Succo Lattofermentato di Barbabietola Biologica.

Il succo di Barbabietola è una bevanda dalle proprietà antiossidanti, dietetiche, energetiche e depurative che apportano numerosi benefici al nostro organismo.

Beta vulgaris subsp. vulgaris var. conditiva L. (barbabietola comune) appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae (che oggi si definisce una sottofamiglia delle Amaranthaceae).
La barbabietola comune è imparentata con la barbabietola da zucchero (B. vulgaris ssp. vulgaris var. altissima). Come per queste, anche per la barbabietola comune non sono conosciute forme selvatiche, ma solo quella domestica.
Ne era nota la coltivazione in Grecia fin dal V secolo a.C..
Essa fu introdotta dalle truppe romane nell’Europa Centrale, mentre l’origine di questa coltura risiede nel bacino mediterraneo, probabilmente nel Nordafrica. La barbabietola comune, nelle sue diverse sottovarietà è il risultato delle ibridazioni tentate tra il XIX ed il XX secolo.
È necessario rimarcare che il succo di barbabietola lattofermentato è il succo di barbabietola comune (non barbabietola da zucchero).

1) Caratteristiche
La barbabietola comune è una pianta erbacea biennale. Nel primo anno crescono la radice ed una rosetta di foglie; nel secondo anno si origina un getto con un’infiorescenza alta fino ad 1,5 m di colore verde-rossastro. La radice carnosa prende sostanza da un ispessimento dell’ipocotile. La radice può avere svariate forme ed un peso fino a 500/600 g, ha una buccia sottile ed un gusto molto aromatico.

2) Contenuto naturale
Il succo della varietà di barbabietola comune è molto ricco in diverse sostanze necessarie per un buon funzionamento dell’organismo.

Folati
L’acido folico gioca un ruolo importante nella divisone cellulare: è la ragione per cui un corretto apporto di folati è così importante durante la gravidanza, quando la carenza di folati può provocare problemi nella differenziazione del tubo neurale, forse per alterazione dei microtubuli, e portare allo sviluppo di una spina bifida o di anencefalia.
L’acido folico è necessario alla replicazione del DNA e di conseguenza gioca un ruolo decisivo anche presso l’adulto. La sintesi delle proteine dipende in una certa misura dall’acido folico, la cui carenza si manifesta in un’anemia macrocitica ipercromica.
L’assorbimento dell’acido folico avviene principalmente a digiuno.
I livelli giornalieri raccomandati per i folati sono pari a 200 mcg, che diventano 400 mcg in gravidanza per prevenire l’insorgenza della spina bifida e 300 mcg durante l’allattamento.

Betalaine, attività di detossificazione dell’omocisteina: effetto su fegato, trombolisi, osteoporosi.
Le betalaine sono un gruppo chimico di sostanze molto solubili in acqua che formano con antocianine e carotenoidi il terzo gruppo di sostanze coloranti vegetali. Si suddividono in betacianine (di colore viola) e betaxantine (di colore giallo).
Il termine betalaina fu introdotto da Wohlpart e Mabry che ne sottolinearono la derivazione dall’acido betalamico.
Il pigmento principale della barbabietola è la betanina ed è stata utilizzata come modello per la determinazione della struttura e della biosintesi di tutte le betalaine.

La betalaina tipica del succo di barbabietola comune è la betanina (una betacianina); studi recenti sulla betanina dimostrano che essa favorisce l’apoptosi. Inoltre è stato dimostrato che la betanina inibisce l’ossidazione delle LDL e la cicloossigenasi.
Un team polacco ha poi verificato come la betanina abbia una capacità antiossidante, misurata con il valore ORAC, doppia rispetto a quella delle antocianine.
La sua azione disintossicante sul fegato è utile nell’alcoolismo e negli avvelenamenti epatici causati da abuso di farmaci.
Dal punto di vista biochimico la betalaina detossifica l’omocisteina trasformandola in metionina, amminoacido solforato essenziale per l’uomo: la carenza di metionina conduce alla degenerazione grassa del fegato, cui può seguire la cirrosi. Essa è perciò una sostanza lipotropa in quanto capace di modificare il metabolismo dei lipidi.
L’omocisteina è un amminoacido solforato che si forma in seguito a perdita di un gruppo metilico da parte della metionina, un amminoacido essenziale ossia da introdurre con la dieta.

