Stefania Barca: “con ‘Amore, ingenuità, poesia, sogno…’ ho ritrovato un gruppo di attori motivati come me!

Abbiamo incontrato l'attrice che sarà protagonista, assieme ad Edoardo Siravo e Monica Bonomi, in un pezzo intimo e profondo, tratto dai "Sillabari" di Goffredo Parise. In scena al Teatro Palladium di Roma da questa sera a Domenica 13 Gennaio.

"Amore, ingenuità, poesia, sogno-... Sillabari di Goffredo Parise Da sinistra: Monica Bonomi, Edoardo Siravo, Stefania Barca FOTO-DORKIN

“Sillabari” di Goffredo Parise è la summa di una serie di racconti brevi apparsi sul Corriere della sera tra il 1971 e il 1972 (Sillabario n. 1) e tra il 1973 e il 1980 (Sillabario n. 2). Nel 1984 esce il volume che li ha per la prima volta radunati tutti.
Il titolo dell’opera è eloquente. Dopo un tormentato ed altalenante percorso esistenziale rappresentato da una altrettanto intermittente esperienza letteraria, Parise approda al porto sicuro dell’essenzialità delle cose. L’ insofferenza, la noia di vivere, l’instabilità emotiva, che hanno portato lo scrittore a compiere lunghi viaggi, chiudono il cerchio con il superamento della realtà apparente e dell’esperienza superficiale della realtà, per giungere al cuore del Tutto.

Parise rilegge la propria vita facendosi ora protagonista, ora comparsa di brevi racconti che sono fugaci istanti, attimi irripetibili, come luce che rivela la realtà qual è, nella sua semplice impenetrabilità. I dialoghi sono ridotti al minimo, i personaggi tendono all’afasia, le parole sono poco significative, mentre importanza centrale assume lo sguardo. Non a caso è spesso da uno sguardo che si dispiega la vicenda, o è proprio uno sguardo, collocato strategicamente in coda al testo, che apre al lettore la mente dei protagonisti, in un’atmosfera costantemente oscillante tra il dire e il non dire, l’intuizione, l’indefinito e l’enigma.
Parise propone la realtà a partire da sentimenti e condizioni primarie per l’uomo, quali l’amore, l’affetto, l’amicizia, la libertà, la fame.

Con un linguaggio ripetitivo, solo apparentemente semplice, ma in realtà ben controllato, l’autore tende da un lato al recupero memoriale e al ricordo di un sé passato, dall’altro lato, con la volontà di superare il protagonismo e l’individualità dell’io autobiografico, Parise consegna storie dal carattere universale, quasi degli exempla, in cui un’esperienza racchiude tante esperienze e il paesaggio emotivo è quanto mai vario e molteplice. Con una disarmante facilità, l’autore riesce a penetrare addirittura l’inconscio dei suoi personaggi, e un momento dopo a prendere le distanze producendo un effetto di straniamento, tramite il quale Parise stesso si misura col proprio vissuto, aggiungendo un che di fantastico, di immaginifico che rende quest’opera gradevole, coinvolgente, surreale.

E proprio impersonando evocazioni di antichi e malinconici amori senza lieto fine, Edoardo Siravo, Stefania Barca e Monica Bonomi con “Amore, ingenuità, poesia, sogno…i “Sillabari”, ideato da Roberto Traverso e diretto da Lorenzo Loris, riprendono in scena, al Teatro Palladium di Roma, uno spettacolo intimo e profondo che racconta l’ultima giornata di un uomo irrimediabilmente malato che, per la prima volta, si guarda allo specchio e, quello stesso giorno, avverte di essere alla fine. Ripercorrendo tutta la sua vita l’autore, interpretato da Edoardo Siravo, ricorda due donne importanti della sua vita. A loro Parise dedica due sillabari: Amore e Donna.

Oltre a dare voce a queste donne, Stefania Barca sarà, assieme all’attrice Monica Bonomi, una sorta di grillo parlante a fare da contraltare ai pensieri dello scrittore giunto alla resa dei conti con la sua esistenza.

Nell’introduzione alla pubblicazione Parise scrive: «Nella vita gli uomini fanno dei programmi perché sanno che, una volta scomparso l’autore, essi possono essere continuati da altri. In poesia è impossibile, non ci sono eredi. Così è toccato a me con questo libro: 12 anni fa giurai a me stesso, preso dalla mano della poesia, di scrivere tanti racconti sui sentimenti umani, così labili, partendo dalla A e arrivando alla Z.  Sono poesie in prosa. Ma alla S, nonostante i programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e non ha discendenti. Mi dispiace ma è così. Un poco come la vita, soprattutto come l’amore».

