Tour della Polonia (seconda parte)

...terra di storia, radici profonde, religiosità, colori e lavorazioni in ambra (Breslavia, Czestokhowa, Varsavia).

Dopo aver visitato i campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau, in serata facciamo mestamente ritorno a Cracovia! Devo dire che la mia nottata non è stata delle più serene…certe cose restano nell’anima ed oltretutto al mattino presto, apprendo del terribile terremoto del centro Italia!
Si parte di buon’ora, ma ormai avrete compreso che certo, nei tour, non si dorme poi molto…ma lo scopo del viaggio è visitare tanti luoghi suggestivi…al sonno penseremo al nostro rientro in patria. Si viaggia verso Breslavia, il capoluogo della Bassa Slesia. Ci accoglie un sole meraviglioso ed una città piena di colori! Il capoluogo ebbe per lungo tempo il toponimo tedesco di Breslau, a testimonianza delle influenze politiche e culturali che per secoli l’hanno caratterizzata. Oltre alla dominante tedesca, è possibile scorgervi componenti ceche, russe e occidentali. L’antica storia tedesca è testimoniata dal gran numero di chiese e di edifici in stile gotico, ma numerosi sono anche i palazzi rinascimentali che trovano le proprie origini in area fiamminga. La città è attraversata dall’Oder, che crea, lungo il suo percorso, anse ed isole, inoltre si punteggia di numerosi parchi. Breslavia è una delle città che più mi ha affascinata. Piccola e grande allo stesso tempo, ricca di storia ma totalmente ricostruita, con una bellissima piazza Rynek al centro della quale si erge il palazzo del Municipio e palazzi coloratissimi, un grande orologio astronomico del tardo cinquecento, i suoi più di 100 ponti, i fiumi, i canali, la musica in ogni angolo delle strade e moltissimo altro…A sud ovest, il quartiere ebraico, articolato attorno al piccolo spazio della sinagoga. Continuando la lunga passeggiata che, tra l’altro, mi ha condotta attraverso una stradina popolata da ristoranti italiani, l’Università, uno splendido mercato coperto, ho attraversato un luminoso ponticello rosso e lì mi si è stagliata la meravigliosa isola su cui troneggia la Cattedrale! Un palcoscenico a cielo aperto! La cattedrale di San Giovanni Battista, in polacco archikatedra Świętego Jana Chrzciciela, è la cattedrale metropolitana dell’Arcidiocesi di Breslavia. Grande edificio gotico, eretto in più riprese, è uno dei migliori esempi di questo stile nel Paese. Entrandovi è di una maestosità e solennità rara. Quì numerose foto erano di rigore! Del resto, non so stare senza fissare quegli attimi di meravigliosa intensità!
A Breslavia occorre anche stare attenti!!! Potreste “inciampare” facilmente, perchè quì la fanno da padrona gli gnomi! Sì, avete letto bene, proprio gnomi! La città ne è piena. Ad ogni angolo di strada, in mezzo alle piazze, nascosti dietro le finestre, fuori dai negozi. Sculture in bronzo, alte più o meno trenta centimetri, che rappresentano i simpatici nanetti, intenti nelle attività più varie. Non ne conosco il numero esatto, anche perchè tendono ad aumentare con una certa costanza, ma direi, circa trecento. Sono così tanti che esistono delle mappe per ritrovarli. Ovviamente sono per i turisti, a cui è offerto così un modo diverso per girare la città. Se pensate che quella degli gnomi sia tutta un’operazione di marketing vi sbagliate. Dietro c’è una storia seria: nati in seguito alla protesta anticomunista del movimento surrealista Alternativa Arancione (che dopo essersi visti ricoprire i graffiti con gli slogan contro le autorità, li ricoprivano a loro volta con disegni di gnomi come simbolo di una opposizione pacifica), dopo la caduta del comunismo, gli gnomi, sono diventati gli ambasciatori ludici, oltre che favoloso emblema della città. Comunque…è stato divertente andare “a caccia” di gnomi!


