Stefano Donati: felice connubio tra imprese e “belle arti”.

Donati, abile comunicatore d'impresa, poliedrico, e pieno di inventiva, da sempre, cerca di accomunare la sua professione all'arte, alla letteratura, alla cultura, in modo da tenere sempre vivo ed "acceso" il nostro patrimonio e le eccellenze che ci contraddistinguono.

Stefano Donati, Marco Marini, Riccardo Campa

Italia….Paese di tradizioni culturali, arte e storia millenaria. Culla di un patrimonio artistico di notevole spessore ed importanza! Una nazione che, troppo spesso, sembra dimenticarsi dei suoi “figli” e delle immense risorse che possiede! La cultura, la conoscenza di queste ricchezze non possono e non devono prescindere dalla vita di ciascuno di noi, anzi, devono costituirne parte integrante fondamentale, essenziale, direi!

La persona che ho intervistato per voi, Stefano Donati, comunicatore d’impresa, si prodiga e si applica da sempre, per sostenere e dimostrare come, qualsiasi professione ed attività lavorativa, possano benissimo amalgamarsi all’arte, alla cultura, alle tradizioni, attingendone linfa vitale, divenendo un’eccellenza del settore, un diverso modo di concepire il lavoro….renderlo più “completo” ed elevato!

In un mondo che sta scendendo di livello e qualità, annoverare, tra pochi, una persona di tale levatura, ci piace, ci appassiona più che mai! Perchè se il nostro Paese non viene valutato e tantomeno stimato da tutti coloro che vi sono nati, è come perdere un pezzetto di tradizioni!

Stefano ha contribuito a dar vita a svariati eventi, come una rassegna su Italo Calvino e, in collaborazione con il regista Giuseppe Sansonna, ad un docu-film sul rientro a Cuba (suo paese natale) di Tomas Milian ,grande attore e uomo, che, purtroppo ai più, è noto quasi esclusivamente per il suo ruolo del “monnezza” ma che MOLTO di più e di migliore ha fatto durante la sua lunga vita!”

Donati è sicuramente più esaustivo di me….Lascio a lui la parola!

 

” Ci parla un po’ della sua professione “principale”? ”

“Sono un comunicatore d’impresa, ovvero gestisco le strategie e le attività di marketing, comunicazione e relazioni pubbliche di un’azienda. Da circa 10 anni opero principalmente nel settore del commercio di materiali per l’edilizia e l’architettura d’interni. In passato la mia attività prevalente è stata quella del formatore sempre nell’ambito della comunicazione e dello sviluppo commerciale. La filosofia che cerco sempre di applicare nelle aziende in cui opero è quella di valorizzarne il marchio anche in ambiti non strettamente afferenti o usuali. Per me è importante che un azienda sia particolarmente attiva nel campo della cultura in generale e nell’ambito del sociale. Un Azienda, in quanto attore economico, ha secondo me il dovere di “restituire” una parte dei suoi successi contribuendo alla crescita culturale e sociale della comunità e del territorio dove opera. In questi ultimi 10 anni, ho avuto quindi la fortuna di confrontarmi con imprenditori che si sono dimostrati sensibili a questi temi, e non solo per motivi puramente filantropici ma perchè ne hanno compreso anche le potenzialità in termini di visibilità e ritorno commerciale. In questo senso ho sempre pensato l’ufficio marketing ideale di una azienda come motore e volano a supporto di tutti gli interlocutori della filiera, dal produttore al consumatore finale. Ad esempio, nel campo dell’architettura ritengo indispensabile che si propongano meccanismi in grado di connettere ed accrescere competenze e conoscenze a partire dal produttore di materiali, passando per il progettista, all’impresa edile ed infine al committente. Ogni figura ha le sue peculiarità ed esigenze, ogni figura ha la necessità di aggiornarsi, ogni figura ha bisogno di visibilità e di palesare agli altri interlocutori i suoi valori e suoi ambiti di competenza. Lo scopo del gioco è quindi quello di mettere il più possibile a sistema i vari elementi per ricavarne un maggior valore aggiunto. Ma questo sistema non deve essere a mio avviso un sistema chiuso, ma deve essere il più possibile permeabile e disponibile a contaminazioni esterne più o meno vicine al proprio mondo, il tutto per un ulteriore arricchimento. Ben vengano quindi iniziative in ambiti che potrebbero sembrare poco inerenti, ben venga quindi l’arte, la letteratura, la scienza, la storia e chi più ne ha più ne metta! C’è sempre una connessione, c’è sempre un denominatore comune! In qualsiasi campo, operiamo e produciamo perchè siamo i figli e i nipoti di personaggi come Leonardo, Michelangelo, Montale, Fellini, Calvino e via dicendo. La creatività non è mai un atto estemporaneo, la creatività è la risultante di questo enorme patrimonio culturale che ci portiamo dentro e che abbiamo ereditato.”