Racconti garbati, quasi pennellate…Questa interpretazione riesce a convogliare l’immediatezza, addentrandosi nelle profondità dei Sillabari, per scandagliarne gran parte del mondo sommerso e nascosto dietro le parole.

LF ha incontrato proprio Stefania Barca che, da questa sera e sino a Domenica pomeriggio, potremo apprezzare al Teatro Palladium di Roma.

Ci racconti di questo “Amore, ingenuità, poesia, sogno….” ?

“E’ uno spettacolo tratto da i “Sillabari” di Goffredo Parise, un lavoro drammaturgico realizzato da Lorenzo Loris che ne è anche il regista e da Roberto Traverso, perchè i “Sillabari” non nascono direttamente per il teatro, li abbiamo messi in scena proprio per riscoprire un autore un po’ dimenticato, ma di grande rilievo…Coetaneo e amico di Pasolini, grande poeta e romanziere, ha scritto sul Corriere della Sera. “Sillabari” è considerato il suo più importante lavoro. Sono 54 racconti, piccole storie di gente comune, definite poesie in prosa sui sentimenti, perchè è come se fosse un abecedario, anche se Parise si è fermato alla lettera “S”, perchè come lui stesso disse, l’ispirazione gli era mancata. L’ispirazione poetica è un po’ come la vita, come l’amore, va e viene…Dalla A alla S, troviamo quindi un elenco di sentimenti: amore, amicizia, ingenuità, da cui emerge una sorta di riscoperta dei valori autentici della vita, non dimentichiamo che Goffredo Parise era in piena contestazione ideologica quando scrisse “Sillabari”, e ad un certo punto, si rese conto che ormai si stava perdendo l’attenzione per le cose più semplici, ma importanti. Noi abbiamo creato questo spettacolo partendo da uno di questi racconti, “Età”, che fa un po’ da filo conduttore, da spina dorsale, interpretato da Edoardo Siravo che rispecchia l’autore, e che, guardandosi allo specchio, fa un bilancio della propria vita, attraverso varie considerazioni con l’evocazioni di vari personaggi, donne in particolare. Io ne interpreto due, tratte da “Amore” e “Donna”, e anche un po’ da “Amicizia”.”

…quasi una riflessione sull’esistenza? 

“Sì, infatti…una riflessione fatta con un tono un po’ malinconico, ma anche con una certa ironia e comicità però… E’ il paradosso del comico, come Pulcinella che ha la lacrima mentre suscita le altrui risate.”

C’è una scena o un momento particolare dello spettacolo, che ama di più?

“Non vorrei anticipare troppo…Il momento che mi sembra più suggestivo è quello in cui lui rievoca un suo grande amore e dice: ‘guarda guarda adesso nevica!’ C’è un momento romantico….perchè l’amore poi muove un po’ tutto…arrivo io, che rappresento questa sua donna… e c’è il ricordo struggente, attraverso una sciata metaforica, della giornata trascorsa sulle piste da sci.”

Dov’è stato messo in scena, oltre alle tre serate romane del Palladium?

“Lo abbiamo già portato in scena per un mese a Milano. Questo spettacolo nasce a Milano e finisce a Roma con la speranza di poterlo in seguito portare in giro. Queste opere vengono messe in scena con grande lavoro drammaturgico, attoriale e di regia, ma hanno breve durata.”

Lei al momento si sta dedicando esclusivamente al teatro…

“Negli ultimi tempi mi sono dedicata al teatro. Erano un po’ di anni che non lo facevo più, anche per motivi personali, avevo i bambini piccoli…e quindi è un po’ il mio amore iniziale. Provengo dalla Scuola del Piccolo Teatro e sin da subito ho preso parte a grandi compagnie assieme a Lionello, Albertazzi, Sbragia, Bosetti, il mio amore per il teatro è sempre stato viscerale, poi nulla esclude che uno non possa fare anche altre cose!”

Le mancano la Tv ed il cinema?

“Da un lato mi mancano, sono cose belle seppur di genere diverso. Solo che non ho avuto tutte queste grosse offerte di lavoro, è tutto più complicato oggi. Sarà anche dovuto al periodo che, in generale, porta a restrizioni varie, così la mi attenzione si è buttata anche là dove avevo più proposte. Certo, il teatro a me piace molto, è più faticoso, ti porta fuori, per un attore è un’esperienza completa.”

Concludendo?

“Vorrei aggiungere che vi aspettiamo numerosi (ride n.d.r.) …mi piacerebbe continuare a fare questo tipo di esperienza che mi ha entusiasmata, sono contenta di aver ritrovato questo gruppo di lavoro, attori motivati come me! Devo dire che il mio bilancio è molto positivo!”

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