Stefania Barca: “Interpretare Anna Freud è molto stimolante per me”.

L'attrice che riveste i panni di Anna Freud, sarà in scena a Roma, Venerdì 27 Luglio, in occasione della XXV° edizione della rassegna “I Solisti del Teatro”.

Stefania Barca ha studiato recitazione presso la Bottega Teatrale di Firenze, diretta da Vittorio Gassman, e la Civica Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano.

Ha recitato molto in teatro, tra gli altri ne “Il malato immaginario” di Molière, in “Enrico IV” di Luigi Pirandello, e in “Romeo e Giulietta di William Shakespeare, dove interpretava il ruolo di Giulietta, rappresentato al Teatro di Roma, con la regia di F. Ricordi.

Ha fatto anche televisione e cinema, ma oggi, abbiamo incontrato Stefania Barca per il personaggio, molto particolare e denso di sentimenti, che interpreta, già da qualche anno, con grande consenso di pubblico, Anna Freud. Stefania sarà protagonista, Venerdì 27 Luglio presso i Giardini della Filarmonica romana, di “Anna Freud-Un desiderio insaziabile di vacanze”, per la regia di Edoardo Siravo.

Sesta figlia di Sigmund e Martha Freud, Anna divenne psicoanalista ed iniziò ad occuparsi della psicoanalisi infantile. Assai noti i suoi scontri teorici con l’altrettanto nota psicoanalista austriaca Melanie Klein, che perdurarono dalla metà degli anni ’20 sino al gentlemen’s agreement dopo le “Controversial discussions” che si tennero fra il 1942 e il 1944 a Londra. Anna diventa un grande punto di riferimento riconosciuto, soprattutto a Londra, città in cui riceve un grosso riconoscimento per le sue teorie che spesso si differenziano da ciò che aveva detto Sigmund Freud in precedenza. In particolare Anna pone una netta differenza tra la psicanalisi adulta e quella infantile in quanto esistono delle patologie evolutive diverse tra l’adulto e il bambino.

In “Anna Freud-Un desiderio insaziabile di vacanze” Stefania Barca, pone magistralmente davanti all’occhio attento del pubblico, questa figura di donna molto particolare, di notevole intelligenza che è stata anche molto plagiata e condizionata dall’ingombrante padre. Nel pezzo, tutto viene raccontato da lei in prima persona, evocando questo padre che si materializza con la presenza di Gianni Oliveri che interpreta, appunto, Freud. La narrazione, in scena, viene percepita come se ci fossero dei flash back, dalla giovinezza fino alla vecchiaia ed alla morte che incombe…ed è come se il pubblico vivesse in tempo reale tutta l’esistenza di Anna Freud.

Personaggio molto impegnativo, ma nello stesso tempo stimolante quello di Anna Freud, ha entusiasmato immediatamente Stefania Barca che ce ne ha raccontato i tratti salienti in questa intervista…

Ci parli del suo ruolo di Anna Freud l’inventrice della psicoanalisi infantile…

“E’ una figura di donna molto particolare che mi ha interessata sin da subito, quando Roberta Calandra, l’autrice, mi ha proposto questo testo da cui è tratto lo spettacolo. E’ la sesta figlia di Freud, la più intelligente, come diceva lo stesso padre, che però è stata molto plagiata da questo grandissimo ma molto ingombrante genitore, che l’ha quasi costretta a non sposarsi e restare con lui. Dunque una vita travagliata, intrisa di un amore profondissimo per il padre, ed un’intera esistenza dedita a farsi riconoscere da lui…Nonostante queste costrizioni, lei è riuscita a sviluppare una sua identità ed una sua maturità emotiva e sentimentale, perchè ad un certo punto, incontra una donna americana, Dorothy Tiffany Burlingham, con la quale crea un bellissimo sodalizio, un vero rapporto amoroso inteso nel più alto signficato del termine, va a vivere con lei, e non solo la sua vita privata comincia finalmente a prendere una sua identità, ma faranno del bene agli altri, soprattutto ai bambini, aprendo orfanotrofi ed occupandosi di tutti i bambini che durante la guerra erano stati abbandonati dai genitori. Questo significherà per lei scoprire e maturare la sua identità di psicanalista, con teorie diverse da quelle paterne, volte ai bambini, diventando un punto di riferimento della psicoanalisi infantile in tutto il mondo… una personalità davvero importante, eccellente. Nel pezzo, tutto viene raccontato da lei in prima persona, evocando questo padre che poi si materializza con la presenza attoriale di Gianni Oliveri che interpreta Freud, che ha delle battute ed entra fisicamente a ricoprire questo ruolo. Viene raccontato come se ci fossero dei flash back, dalla giovinezza fino alla vecchiaia ed alla morte che incombe…è come se il pubblico vivesse un po’ in tempo reale tutta la sua esistenza.”

Ha trovato qualche difficoltà nell’interpretare questo personaggio?

“Tutti i personaggi molto complessi da un punto di vista psicologico sono molto impegnativi per un attore, ma nello stesso tempo anche molto stimolanti. La difficoltà sta nell’interpretare una figura così importante e nello stesso tempo così fragile. Una donna che soffriva di malattie psicosomatiche ed ha vissuto un’esistenza molto densa, colma di tanti sentimenti… E l’amore per questa donna, una coppia di fatto ante litteram.”

Molto attuale come personaggio…

“Moltissimo…ricordiamoci che parliamo di un periodo antecedente alla guerra, per questo diviene molto emblematico il personaggio e questo è piaciuto a me ed al pubblico…Tutte le volte che lo rappresentiamo, sento che il pubblico, nonostante la difficoltà insita nel mettere in scena un monologo, partecipa molto a questa storia appassionante.”

C’è qualche aspetto del carattere di Anna Freud nel quale si rispecchia?

“Mi sono sempre interessate le dinamiche familiari, perchè riguardano tutti noi…questo mi ha sempre colpita. Anche io ho avuto un padre, diverso sicuramente dal padre di Anna, il mio era generosissimo, affettuoso, ma una figura molto importante, ed io, similmente ad Anna Freud, desideravo non deluderlo mai…Quando si scava nella profondità dell’animo umano ci si riconosce in vari aspetti.”

Concludendo?

“Vorrei che il pubblico partecipasse entusiasticamente come ha sempre fatto e spero di essere anch’io adeguata al ruolo…!”

 

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