“A proposito di Calvino lei ha allestito una rassegna dal titolo “In viaggio con Calvino” dedicata al noto scrittore! Com’è stata l’organizzazione e dove si è svolta?

” Oltre la mia attività principale sono membro di IXCO Istituto Italiano per la Cooperazione. L’istituto ha come missione quella di promuovere l’interscambio culturale quale strumento per lo sviluppo sostenibile di un’economia etica. IXCO opera principalmente tra Italia e America latina. Italo Calvino, nasce a Cuba nel 1923 e, nel 2013, in occasione del novantesimo dalla nascita, abbiamo pensato, insieme all’arch. Marco Marini, vice presidente dell’istituto, di omaggiarlo in quanto intellettuale di valore assoluto e testimonial indiscusso dell’intelletto italiano anche all’estero. Le sue opere infatti sono tradotte in 48 lingue e presenti in quasi 73.000 biblioteche nel mondo! L’idea originale è stata quella di non trattare esclusivamente gli aspetti letterari ma anzi di evidenziarne l’estrema interdisciplinarietà e curiosità dell’autore verso i campi più disparati. Inoltre si voleva ricercare e mostrare quanto il suo pensiero e le sue opere avessero influenzato consciamente o inconsciamente il pensiero e l’opera di terzi. Ecco quindi l’idea di una rassegna da svolgersi in varie sezioni affidate a specifici curatori e che “viaggiasse” temporalmente e fisicamente in luoghi diversi, in alcuni casi in contemporanea. In questo senso è stata fondamentale la collaborazione di alcuni importanti enti ed istituzioni ed in particolare la Casa dell’Archittettura di Roma, che firma insieme ad IXCO l’intera rassegna ed uno dei suoi rappresentanti, il prof. Arch. Massimo Locci che figura come curatore della sezione architettura nello specifico ed anche come curatore generale insieme a me e all’arch. Marini. L’organizzazione è stata sicuramente complessa proprio in virtù della mole di materie da trattare e delle location da coinvolgere. Dal 13 giugno del 2013 al 15 febbraio del 2014 le varie attività sono state ospitate presso La Casa dell’Architettura, la Cineteca Nazionale, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Palazzo Centurioni a Castiglione della Pescaia, il MAXXI B.A.S.E. e il Centro Hispanoamericano de Cultura all’Avana. Per sovraintendere il tutto si era istituito un comitato scientifico presieduto dal prof. emerito Riccardo Campa e si è affidata la curatela a 13 curatori per le varie sezioni. Nel dettaglio: Stefano Adami per la letteratura, Massimo Locci per l’architettura, Marco Pietrosante per il design, Piero Meogrossi per storia e mitologia, Silvia Massotti per la fotografia, Luisa Mazzullo, Angelo Melpignano ed Emanuele Lamaro per l’arte, Roberto Silvestri per il cinema, Pietro Paolo Cannistraci, Arianna di Pietro e Francesco Padovani per natura e ambiente, Sonia Marino per ergonomia e sostenibilità. Inoltre per gli eventi che si sono svolti in partnership presso le altre location, abbiamo: Giuliana Zagra con la collaborazione di Eleonora Cardinale per la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma; Patrizia Guidi, Paolo Della Valle e Stefano Adami per Castiglione della Pescaia; Roberto Silvestri con la collaborazione di Luca Pallanch, Domenico Monetti e Sergio Toffetti per la Cineteca Nazionale; Diana Alessandrini per il MAXXI B.A.S.E.; Per l’Avana, la curatela generale è stata di Marco Marini con Alives Magali Polo Sevila e Nelson Herrera Ysla per l’arte, l’architettura e il design; Nelson Ramirez De Arellano Conde per la fotografia; Gustavo Arcos e Dean Luis Reyesper il cinema; Leo Brouwer per la musica. Abbiamo quindi cercato di omaggiare la poliedricità del grande autore realizzando circa quaranta eventi e lasciando ad oggi la rassegna virtualmente aperta ad iniziative future. Per chi volesse curiosare o approfondire rispetto a quanto prodotto e proposto, segnalo il sito www.inviaggioconcalvino.it, la pagina Facebook www.facebook.com/inviaggioconcalvino che presenta alla sezione album la rassegna fotografica di tutti gli eventi organizzati sia direttamente che in partnership ed Il canale youtube  www.youtube.com/user/InViaggioConCALVINO che presenta alcuni contributi video ed interviste radiofoniche. “

” Giungiamo al docu-film sul ritorno a Cuba di Thomas Milian….

