The Startup – Accendi il tuo futuro.

Il film per la regia di Alessandro D'Alatri, tratto da una storia vera, è nato per dare la sveglia alle nuove generazioni, raccontando di chi non si arrende mai e di chi va a prendersi le proprie occasioni davanti a un mondo che sbatte le porte in faccia.

Matteo Achilli (Andrea Arcangeli) è un 18enne della periferia romana che conta di farsi strada con il nuoto agonistico. Ma il suo allenatore gli preferisce il figlio dello sponsor della squadra, e Matteo si rende conto che in Italia non è il merito che conta, bensì la raccomandazione. Accettato all’università Bocconi di Milano, Matteo decide di non arrendersi ma di prendersi la sua rivincita, inventando un social network, Egomnia, che classifica gli applicanti ad ogni incarico professionale in base al merito, utilizzando un algoritmo matematico che valuta in base a parametri oggettivi il background accademico del candidato. In tutto questo, Matteo è fidanzato con Emma (Paola Calliari), ed ha due splendidi genitori interpretati rispettivamente da Massimiliano Gallo e Lidia Vitale, disposti a tutto pur di far realizzare il progetto al proprio figlio!

Ad aiutare Matteo nella realizzazione di questo software di Egomnia, Luca Di Giovanni, nei panni dell’ingegnere ‘nerd’ smanettone.

A Milano Matteo troverà una giornalista rampante impegnata alla Bocconi, interpretata da Matilde Gioli, attrice che davanti alla cinepresa sa catturare tutta l’attenzione dello spettatore.

Ottima la regia di Alessandro D’Alatri, da sempre paladino di chi cerca, ostinatamente, di combattere il sistema dal di dentro, che ha preferito concentrarsi sulla parabola di un ragazzo che prova ad emergere nonostante nuoti in un mare di squali (non è un caso che nel film abbondino le metafore acquatiche).

A parte le numerose polemiche sorte sul fondatore di Egomnia e sul film, personalmente lo trovo ben riuscito, veloce nella narrazione, dinamico, senza pesantezze, con una regia semplice ma efficace! Una narrazione ‘giovane’ sui giovani che, nonostante tutto, non mollano, vogliono dimostrare di potercela fare. In un momento in cui imperversa la fuga di cervelli, questa storia racconta della necessità di sapere che a volte, questo paese, i suoi talenti migliori non li massacra. O che magari, semplicemente, quei talenti sanno dribblare persino le stragi di cervelli, i baroni, i ‘favoriti’ e la cappa di negatività che l’Italia emana da decenni, ormai. In fondo, Matteo, in una delle battute più riuscite del film, la fotografia di tutto ciò che ci circonda, la fa chiaramente: “Se nasceva in Italia Steve Jobs, neanche il mutuo per la prima casa gli davano”.

Andrea Arcangeli, il giovane attore che interpreta Matteo Achilli, seppur non proprio somigliante nell’aspetto all’originale, riesce con grande emotività e carisma a rappresentare il giovane di ‘belle speranze’.

Emma, la donna che gli è accanto, è una figura cardine della storia, e trova in Paola Calliari una brava e sorprendente interprete.

Luca Di Giovanni, l’ingegnere che aiuta Matteo, è efficace in questo suo ruolo di nerd dal cuore buono…un personaggio di spessore e grande altruismo.

Massimiliano Gallo e Lidia Vitale, che interpretano i genitori di Matteo, li trovo fantastici. Il loro modo di ‘sacrificarsi’ per il figlio è esemplare. Trovo che i due attori abbiano quel ‘qualcosa in più’ che li contraddistingue da tanti loro colleghi’! Commovente la scena in cui il padre si vede accreditato un bonifico di 2omila euro da parte del figlio!!! L’apoteosi di tutta una vita di rinunce…l’amore per la famiglia, l’unico, vero, indissolubile!

Un film che si ‘fa vedere’, con la curiosità di sapere come va a finire. Un film che ci dice che un ragazzo di Corviale può farcela, può andare alla Bocconi e fondare un linkedin ante litteram, un algoritmo che calcola il merito e non il nome, cosa che in Italia, però, siamo ancora ben lontani dal raggiungere. E’ un inno ai giovani, uno scossone per indurli a ‘svegliarsi’, a non mollare, a non piangersi addosso. E un messaggio simile è fondamentale in un paese in cui cominciano a smettere di crederci.

Occorrerebbe farne di più di film del genere!

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*