo Stefano, con i “buu” razzisti all’indrizzo di Kalidou Koulibaly durante Inter-Napoli e le successive polemiche per la mancata sospensione. Il giocatore senegalese era stato poi espulso dopo un applauso ironico al direttore di gara.

Dopo qualche ora è arrivata la pronta reazione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al provvedimento della Figc: “Cos’è, la scala Richter dei ‘buu’? Dai, non facciamo ridere”, ha commentato il titolare del Viminale all’uscita da Montecitorio. “Abbiamo voluto inserire anche le esimenti e le attenuanti, perché va premiato il tifo positivo che deve sovrastare i ‘buu’ e i cori discriminatori”, ha precisato Gravina al termine del Consiglio federale. “Dobbiamo far sì che ci sia una certificazione di qualità dei tifosi – ha aggiunto -. Sospendere una partita è una punizione eccessiva. Quando si andrà al centro del campo, si vedrà chi sono i tifosi buoni e quelli no. Dobbiamo stare attenti a non demonizzare anche lo sfottò, ma quando si va sul pesante si deve capire che si offende la dignità di un popolo”.

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