” La realizzazione di “THE CUBAN HAMLET” è stata un’impresa affascinante e complessa. L’incontro con il regista Giuseppe Sansonna, avvenuto in coincidenza di uno degli eventi organizzati per la rassegna di Calvino, ci ha portato ad approfondire la possibilità di collaborare alla riuscita di un progetto che lo stesso regista stava meditando da qualche tempo. Sansonna, che stava già collaborando con Milian alla stesura di una sua biografia, aveva confessato all’attore questo suo progetto: filmare il suo rientro a Cuba dopo sessant’anni di assenza, coglierne il turbinio di emozioni che ne sarebbero scaturite e raccontare al pubblico un Milian ai più sconosciuto sia sotto l’aspetto umano che professionale. Milian si era subito reso disponibile ad affrontare questa nuova avventura e quindi occorreva mettere in moto al più presto la macchina organizzativa. Come IXCO avevamo già una consolidata esperienza nell’operare a Cuba, anche per altre attività culturali svolte in passato con l’Ambasciata Italiana, l’Istituto Dante Alighieri ed alcune delle istituzioni culturali locali ed abbiamo quindi messo le nostre competenze a disposizione del progetto. Dopo una lunga e laboriosa fase preparatoria, la produzione è riuscita quindi ad arrivare all’Avana e a realizzare il docu-film, il tutto in concomitanza di una serie di attività dedicate all’attore, come una rassegna retrospettiva ed una mostra fotografica di scatti ad opera dello stesso Milian, in occasione della Settimana della Cultura Italiana che ogni anno si svolge all’Avana a cura della nostra Ambasciata e delle istituzioni locali. Infatti intorno alla figura di Milian c’era una enorme curiosità ed interesse anche da parte cubana. Il prodotto che ne è scaturito è sicuramente un ritratto intenso di un uomo che proprio nella sua Avana, appena dodicenne, è stato segnato dall’evento più significativo della sua vita: il suicidio del padre davanti a suoi occhi. Milian si racconta senza filtri e in alcuni passaggi con brutale sincerità ma non manca di dimostrare anche in questa occasione, in cui non sta recitando nei panni di un personaggio inventato, le sue grandissime doti attoriali. Un film che vale veramente la pena di vedere, consigliato soprattutto a chi è abituato ad associare Milian esclusivamente al personaggio del “Monnezza”. RAI Movie ha acquisito i diritti per la messa in onda e quindi è possibile vederlo ogni tanto in TV o in occasione delle proiezioni che vengono organizzate di volta in volta sia a Roma che in altre città. Il trailer è visibile al link https://vimeo.com/116850786.”

” Ritiene ci possano essere analogie tra due uomini come Calvino e Milian, nati entrambi a Cuba?

” La domanda, considerati due personaggi così distanti fra loro, sembrerebbe quasi provocatoria… ad ogni modo, personalmente penso che qualche punto di contatto ci sia e questo a prescindere dal medesimo luogo di nascita. Calvino visse a Cuba solo i primi due anni di vita, per poi ritornarci anni dopo con la moglie e solo per un breve periodo. Entrambi molto poliedrici ma con modalità differenti… Calvino indaga, scruta, gira il mondo e narra mondi, Milian è un interprete eccezionale in grado di assumere qualsiasi volto e personalità, si cala nella parte anche quando non recita… Milian mi da l’idea che potrebbe essere un perfetto personaggio per un testo di Calvino. La domanda è stimolante, penso che valga la pena parlarne con l’amico e critico cinematografico Roberto Silvestri per sapere cosa ne pensa.”

” Crede che il livello culturale italiano sia inferiore alla media di quello Europeo?

” Non credo che il problema sia il livello, credo che il problema sia la consapevolezza. La consapevolezza che la cultura rappresenti una risorsa e non solo per affrancare lo spirito. La cultura è un patrimonio su cui investire anche economicamente perchè anche economicamente rappresenta una fonte di reddito. Forse proprio per l’abbondanza del nostro patrimonio culturale ci siamo assuefatti e non ne percepiamo più l’esatto valore che è oggettivamente inestimabile. All’estero questo status di paese ricco di storia e di cultura ci viene ancora riconosciuto e molte volte va a mitigare la non sempre edificante immagine che proponiamo alle cronache. Alla fine tutti parlano di “made in Italy” nel senso più ampio del termine, ma all’atto pratico si fa poco o niente per tutelarlo e incentivarlo. Per questo ribadisco che anche per le imprese, proporre la propria attività abbinata alla cultura, può rappresentare un vantaggio competitivo.”

” Pensa che le eccellenze lavorative potranno mai amalgamarsi a cultura e “belle arti”?

” Me lo auguro ed alcuni esempi fortunatamente già ci sono. Di certo occorre fare uno scatto in avanti che non è economico ma concettuale, ovvero l’impresa deve superare il ruolo di semplice sponsor per trasformarsi anche in produttore.”

Stefano Donati jpg.

 

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