Tour della Polonia – (parte prima)

...terra di storia, radici profonde, religiosità, colori e lavorazioni in ambra.

Anche quest’anno, come di mia abitudine, ho preso parte ad un viaggio organizzato con un noto tour operator. Meta prevista: la Polonia. Una terra che, ultimamente, avevo grande desiderio di conoscere, vuoi, per varie testimonianze avute da amici, vuoi, curiosità verso una nazione in cui non sono mai stata, neppure di passaggio.

Il mio viaggio inizia durante un torrido week-end di Agosto…sveglia prevista per le 6.00 (questi viaggi partono sempre “al buio”, con mia “grande” gioia!!!). Provo sempre un misto di tensione/euforia prima di un viaggio, così il fatto di trovare un tassista sorridente e sereno a quell’ora del mattino, mi conforta. Check-in alle 7.00, ma come sovente accade a Fiumicino, si effettua con un’ora di ritardo! Finalmente alle 9.00 si decolla! In meno di due ore siamo già a Cracovia! Il tempo è incerto ma percepisco, quasi con stupore, che le temperature sono miti, anzi, calde! Cracovia ci “saluta” con i suoi colori, le facciate delle case decorate con i fiori, il suo verde…In Polonia ci sono ettari ed ettari di verde! Cracovia, in Polacco Krakòw, era la capitale storica della nazione, a lungo residenza della famiglia reale, è il principale centro turistico del Paese. Essendo stata miracolosamente risparmiata dagli eventi bellici, ha mantenuto un centro antico praticamente intatto, che le è valso l’inserimento dell’Unesco tra i patrimoni dell’umanità. I palazzi ricordano quelli presenti nelle grandi città del rinascimento italiano, dovuto al fatto che i sovrani polacchi chiamarono architetti di origine italiana per costruire le residenze nobiliari ed i principali edifici pubblici.

La nostra visita inizia dalla Stare Miasto, il centro città, circondata dal parco Planty, che si allarga ad est dalla Vistola attorno alla piazza principale, la Ryenek Glòwny, da dove le vie e le strade giungono fino alla base della collina di Wawel, nella parte meridionale della Cracovia storica. Ryenek Glòwny, in età medievale la più grande piazza d’Europa, si mostra, ai nostri occhi, nel suo stato originario. Sorta come sede di mercato ancora oggi è un luogo molto trafficato ed affollato. Al centro di questa piazza si può ammirare il Sukiennice, il Palazzo dei Tessuti, costruito nel XIV secolo, risistemato nel Rinascimento in stile fiorentino con l’aggiunta di una facciata ricca di doccioni. Oggi la struttura ospita un mercato di oggetti artigianali ed in ambra dove, non a caso, mi sono “persa” in entusiastiche compere per i miei cari e…per me stessa!

La piazza è completata dalla statua di Adam Mickiewicz, poeta nazionale polacco, ricostruita dopo essere stata distrutta dai nazisti durante l’occupazione.

Lungo il lato orientale la maestosa Basilica Kosciòl Mariacki, di Santa Maria, la cui facciata è compresa tra due torri, una delle quali, sormontata da guglie. L’edificio si impostò su una chiesa precedente che fu distrutta dai tartari. L’edificio, particolarmente buio all’interno, riceve la luce solamente da due finestre poste nella parte superiore e da una vetrata in stile art nouveau. Alzando lo sguardo ho apprezzato il soffitto dipinto di blu ed oro con alcuni fregi realizzati da Jan Mateiko.

Dopo varie altre scoperte ci incamminiamo alla volta del Wawel la collina con l’omonimo castello. Una bella camminata, durante la quale ho ammirato edifici in stile gotico e due residenze nobiliari del XIV secolo, mi ha condotta in un luogo fantastico, quasi incantato, se non fosse per la moltitudine di turisti…Si accede attraverso la Brama Wazowska, porta dei vasai…da lassù, panorama mozzafiato sulla Vistola e su gran parte della città.

Visita poi al ghetto ebraico ed alla fabbrica di oggetti smaltati di Oskar Schindler.

La sera, abbiamo avuto il piacere di cenare in un ristorante tipico molto suggestivo ed accogliente…la zuppa ai funghi meritava davvero, servita all’interno di un pane a forma di fungo/scodella in modo tale che ‘raschiando’ il bordo della scodella/pane si stacca la mollica che s’inzuppa e i Pierogi (sono come dei ravioli ripieni fritti). Sono piatti tipici che si trovano un po’ ovunque. Il tutto accompagnato da tanta allegria e da un caratteristico spettacolo in abiti tipici Polacchi e la partecipazione di tutti noi compagni di viaggio ai balli popolari!

E’ stata poi la volta delle miniere di sale (Wieliczka o Salt Mine). L’ingresso è diviso in tante aree a seconda della lingua in cui si effettua il tour. La nostra è inconfondibile: ha la bandiera dell’Italia stampata su un cartello.
Sappiate che non potete visitare le miniere da soli. Il giro dura 3 ore e la temperatura all’interno varia dai 14 ai 16 gradi e si scendono circa 800 scalini!
Che dire della miniera: spettacolare. Le sculture di sale sono stupende e la cattedrale ancora di più, con i suoi lampadari, le statue e l’altare di sale. In più ci sono lunghe gallerie, caverne enormi, laghi artificiali ed intere profonde grotte da attraversare sfruttando impalcature e scale di legno. Onestamente, il percorso è lungo ma le 3 ore volano via, tanto è interessante e ‘avventuroso’.
Finito il giro si può scegliere se fermarsi, sempre all’interno delle miniere, al ristorante (veramente caratteristico), al museo, alle bancarelle di souvenir o tornare in superficie con l’ascensore. Anche questa escursione è vivamente consigliata: da non perdere!

Giornata intensa per noi, che prosegue con un pranzo tipico, durante il quale ho assaggiato il “dolce del Papa”, ed una fugace visita di Wadowice la città natia di Wojtyla.

 

Il viaggio prosegue alla volta di Auschwitz-Birkenau….Che dire dei due campi: semplicemente agghiaccianti e sconvolgenti. Una tappa obbligata per chi visita la Polonia, anche se “toccare con mano” quello che è accaduto in questi campi spezza il cuore…devasta l’anima (specialmente ad Auschwitz dove ci sono le foto dei carcerati, bambini e non, dopo giorni di privazioni, torture, lavori forzati e violenza gratuita, valige, pentole e una sala colma di…capelli che venivano rasati alle donne!). Birkenau, il campo ancora più grande…davvero lucubre con la sua rotaia, fatta costruire appositamente per far sì che i deportati  arrivassero più rapidamente e più numerosi con i vagoni del treno!!! Per me è stata davvero una cosa tristissima, seppur da vedere!
Il mio viaggio continuerà domani con le altre tre tappe effettuate: Breslavia, Tschestokowa e Varsavia. Avrete già capito che le cose viste sono innumerevoli!

Foto: Loredana Filoni

 

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