Tangentopoli.

I fatti processuali di uno dei casi più clamorosi degli anni '90 che cambiarono le sorti della nostra politica, messi in scena al Teatro Golden di Roma da Sebastiano Somma e Augusto Zucchi.

L’espressione Mani pulite indica una serie d’inchieste giudiziarie condotte negli anni ’90. Queste rivelarono un sistema fraudolento che coinvolgeva la politica e l’imprenditoria: l’impatto mediatico ed il clima di sdegno della popolazione che seguirono, furono così grandi che tali inchieste ebbero come effetto quello di decretare la fine della Prima Repubblica. Partiti come la DC si sciolsero mentre altri come il PDS furono fortemente ridimensionati.

Mani pulite fa riferimento al fascicolo aperto alla Procura di Milano nel 1991 da Antonio Di Pietro, mentre in un’accezione allargata, fa riferimento alle indagini delle procure italiane negli anni novanta, che vertevano sulla collusione politica-imprenditoria.

Da lì, ebbero inizio quegli atti processuali, ben conosciuti ai più, che portarono a numerose accuse ed arresti clamorosi, tra i quali a quello di Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio, che si preparava alla campagna elettorale per le elezioni di Primavera con l’obiettivo di tornare nuovamente alla presidenza del consiglio.

Nelle aule del Tribunale di Milano si ritrovano in un faccia a faccia Antonio Di Pietro (Sebastiano Somma) e Bettino Craxi (Augusto Zucchi). In particolare, nella piece messa in scena al Teatro Golden, che proseguirà fino al 16 Aprile, attraverso una realistica ricostruzione si immagina un’ultima ipotetica udienza del processo a Craxi.

Il lavoro teatrale, scritto a quattro mani da Vincenzo Sinopoli, avvocato con la passione per il palcoscenico, e da Andrea Maia (quest’ultimo cura anche la regia), ingrandisce la lente sulle due figure simbolo di Tangentopoli, il magistrato ed il politico. In questo ‘scontro’ tra due forti personalità, da un lato Craxi, non più leader carismatico ed anzi, provato dal diabete, e Di Pietro dall’altro, determinato, a sua volta, a lasciare la magistratura per indagini avviate a suo carico, assistiamo a due ore intense di grande teatro. La recitazione, che prende in esame i momenti più salienti della vicenda, è efficace, immediata, con frammenti di umanità profonda…Bello quello in cui i due protagonisti si parlano a cuore aperto, l’uno, spogliatosi della toga, l’altro, ‘sceso’ dal suo ruolo di uomo politico, catapultati in ricordi familiari e privati.

Magistrale interpretazione di Sebastiano Somma ed Augusto Zucchi, di un atto processuale italiano tra i più controversi, che ha segnato l’intera politica italiana, in particolare la Prima Repubblica, ma anche di quella a seguire. Validissimi anche Morgana Forcella nel ruolo dell’Avvocato difensore di Craxi, Roberto Negri nel ruolo del giudice e Danilo Ramon Giannini nel ruolo dello scrittore che assiste al dibattimento e narra di questa ipotetica ultima udienza. Una piece su eventi drammatici portati in scena seriamente ma senza pesantezze. Inoltre la struttura particolare del teatro Golden ci ha fatto vivere tutto come se fossimo testimoni involontari di un processo in cui non vi nè un vincitore nè un vinto.

Ottima la regia che ha saputo dare la giusta teatralità ad un momento non facile per la legislatura e la politica italiana.

“Era una scommessa su un argomento tosto”– il commento di Sebastiano Somma. Scommessa…superata brillantemente!

www.teatrogolden.it

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