La sera rientro in albergo stanca ma felice e, durante la cena, c’è anche l’occasione per festeggiare (a sorpresa) una coppia di napoletani, di cui ricorreva il 42esimo anniversario di matrimonio!
La mattina seguente, di buon’ora, si lascia Breslavia alla volta di Varsavia, con prima, una tappa a Czestokhowa. Questo è il luogo in cui si sente maggiormente l’anima cattolica della Polonia ed in cui i fedeli giungono in pellegrinaggio al monastero di Jasna Gòra per vedere l’icona della Madonna Nera. Nel corso dei secoli questa immagine ha acquisito un valore anche politico, come simbolo di una nazione cattolica che subì tentativi di conquista da parte di Paesi dove erano presenti altre fedi (come Svezia protestante, Russia ortodossa, Germania luterana).

Si riparte alla volta di Varsavia…un lungo viaggio che ci conduce attraverso ridenti paesini.
Arrivati alle porte della capitale…mi si palesa un “mondo”: grattacieli imponenti, belli, una stazione ferroviaria che vale la pena visitare! E’ così che mi immagino alcune zone degli States! Una modernità sconcertante…
Varsavia mi è letteralmente entrata nel cuore!!! Secondo la leggenda il nome deriverebbe da quello di due proprietari terrieri, Wars e Sawa, che possedevano i terreni sui quali furono costruiti i primi edifici del centro. Descrivere questa città in poche righe, mi resta difficile, data la sua vastità, la varietà, i parchi…ah…quanto verde a Varsavia, ettari ed ettari di giardini, boschi…Che pace per lo spirito! Quì ne hanno grandissima cura…e poi musica di Chopin in ogni angolo. La città vecchia (Starego Miasta) rappresenta la zona più interessante dal punto di vista storico-artistico, con la Piazza del Mercato, la Piazza del Castello…immensa e contornata da ristoranti e localini pittoreschi. La colonna di Sigismondo III il più antico monumento commemorativo non religioso di Varsavia. Le antiche mura difensive, la Pomnik Syrenki (Sirena) che per un breve periodo apparve sullo stemma cittadino (secondo alcuni, la sorella della Sirenetta di Copenaghen). La città nuova (Nowe Miasto), un tempo chiamata la nuova Varsavia, si estende immediatamente a nord del centro storico, mentre a sud, vi è il cuore commerciale della città, in cui era situato il nostro albergo, dal quale, dalla mia stanza al sesto piano, ammiravo un fantastico “skyline”! Domina il Palac Kulturi i Nauki (Palazzo della Cultura e della Scienza), il principale edificio di epoca sovietica, che Stalin volle regalare a Varsavia nei primi anni Cinquanta. Se si comprende anche la guglia, l’edificio misura 234 metri di altezza e all’epoca della sua costruzione era il secondo d’Europa con ben 30 piani. Vedere quei palazzoni e grattacieli, che tra l’altro amo molto, mi ha fatta stare per parecchio con il naso all’insù. Grandi “vette” si estendevano sopra di me…e vedere alcuni addetti “appesi” nel vuoto, per pulire le infinite vetrate, qualche effetto lo hanno sortito.
A giusta conclusione del tour, una cena in un ristorante tipico con spettacolo folcloristico, ci stava tutta!
Il mattino seguente ci ha visti di ritorno in Italia dall’aeroporto Chopin di Varsavia.
Cosa dire? Un tour che mi ha trasmesso moltissimo…Cultura e tradizioni diverse dalle nostre, un viaggio attraverso l’anima ed il cuore di un popolo che ha vissuto tragicamente gli orrori della guerra, lo sterminio, e che ha saputo risollevarsi con dignità ed orgoglio, ricostruendo, quasi fedelmente, tutto quello che andò distrutto. Una nazione che, di certo, ha subìto un salto di qualità dopo l’avvento di Wojtyla…che ha detto no ad ogni tipo di dittatura, che racchiude in se una immensa spiritualità. Una cosa mi ha colpito, dopo, ovviamente, le meraviglie paesaggistiche…la grande pulizia, l’ordine, non un muro scarabocchiato, nè un graffito, nè cicche in terra…nulla! E la consapevolezza che noi, quì, abbiamo ancora tanto da “imparare” per rendere migliore la nostra Italia, bistrattata, maltrattata, trascurata…Ma questo è un altro discorso che riprenderò in contesti differenti!

Foto: Loredana Filoni

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