“The art of the Brick” di Nathan Sawaya

Per la prima volta in Italia la grande mostra di arte contemporanea alla quale, da anni, l'ex avvocato statunitense, si dedica con grande passione ed abilità, utilizzando i mattoncini Lego!

Roma! Spazio Eventi SET di Via Tirso. Una bella mattinata di fine Ottobre. Una particolare ed originalissima mostra “The art of the Brick” ha inaugurato la stagione il 28 Ottobre scorso, e si protrarrà fino al 14 Febbraio 2016. E’ una mostra evento, essendo la prima volta che le opere di questo geniale uomo che ha gettato la toga per “giocare” con i Lego, espone in Italia! La testimonianza di ciò che di grande possano realizzare “due mani”! E che mani!

Statunitense di New York, Nathan si è laureato in Legge. Ha abbandonato la professione di avvocato nel 2004, perchè si accorse di preferire l’arte ai consigli d’amministrazione, per dedicarsi a tempo pieno a quella di artista di mattoncini LEGO nel suo art studio di New York City. Nonostante abbia lavorato per qualche mese con la compagnia danese, Nathan, è un artista totalmente indipendente. La LEGO Group lo ha certificato come “Costruttore di LEGO professionista“. La sua prima esibizione personale risale al 2007 ed ebbe subito un enorme successo. A oggi le sue opere sono già parte di alcune collezioni di arte contemporanea di musei del Nord America. Nathan Sawaya si è guadagnato una posizione di vertice nel mondo dell’arte contemporanea e ha creato una nuova dimensione unendo Pop Art e Surrealismo. La sua arte consiste nel giocare con il materiale, il colore, il movimento, la luce e la prospettiva. Il risultato? Strabiliante.

Varcando la soglia del SET non volevo quasi credere ai miei occhi! Camminando nel percorso espositivo è possibile trovare oltre 80 lavori esposti, tutte creazioni in 3D che catturano lo sguardo, creando un mix di colore e movimento, esaltato attraverso la luce e la prospettiva. Colori vivaci, mattoncini assemblati con grande sapienza, danno vita a dei veri capolavori di arte contemporanea che mi si sono rivelati in tutto il loro splendore e vivacità! Le sale sono suddivise per settori: nella prima si ha una piccola anticipazione…mele, mappamondi, sistemi solari, matitoni, bozzetti disegnati originali, ed un uomo totalmente azzurro, seduto su una poltrona come a volerci dare il benvenuto! Nella seconda sala, si gode in tutta la sua “luminosità” del capolavoro, forse più conosciuto al mondo, di Nathan, la sua opera magna,Yellow”10569111_10206862638075971_1403458379_nche rappresenta un mezzobusto giallo di un uomo che si sta stracciando letteralmente il petto per far fuoriuscire il proprio io spirituale, metamorfosi personale dell’artista stesso. Proseguendo si entra nella sala dedicata ai maestri del passato: la “Gioconda”, la rappresentazione della volta della Cappella Sistina, dell’ “Urlo” di Munch, sculture del “Discobolo”, della “Nike di Samotracia”, di un “Buddha”….la “Sfinge”, il “Bacio” di Gustav Klimt, Il “David”…nella sala attigua numerosi ritratti, di Andy Warhol, di Mickey Mouse, di Courtney, la compagna di Nathan, cui ha dedicato anche amorevoli parole! Mi inoltro sempre più in questo percorso incantevole e giungo in una sala dove mi si spalanca un mondo…un nuotatore, visto solo dalla parte del corpo che resta emersa sull’acqua, che sta nuotando a stile libero e, attorno , un gioco di luci che mi fa sentire come se fossi in mare…e poi MERAVIGLIA… il “Partenone” di Atene! Da restare senza parole! La cosa sorprendente, osservandone i particolari, è l’uso sapiente di innumerevoli elementi di dimensioni microscopiche! Di seguito una sala con sculture rappresentanti gli stati d’animo umani: la fine di un’amore, il caos mentale, un lutto, il concetto dell’ascesa al cielo e, la più grande paura dell’artista, la perdita dell’utilizzo delle mani, quì drammaticamente figurata tramite un busto di un uomo privo delle mani, curvo su se stesso e tralci di mattoncini, sgretolati in terra, a voler simbolicamente rappresentare lo “sgretolamento” degli arti! Quest’opera gli è costata molta fatica! Ma il lavoro, forse, più incredibile e grande per dimensione è lo scheletro del tirannosauro T-Rex lungo sette metri!

The Art of the Brick consente, inoltre, ai bambini, di riscoprire la gioia nel costruire con creatività, di usare la manualità con l’ausilio dei mattoncini della Lego e allontanarsi per un pò dai vari dispositivi digitali che usano ogni giorno (Playstation, pc, tablet ecc.). Infatti, a fine percorso (1.200 mq) tra le sculture, i video e le immagini, vi è una “sala giochi” con migliaia di mattoncini (e infinite possibilità) dove i bambini, ma non solo, possono dare libero sfogo alla loro fantasia.

Cosa dire? Questa mostra è la prova concreta di come non solo agli adulti, ma anche ai bambini, da cose piccole e “banali”(i mattoncini Lego), si possano creare opere straordinarie. L’importante è lasciarsi andare e dare libero sfogo al proprio genio creativo, puntando esclusivamente sulle proprie idee. Certamente Nathan con il suo abilissimo modo di utilizzare le mani, ha dato sfogo a qualcosa di molto più di un gioco, a dei veri e propri capolavori, di inestimabile valore! Un’allestimento che per un’oretta ci fa entrare in un mondo fantastico, magico, incredibilmente “colorato”! Per sognare un po’!!!

Da vedere…per grandi e piccini!

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