Tiroidite di Hashimoto.

E’ la più comune delle patologie tiroidee ed è la causa più frequente di ipotiroidismo nelle aree del mondo con un sufficiente apporto di iodio, mentre nelle aree a carenza iodica la tiroidite cronica è ancora oggi una malattia relativamente rara.

La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune. Ciò significa che il sistema immunitario dell’organismo (che normalmente lo protegge e lo aiuta a combattere le infezioni) produce sostanze dette anticorpi, che attaccano la tiroide, la rendono incapace di produrre sufficienti quantità di ormoni; la ghiandola può anche essere ingrossata.
La tiroidite di Hashimoto è la causa più comune di ipotiroidismo, può colpire qualunque persona, ma in genere riguarda prevalentemente il sesso femminile e le persone che hanno una storia familiare di malattie tiroidee; la sua prevalenza aumenta con l’invecchiamento. L’ipotiroidismo da tiroidite di Hashimoto evolve molto lentamente nel corso di anni.
Alcuni soggetti con tiroidite di Hashimoto presentano altre patologie endocrine, come DIABETE, GHIANDOLE SURRENALI IPOATTIVE, PRATIROIDI IPOATTIVE, ANEMMIA PERNICIOSA, ARTRITE REUMATOIDE, SINDROME DI SJOGREN, LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO (LUPUS).

La tiroidite di Hashimoto è più comune fra le donne, soprattutto quelle più anziane, e tende a presentarsi in diversi soggetti della stessa famiglia. Insorge più frequentemente nei soggetti con anomalie cromosomiche come la SINDROME DI DOWN, la SINDROME DI TURNER, la SINDROME DI KLINEFELTER.

L’ipotiroidismo non trattato della tiroidite di Hashimoto può condurre a complicanze anche severe:
GOZZO:
Aumento di volume della ghiandola tiroidea che, se di grosse dimensioni, può interferire con la deglutizione e con il passaggio di aria nelle vie aeree.

PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI:
Aumento del volume del cuore o scompenso cardiaco

PROBLEMI DELLA SFERA PSICHICA:
Depressione, ridotto desiderio sessuale, rallentamento psichico.

COMA MIXEDEMATOSO:
Una rara condizione derivante dalla presenza da molto tempo di ipotiroidismo non trattato. E’ una condizione gravissima che richiede trattamento di urgenza.

RISCHI CONNESSI CON LA GRAVIDANZA:
I figli di madri con ipotiroidismo non trattato hanno un rischio più elevato di mortalità neonatale, prematurità e permanenza in rianimazione neonatale. A distanza di tempo possono anche presentare un quoziente intellettivo (QI) (intelligenza) ridotto a causa di deficit dello sviluppo cerebrale mentre
sono nel grembo materno.

DIAGNOSI
TSH ELEVATO
Livelli di TSH sopra la norma indicano che la tiroide è stimolata a produrre quantità maggiori di ormone perchè non ve ne è abbastanza nell’organismo (ipotiroidismo).

FT4 RIDOTTO
Un livello di fT4 (la quota di T4 che può entrare nelle cellule) inferiore alla norma indica ipotiroidismo.

ANTICORPI ANTIPEROSSIDASI ELEVATI (ANTI TPO)
Segnalano la presenza di anticorpi diretti contro la tiroide. Essi di solito indicano la presenza di malattia di Hashimoto nei pazienti ipotiroidei. Pur in presenza di anticorpi antiperossidasi elevati, può non essere presente ipotiroidismo; in questo caso è generalmente indicato il controllo periodico e non il trattamento.

ANTICORPI ANTITIREOGLOBULINA ELEVATI (ANTI TG);

ANTICORPI ANTI TSH ELEVATI;

FT3 RIDOTTO;

AUMENTO DELLA VES, DELLA PCR;

RILEVAZIONE DELL’AUMENTO DELLE GAMMAGLOBULINE NELL’ELETTROFORESI PROTEICA CON FORMULA.

RICORDARSI SEMPRE CHE IN CASO DI HASHITOSSICOSI FT3 ELEVATO, FT4 ELEVATO!

Lo specialista endocrinologo è in grado di effettuare la diagnosi e consigliare il trattamento adeguato; in caso di tiroidite di Hashimoto è opportuno assumere regolarmente la terapia, sottoponendosi a periodici controlli; una eventuale ripresa dei sintomi può indicare la necessità di adeguare la terapia.

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