Stefania Convalle, una romanziera e una poetessa spirituale.

Lo spiritualismo fa parte di me e della mia vita, non è stato difficile né complicato parlarne perché è come essere a casa.

Stefania Convalle

Quando scrive prova piacere assoluto. Ma se la Poesia – a suo avviso – non si cerca, la Prosa invece ha imparato a cercarla. Lei, la poetessa, scrittrice ed editrice Stefania Convalle, si definisce fortunata per aver potuto scegliere di dedicarsi a quello che più ama: la scrittura. Ma ammette fin da subito che la fortuna da sola non basta…

Stefania, scrittrice, poetessa ed editrice. Si può dunque dire che vivi di scrittura. Perché questa scelta?

“Forse è meglio dire che ho avuto la fortuna di poter scegliere di dedicarmi a quello che più amo. Ma la fortuna, da sola, non basta. Ho costruito un pezzetto alla volta questa enorme ‘casa’ dove pratico la scrittura in tutte le sue forme e in tutte le ramificazioni possibili.”

 

Che cosa provi quando scrivi?

“Piacere assoluto.”

 

Scrivere una poesia è una cosa, scrivere romanzi è ben diverso. È vero, secondo te, che un poeta si mette più a nudo rispetto a uno scrittore?

“In linea teorica, sì, il poeta mette a nudo la sua anima. Ma anche lo scrittore lo fa, se scrive col cuore e mette l’anima stessa nelle parole.”

 

In qualche maniera, leggendo i tuoi testi narrativi, si può cogliere però anche la tua anima poetica. Ti senti forse più poetessa che romanziera?

“Mi sento, in primis, una romanziera. Credo sia il mio pane. La Poesia è un attimo che sporadicamente si affaccia e quando accade, cerco di coglierla. La Poesia non si cerca, arriva. La Prosa ho imparato a cercarla.”

 

In Anime Antiche c’è un sentimento serpeggiante di sano spiritualismo. Quanto è stato difficile e complicato scrivere un testo del genere?

“Lo spiritualismo è un elemento presente nei miei romanzi, in un modo o nell’altro, quasi sempre. È un modo di guardare la vita e mi piace affidare questo particolare sguardo ad alcuni dei miei personaggi. Lo spiritualismo fa parte di me e della mia vita, non è stato difficile né complicato parlarne perché è come essere a casa.”

 

Tra l’altro tra i personaggi vi è anche Luna, che in qualche maniera è una sorta di tuo alter ego… Al di là del suo ruolo di scrittrice, che cos’altro di te c’è in lei? Forse il tuo modo di vedere i sentimenti e l’amore?

“Nei miei personaggi – quindi anche in Luna – c’è molto di me. Aspetti a volte contraddittori, come d’altronde è l’essere umano, pieno di sfaccettature. Di sicuro nei miei romanzi emerge con prepotenza il mio modo d’intendere i sentimenti e l’amore. E questo credo sia l’elemento portante delle storie che racconto: l’amore universale.”

 

Anche Muriel, che in altre vite è stata Maria, mi ricorda, in certi modi di porsi, la tua figura… È stato complesso farle aprire il cuore?

“No, se si scrive col cuore, dimenticandosi di tutto, in un magico momento creativo dove esisto solo io e il foglio bianco.”

 

Anime Antiche è, come altri tuoi testi, un romanzo corale. Perché questa scelta?

“Mi piace usare la prima persona quando scrivo i miei romanzi, è una tecnica narrativa che prediligo, la trovo calda e coinvolgente in un processo di immedesimazione. Però, siccome la prima persona vuole che la storia sia narrata solo da un punto di vista, per ovviare, inserisco diversi personaggi che a rotazione diventano la voce narrante. Questo insieme di voci porta avanti la storia, raccontata quindi da più punti di vista.”

 

Mi sembra di intuire che nella vita e in generale, ami adottare più punti di vista su vari argomenti. È davvero così o è solo quando scrivi che fai intendere questo pensiero?

“È così. Nella vita cerco di guardare il mondo da più punti di vista, anche se non sempre ci riesco.”

 

A proposito, quale è il primo pensiero che ti è venuto in mente quando hai avuto tra le mani la prima copia di questo bel romanzo?

“Anche questa volta ce l’ho fatta!”

 

Dopo diversi mesi dalla sua uscita, a chi ti senti nuovamente di ringraziare per il suo buon esito?

“Me stessa. La stesura di un romanzo è una questione tra scrittore e storia che si racconta. Un rapporto “a tu per tu” con sè stessi e i personaggi che si creano.”

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