L’omocisteina viene oggi considerata come uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare. Anche in questo caso la betalaina contenuta nel succo di barbabietola lattofermentato può cooperare ad assicurare una riduzione dell’omocisteina circolante, assumendo di conseguenza un effetto trombolitico.
Si è anche visto che elevati livelli di omocisteina sono correlati all’aumento di fratture presso persone anziane.
L’omocisteina tocca il collagene piuttosto che la densità dell’osso, interferendo con il legame tra le fibre di collagene ed i tessuti da queste rinforzati.
L’attività di riduzione dell’omocisteina esercitata dalle betalaine è amplificata dalla simile azione espletata dai folati.
Occorre ora sottolineare come il processo particolare di lattofermentazione cui è sottoposto il succo di barbabietola permette l’attivazione degli enzimi glicina-sarcosina N-metiltransferasi e sarcosina-dimetiltransferasi N-metiltransferasi così da sintetizzare la betalaina anche dalla glicina.

Produzione per lattofermentazione (effetto probiotico)
del succo di barbabietola lattofermentato è prodotto a partire da barbabietole comuni di varietà particolare biologiche, raccolte fresche e non OGM.
Le barbabietole comuni biologiche appena raccolte vengono triturate a formare una sorta di mosto; da questo mosto, con la sola azione diretta di una pressa, si ottiene il succo che viene pastorizzato per 15 secondi a 100° e poi raffreddato fino a 34°. La ragione di questo primo trattamento è l’eliminazione dei microorganismi propri della barbabietola.
A questo punto il più rapidamente possibile una cultura selezionata di diversi lattobacilli (ceppi Lactobacillus e Leuconostoc) viene aggiunta al succo.
La lattofermentazione indotta dai lattobacilli produce circa il 90% di acido L(+)-Lattico sul totale dell’acido lattico naturalmente generato; in questo momento il pH scende a 3,8-4 ed allora il succo viene pastorizzato per 15 secondi a 80° per arrestare repentinamente la fermentazione.
Nel corso della lattofermentazione fruttosio e glucosio sono trasformati in acido lattico: essi sono deidrogenati e l’idrogeno è accettato dall’acido piruvico, ridotto così ad acido lattico.
Ricco di acido lattico e di fermenti vivi, il succo di barbabietola lattofermentato sostiene la flora batterica intestinale, comportandosi dunque da probiotico. Una sana flora batterica intestinale previene l’assorbimento di sostanze nocive introdotte con la nutrizione che potrebbero rientrare nel circolo sanguigno. Ancora, una sana flora batterica è alla base della formazione di vitamine e nutrienti preziosi. Il ristabilimento della flora batterica è imperativo dopo una terapia antibiotica.
L’acido lattico e i microorganismi dei cibi lattofermentati svolgono un’efficace azione rinnovatrice sulla microflora intestinale, e tengono sotto controllo i microorganismi patogeni, ostacolando i fenomeni putrefattivi.

Nel III sec. a.C. i muratori all’opera per la costruzione della Grande Muraglia consumavano regolarmente cavoli lattofermentati, che oggi chiamiamo crauti. Il risultato del processo di lattofermentazione usato per il succo di barbabietola lattofermentato è un succo fresco, dall’aroma particolarmente pronunciato, dal gusto gradevolmente acidulo, ricco di vitamine, enzimi, fermenti ed altre sostanze attive (betalaine).
La presenza di acido lattico, prodotto della lattofermentazione, è alla base del gusto acidulo e contribuisce alla maggiore stabilità del prodotto.

IL SUCCO DI BARBABIETOLA LATTOFERMENTATO NON VA ASSUNTO IN PAZIENTI CON DIAGNOSI ACCERTATA O PRESUNTA DI DIABETE TIPO 1 E DIABETE TIPO 2.

IL SUCCO DI BARBABIETOLA LATTOFERMENTATO NON VA ASSUNTO DA PAZIENTI SOTTOPOSTI A TERAPIE FARMACOLOGICHE A BASE DI (IPOGLICEMIZZANTI ORALI, INSULINA).

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