Stilisti: come nasce la figura del creatore di moda.

Guardando le immagini dei costumi del settecento, specie nel loro massimo splendore rococò, comprendiamo quanto la decorazione, soprattutto quella dell’acconciatura, fosse primaria. Non sorprende quindi che proprio da quelle che oggi chiamiamo “merciaie” venga il più forte impulso alla presa di potere del “sarto creativo”, ovvero dello stilista di moda, dalla conclamata dignità professionale.

E’ sempre arduo comprendere in maniera esaustiva la figura dello stilista; chi è della ferma convinzione che il suo compito si esaurisca nel semplice creare, chi invece predilige avere basi concernenti la modellistica e la confezione e chi, più ingenuamente, intravede nel personaggio dell’influencer il creatore di moda futuro.

Nel ‘700 era categorica la distinzione fra chi commerciava tessuti, tra chi si occupava della confezione e del ricamo, e tra chi forniva complementi, ma col passare degli anni tali usanze divennero inattuali ed incominciarono a prendere piede delle vere e proprie commistioni fra le varie posizioni. Fu il momento propizio per l’incentivazione del personaggio della “machandes de modes” che uscì dalla logica corporativa della specializzazione unica e si posò in una situazione trasversale utilizzando il raffinato gusto femminile per la realizzazione di corpetti e il commercio di nastri, piume e merletti. Questo passaggio mutò radicalmente la visione della donna nel mondo sartoriale, non più banale operaia, bensì creatrice e professionista.

Già dal 1675 venne riconosciuta l’esistenza giuridica della corporazione delle couturières, una prova tangibile dell’esistenza di un mercato e di un ambito professionale complesso come quello dell’abbigliamento.

Le marchandes de modes sono sicuramente collocabili come gli antenati degli attuali creatori di moda, mestiere che sta pian piano smarrendo, secondo le visioni più disparate, una sua intrinseca identità. Non più talentuosi artisti bensì icone del mondo social che firmano capsule collection dal dubbio gusto con giganti sacri della moda. Crisi di valori e di talento che sta rapidamente trasformando il mondo della moda ad esaltazione del proprio essere e non più al bisogno di rendere omaggio alla bellezza e al buon gusto.

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